TRAMA

Franz, fratello gemello debosciato dello scienziato Karl Schiller (Mark Damon), va in Transilvania per recuperare il mitico Anello dei Nibelunghi posseduto dalla contessa De Vries (Rosalba Neri), vampira lesbica che sta preparando la notte del "plenilunio delle vergini" in cui 5 vergini vengono offerte ai vampiri.


IL PLENILUNIO DELLE VERGINI
Italia - 1973 - 80' - Colore

di Paolo Solvay [Luigi Batzella]

GENERE
HORROR - EROTIC
IN BREVE
Rosalba Neri-movie. Scoscia, seduce e lesbica. E il vampirismo?
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Oh Franz, sei meraviglioso abbigliato così. Sei la reincarnazione vivente di mio marito" "Il Conte Dracula. Sì, me ne rendo conto e mi sento cambiato, non sono più me stesso, sono come lui, è come se lui mi possedesse!"

Batzellata erotico-vampiresca che NON rilegge il mito del vampiro ma, spacciando il solito Castello di Balsorano (AQ) per la Transilvania, porta tutti gli attori al fresco ombroso dei boschi abruzzesi e fa di Rosalba Neri (cioé del di lei corpo) il pivot centrale della faccenda. Dato che Mark Damon, al secolo Alan Harris, nel film è offerto in doppia razione come Karl e come Franz, per la contessa Vries-Neri c'è più gusto. Poi, ancora, siccome si sa che i vampiri sono esserei lussuriosi che non stanno troppo a discriminare, la Contessa si sollazza con la governante Lara (Esmeralda Barros) e poi ovviamente con le vergini del titolo. Chiaro che in tale lascivia il fascino del vampiro inteso come non-morto, magnetico, eccetera si va un poco a perdere e l'impomatato Damon, che si dice abbia aiutato anche alla regia, non è certo Christopher Lee. Riguardando però la filomgrafia di Batzella il film non sfigura, cosa che si può dire anche quando Il Plenilunio delle Vergini viene messo a paragone con pellicole coeve e consimili (Riti, magie nere e segrete orge nel trecento, 1973). Come per tutti i film di Batzella però il succedersi degli eventi ha una logica comprensibile solamente a Batzella stesso e ciò che rimane allo spettatore, a parte la più che discreta fotografia di Massaccesi, è una sfilata di situazioni erotiche, alcune niente male, e la comparsa di faccioni noti nel cinema di genere: Ciro Papa nei panni del mostro vampiro, Gengher Gatti in quella del cocchiere sornione. Cioé quella dose di trash che rende meno tediosa la storia. Piccolo film, piccolo spasso. E solo per veri appassionati di pellicole bis. Al termine della visione è probabile che la vostra espressione divenga simile a quella di Gatti nell'ultima immagine a sinistra. Ma poi passa.

Noto all'estero come: Les vierges de la pleine lune (Francia), Oi diastrofes tou Drakoula o Sexoualikes nyhtes tou Drakoula Greece (Grecia), The Devil's Wedding Night (USA), Full Moon of the Virgins (internazionale).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato al castello di Balsorano (L'Aquila)... come molti altri film dell'epoca!

Non in tutti transfer appare il vero finalone del film in cui si vede la mano del fratello vampirizzato che esce dalla terra per acchiappare l'amuleto. Capirai. Molte versioni, però, oltre a questo finale tagliano anche le scene di sesso più piccanti, cosa di gran lunga più grave!

Romano Scandariato racconta delle difficoltà di trovare le ragazze per il film: "... ragazze, cioé, con l'aria da vergine ma di almeno 18 anni, per fare le scene di nudo. Infatti, o avevano la faccia 'vissuta' o non avevano 18 anni; per cui mi sono sbizzarrito a trovarle. Ero diventato talmente amico con 'ste ragazzine che mi prendevano per frocio" Da Nocturno, citato in Giusti (2004), Stracult, Dizionario dei film italiani. Frassinelli, p.637.

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