La Frase dal Film:
"Secondo me dovremmo passare al setaccio i nostri
uomini. Sarebbe bene che uno psicologo esaminasse tutti
quegli agenti che hanno avuto turbe mentali, che hanno tentato
il suicidio, che sono sotto pesante stress emotivo"
"Allora perché non esaminiamo tutto il corpo
di polizia?!"
Progetto che vide uniti Larry Cohen e William
Lustig. Il primo è un regista e soggettista di diversi
film girati fra il '70 e l'80 di discutibile fattura ma
di nota fama quali Baby killer (1974), Q -
Il serpente alato (1982) e Stuff - il gelato che
uccide (1985). Lustig è più noto per
il suo Maniac (1980), slasher di una certa efferatezza.
Questi due figuri, insomma, si mettono a lavorare insieme
su Maniac Cop la cui scrittura porta con sé
il personalissimo black-humor di Cohen, e il cui protagonista,
il poliziotto Matt Cordell, godrà dell'attenzione
di gran parte degli horror fans degli anni '80, almeno finché
l'horror stesso non piomberà in una crisi nera all'inizio
degli anni '90. Maniac Cop non è un film
che si possa definire bello. La regia di Lustig non è
brillante e si limita al necessario senza particolare inventiva
né originalità. Le scene d'azione così
presenti nei due seguiti, qui sono ridotte e limitate a
un inseguimento in auto con ribaltamenti ed esplosioni (cosa
assai in voga ai tempi). Molta della forza della pellicola
va rintracciata nel carisma dei protagonisti: Bruce Campbell,
prezioso specchietto per le allodole per i successi de La Casa (1981), calza bene il ruolo ma non ha la stessa
forza dell'Ash di Evil Dead, mentre Tom Atkins
(volto noto di quelli che non si ricorda mai dove lo si
è visto) sembra più a suo agio nel ruolo del
rude ispettore. Il vero personaggio carismatico è
ovviamente il poliziotto sadico del titolo, ovvero Matt
Cordell, interpretato da Robert D'Zar che nella vita è
un vero poliziotto (o lo era) e che aveva una faccia talmente
larga che non aveva quasi bisogno di prostetica (vedere
l'ultima foto a dx, quello è il vero volto di D'Zar!).
Va detto che il Maniac Cop è parecchio derivativo
e richiama alla memoria Jason Voorhees (soprattutto nei
seguiti quando il suo volto sfigurato sarà molto
simile a quello del maniaco di Venerdì
13) L'idea di un poliziotto che fa strage di innocenti
cittadini è sfruttata abbastanza bene, soprattutto
quando si sottolinea la psicosi della gente che non si fida
più della divisa: in una scena, forse una delle migliori,
si vede come una donna faccia fuori un semplice "piedipiatti"
che l'aveva fermata per un controllo di routine. In definitiva
uno slasher atipico, poco splatter e con forti elementi
thriller ed action, che se visto con gli occhi dello spettatore
odierno pare un poco fiacco e scontato e, forse, già
ai tempi lo era. Da rispolverare ma non credo che ne valga
l'acquisto.
Grande confusione fatta dalla distribuzione
italiana. La trilogia del poliziotto maniaco è composta
da: Poliziotto Sadico (Maniac Cop, 1998);
Maniac Cop (Maniac Cop 2,
1990); Maniac Cop 3 - Il Distintivo
del Silenzio (Maniac Cop 3 - The Badge of Silence,
1992).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film costò circa 1.100.000 dollari
e fu girato fra New York City e Los Angeles, ma nonostante
il film si svolga nella prima città, solo tre giorni
di riprese si svolsero là.
Tre mdp furono usate per riprendere la
sfilata di San Patrizio, prima che iniziassero le riprese
del vero e proprio film. Sam Raimi fu uno di quelli che
fecero le riprese e queste furono mostrate agli investitori
che avrebbero poi finanziato il film.
Sam Raimi compare nel film nei panni di
un telereporter durante la parata di San Patrizio.