La Frase dal Film: “Something bit me!" "Oh yea? I thought you liked that kind of stuff!”*
All’inizio era Lo Squalo (1975), non il primo ma uno dei più fulgidi esempi di animal-horror, cioè di film “de paura” in cui un animale, in genere una razza specifica, se la prende con l’uomo. Ogni tanto pare giusto riequilibrare. Il grande successo del film di Steven Spielberg spinse il furbastro Roger Corman a produrre una copia variante, diciamo una mutazione, di quello squalo bianco. Con la New World Pictures Corman mandò nelle sale Piranha (1978) che non solo fu l’ennesimo successo per il sub-genere animal-h ma fu anche un decisivo trampolino di lancio per il regista Joe Dante che poi ebbe una brillante carriera negli anni ’80 e anche qualcosa dopo. Meno fortuna per il successivo Piranha Paura (1981) che però ha un suo valore storico per aver segnato il debutto alla regia di Mister blockbuster James Cameron e per essere stato assurdamente remeccato dal solito buon vecchio Corman nel 1995 con il film tv Piranha. La vera remake-mania però doveva ancora arrivare. Dopo il 2000 è diventato buon uso delle major remeccare film del biennio 70-80, cosa che paga a dispetto del fatto che la maggior parte degli spettatori non siano nuove leve giovanili che mai hanno visto gli originali, bensì ex bambini ora spettatori adulti che, immancabilmente, cassano la rivisitazione moderna, un po’ perché il passato è sempre visto tramite una lente distorta edulcorante, un po’ perché in effetti i remecconi odierni ad alto budget e ad effetto speciale scatenato hanno tutto il genuino gusto del Big Mac. La Dimension Films decide che per rilanciare nelle sale i pesci con i dentoni aguzzi il regista giusto è Alexandre Aja, il francese che si era fatto notare con Alta Tensione (2003) e decide così perché Aja, importato in USA, aveva riscosso plausi per il remake Le Colline Hanno gli Occhi (2006) e un po' meno per Riflessi di Paura (2008). In tempi in cui il Real 3D viene spinto più di Selen ai tempi d’oro (e me la rido pensando a chi ha speso migliaia di euro per uno schermo 3D con occhiali dato che sono già usciti schermi da 200 pollici in 3D senza occhiali!), va da sé che il Piranha di Aja dovesse essere in tre dimensioni. La beffa è che Piranha era stato progettato in 3D ben prima dell’uscita nelle sale di Avatar (2009), circo effettistico che ha inaugurato l’odierna moda dell'occhiale polarizzato, con la conseguenza che Piranha sembra l’ennesimo apostlo della nuova tecnologia mentre invece doveva esserne il messia. In ogni caso Piranha viene presentato come un rethinking del vecchio film originale, non un remake ma una radicale rivisitazione, parola quel “rethinking” usata da buona parte dei remeccatori per non farsi subissare di critiche dal pubblico di appassionati che tendono al paragone. In effetti il lavoro di Aja presenta molte divergenze rispetto alla storia narrata nel 1978: i pesci non sono il risultato di un folle esperimento militare, ma animali preistorici tenuti “in fresco” da qualsiasi processo evolutivo giusto per i nostri occhi. Cambiano anche i protagonisti della faccenda. Ci si aggorna al più moderno e scollacciato Spring Break e alle Girls che "gone wild" e ti mostrano le tette se le regali una collana orribile, oppure il contrario. Fatevi un giro in rete e capirete meglio. La dimensione festaiola dello Springbreak dà l’ovvia possibilità ad Aja di filmare belle ragazze svestite (c’è anche un balleto subacqueo al suono del Lakmé di Delibes) e giovani uomini con la schiuma di birra alla bocca. La prima parte del film scorre senza particolare originalità, a parte il gustoso cameo di Richard Dreyfuss nei panni di un pescatore risucchiato da un vortice d'acqua causato dallo smottamento sottomarino**. Non va tuttavia dimenticato che Aja è un francese e il suo modo di vedere gli USA è "sottilmente" ironico: lo Spring Break e i suoi partecipanti (soprattutto il regista Derrick) sono delle macchiette ipertrofiche di donne lascive e pronte a denudarsi e di maschietti in testosterone che ululano alle rotondità delle prime. I protagonisti più giovani, i fratellini di Jake, sembrano già per battute e azioni, degli adolsecenti americani concentrati sul sesso e sui soldi. A prescindere da ciò, il vero potenziale del film si esprime nella seconda parte, nella quale un horror mainstream qual è Piranha, mostra davvero dei denti acuminati. L’eccezionale lavoro effettistico operato dalla KNB EFX dà in pasto ai pesci giovani ubriachi e giovani pettorute, in un tripudio di sangue e pezzi di carne di rara efficacia. L'ironia di Aja torna nel momento in cui il pene del satiro Derrick viene conteso fra due famelici piranha e poi sputato a brandelli in faccia allo spettatore, quasi che neppure i mostri vogliano saperne di un modo di essere della nuova generazione. Forse è una rilettura forzata, ma anche volendo tenere il tono sul semplice piano dell'intrattenimento visivo, Piranha funziona alla grande come horror-show proponendo l'estremo senza mai dimenticarsi l'ironia di una rappresentazione che, appunto, è estrema. E' un calderone di cultura pop, con la bella Elisabeth Sue che viene da tante pellicole mainstream, Christopher Lloyd nei panni dell'agitato biologo pallida ombra del suo Doc di Ritorno al Futuro (1985) e il grosso Ving Rhames di tarantiniana memoria. Nonostante l'atmosfera molto statunitense il film non sbanca in USA e invece raccimola più soldi all'estero, abbastanza per programmare un seguito annunciato meno di due settimane dopo l'uscita nelle sale. Ci sta, perché Piranha è un film fast food che bene si presta al sequel e al trequel, finché non sopraggiunge stanchezza. Vero popcorn-movie, vero spasso.
