La Frase dal Film:
"Pinocchio wasn't scary, he was good!" "Oh, you think so, honey!" "Wasn't he? Yeah, that's the only way he could be a real life boy. He had to be good!" "Well, that's true and he tried to be good, he tried really hard"*
Il regista Tenney deve la sua notorietà essenzialmente ad una pellicola La Notte dei Demoni (1988) che casualmente uscì lo stesso anno in cui Tom Holland produsse La Bambola Assassina che di questo Pinocchio's Revenge è di sicuro il film ispiratore. Il lavoro di Tenney è comunque meno plagiario (sì, l'aggettivo esiste) di quanto sulle prime si possa supporre in quanto l'horror del regista hawaiano (!) si gioca più sull'ambiguità che sul malvagio burattino in sé. Vero è che Pinocchio's Revenge procede con una flemma soporifera per la maggior parte del tempo e che l'attenzione dello spettatore viene risvegliata non tanto dal pathos ma, molto prosaicamente, da una scena di nudo integrale che vede come protagonista una tata niente male che fa una provvidenziale doccia. Neppure Pinocchio si perde la scena. Oltre a ciò il regista Tenney, nella prima parte del film, scivola un po' sul cattivo gusto non tagliando una scena (che avrebbe potuto anche rigirare) con protagonista la piccola Britanny Smith che, cadendo, finisce gambe all'aria mostrando le mutandine; nulla di grave in verità ma a distanza di pochissimi minuti la bambina cade di nuovo e di nuovo a gambe all'aria, in un upskirt che avrebbe entusiasmato gli amanti di Maladolescenza (1977). Ma i veri problemi del film non sono questi. Tenney ha la buona idea di creare la variazione sul tema bambola assassina insinuando il dubbio che gli omicidi siano compiuti non dal burattino ma dalla figlia dell'avvocatessa che, schizofrenica, sente e vede muoversi Pinocchio e lo incolpa di cose che invece è lei a fare. L'ambiguità della faccenda è retta per tutto il film e il gioco psicologico è interessante, peccato che la natura low e televisiva della produzione, che si gioca in locations limitatissime e per mezzo di attori di scarso livello, renda Pinocchio's Revenge un'esperienza per nulla memorabile. Troppo poche le scene di sangue e poco o nulla minaccioso il burattino che per la maggior parte del tempo sta fermo dove si trova (se ne sente solo la voce). Una o due sequenze mettono paura, ma non basta. L'impressione è che a distanza di tempo, oltre che per il fatto di aver trasformato il noto burattino "amico dei giorni più lieti" in uno psicopatico, mi ricorderò del film solo per la tata che faceva la doccia, mica altro. Non so se questo sia sufficiente per consigliarne la visione. Comunque, a volerlo mettere a paragone con un altro horror con bambola pazza, Pinocchio's Revenge non è poi peggio di Dolly Dearest (1991), non che il paragone sia edificante. Solo per chi odia Collodi.
* Trad: "Pinocchio non faceva paura, era buono!" "Oh, tu la pensi così, dolcezza!" "Non lo era? Sì, è l'unico modo affinché potesse diventare un vero bambino. Doveva essere buono!" "Be', è vero e lui ha provato ad essere buono, c'ha provato davvero!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
In quelle scene in cui si vede Pinocchio camminare, l'attore che indossava i panni del burattino era il nano Verne Troyer, il Mini Me di Austin Powers in Goldmember (2002).