* Trad: "Qualcosa mi ha morsicato!" "Ah sì? Pensavo che ti piacesse questo genere di cose!"
** Non finisce qui. Il personaggio interpretato da Dreyfuss nei credits viene indicato con il nome Matt Hooper, cioè il nome del personaggio che l’attore interpretò nel film Lo Squalo (1975).
Piranha 3D: The Sequel (2011)
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 24 milioni di dollari.
Il regista Aja aveva pianificato di far comparire nel film sia Joe Dante (regista dell’originale Piranha, 1978) che James Cameron (regista di Piranha Paura, 1981) nei panni di due capitani che avrebbero insegnato ai giovani le regole di sicurezza in mare. Dante avrebbe partecipato volentieri ma Cameron era troppo occupato per accettare l’invito.
Le due attrici porno Ashlynn Brooke e Gianna Michaels appaiono nel film nei panni di due scatenate ragazze in festa che vengono uccise dai pesci durante il grande attacco.
Nei progetti iniziali della produzione, il film doveva essere diretto da Chuck Russell.
Le riprese sarebbero dovute iniziare verso la fine del 2008 ma per uno slittamento si iniziò nel marzo 2009.
Il film è stato girato in 2D e convertito in 3D usando il processo Reali-D sviluppato dalla compagnia Inner-D. A differenza di tutti gli altri film convertiti al 3D, Piranha è sempre stato pensato per la terza dimensione.
Il regista Eli Roth (Hostel, 2005) compare nel film nei panni del presentatore della competizione maglietta bagnata.
Lo spot tv per pubblicizzare il film fu bandito non solo perché mostrava troppe scene splatter ma anche perché, insensatamente, rivelava il finale del film.
Il film è stato girato al lago Havasu (Arizona) e non al lago Victoria come detto nel film; questo perché la proloco del lago Victoria non ha dato il permesso di girare un horror temendo che il film potesse affossare il turismo in zona. Un suggerimento della vera location lo si coglie leggendo la marca della tequila bevuta sulla barca dai protagonisti, appunto Havasu Tequila.
Il fondatore e padrone del marchio “Girls Gone Wild”, Joe Francis, scrisse una lettera i produttori intimandogli di non mettere sotto una cattiva luce il personaggio interpretato da Jerry O’Connell, che in effetti è una parodia di Francis stesso, in caso contrario il caro Joe, going wild, avrebbe attivato i propri avvocati in una causa per diffamazione. Dopo aver visto il film, Francis disse: “Apprezzo la parodia […] ma associarmi con la droga e le riprese di minorenni, supera il segno. […] Jerry O’Connell ha ripetutamente ed enfaticamente affermato in pubblico che sta interpretando Joe Francis, non un personaggio di fantasia ispirato a me. Mr. O’Connell ha detto questo a dispetto del fatto di essere stato avvertito dai suoi avvocati di non dichiarare una cosa simile”. Per tutta risposta O’Connell ha fatto sapere: “Ho dovuto recitare nei panni di Joe Francis! Oh, aspetta. Per questioni legali penso che dovrei dire ‘Ho recitato nei panni di qualcuno vagamente ispirato a Joe Francis”.
Dreyfuss è stato pagato 50.000 dollari per il suo cameo e l’attore ha donato i soldi in beneficienza.
Nel film non è chiaro cosa succeda ad Andrew (Paul Scheer), l’assistente del regista, una volta che la barca s’incaglia sugli scogli. Alexandre Aja ha chiarito l’arcano: “Per tutta la durata del film lui indossa un copri naso per il sole, cosa che rende il suo personaggio un po’ tonto. Dopo essere caduto in acqua cerca di nuotare verso la riva ma viene intercettato dai piranhas. Uno di essi salta fuori dall’acqua e gli morde il naso. Questa era la sequenza. L’ho messa fra e scene cancellate, era molto costosa ed ogni inquadratura era piena di effetti speciali”
Il poster del film è volutamente somigliante a quello de Lo Squalo (1975).
Aja fece delle riprese appositamente pensate per il trailer e per gli spot tv.
E’ impossibile che il doc interpretato da Christopher Lloyd potesse intuire lo sviluppo degli organi sessuali del piranha catturato senza sezionarlo o senza fare una TAC, poiché gli organi sessuali dei pesci sono interni.
All’inizio il logo della Dimension Film appare come se fosse sotto la superficie dell’acqua.
Alla fine dei titoli di coda, una testa scarnificata affonda nelle acque rosse del lago, comparendo nella parte alta dello schermo e “uscendo” dalla parte bassa.