TRAMA

Grant Mazzy (Stephen McHattie) è lo speaker mattutino della piccola stazione radio 660 che trasmette nella zona rurale presso il paesino di Pontypool, Ontario. Gli screzi che ha con la produttrice Sydney Briar (Lisa Houle) passano in secondo piano quando in radio iniziano ad arrivare notizie di tumulti scomposti che stanno mettendo a soqquadro Pontypool. La situazione peggiora velocemente e la zona viene messa in quarantena dai militari. Un medico che lavora in zona riesce a trovare rifugio nella stazione radio e racconta l'incredibile storia di un'epidemia che si sta diffondendo e che rende folli le persone, un epidemia diffusa da un virus che si trasmette e replica tramite l'ascolto di alcune parole.

 


PONTYPOOL - Zitto o Muori
titolo or.: Pontypool - Canada - 2008 - 95' - Colore

di Bruce McDonald

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Pregevolissimo pezzo di horror che con poco veicola molto
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Sulla scia di grandi eventi, dopo di essi e prima di essi, dettagli fisici per un momento hanno degli spasmi; compiono una sorta di separazione e quando ritornano uniti essi improvvisamente coincidono in una forma inusuale. Nomi di strade e compleanni e cognomi, tutti i tipi di cose superflue sembrano relazionarsi fra loro. E' l'effetto onda. Quindi, cosa significa? Bene... significa che qualcosa sta per succedere. Qualcosa di grosso. Ma comunque, qualcosa è sempre sul punto di accadere"

La prima incursione nell'horror del regista canadese Bruce McDonald, che ha già altrove ha dimostrato una sensibilità indie e artistica notevole (This Movie is Broken, 2010; Trigger, 2010), rappresenta un biglietto da visita mostrato agli appassionati del genere di tutto rispetto. Infatti, a dispetto di un'asciuttezza rappresentativa e a un contenimento di mezzi e di attori, Pontypool è un horror di grande spessore, sicuramente uno dei migliori fra quelli distribuiti nel 2008, tanto efficace quanto più capace di far intuire l'orrore mostrando poco o nulla. Seppure Pontypool rientri di fatto nel sottogenere "zombie-virus", un genere ben noto (28 Giorni Dopo, 2002; La Città Verrà Distrutta all'Alba, 1973) e strutturalmente molto semplice, è di fatto, diciamo così, il paradigma scientifico sul quale si costruisce, e la capacità del regista di rendere la teoria uno spettacolo di intrattenimento, a rendere questo indie un vero gioiellino di cinema horror. Figlio di suggestioni tratte da Impulse (1984), la puntata "Babel" di Star Trek: deep Space Nine (1993), The Signal (2007), suggestioni che verranno colte anche in Nine Miles Down (2009) e YellowBrickRoad (2010), il film di McDonald si basa sulla teoria memetica di Richard Dawkins, che indaga i modelli evolutivi sul trasferimento di informazioni, di conoscenza e delle preferenze culturali basati sull'intuitivo concetto di meme. Il "meme" null'altro sarebbe se non un'unità autopropagantesi d'informazione, analoga a ciò che il gene è per la genetica, che si replica da mente a mente o in altro supporto di memoria (ad esempio un libro) andando a modificare la cultura e quindi l'evoluzione umana. Conseguenza di tale teoria è che un meme, mutabile come un gene, potrebbe comportarsi come un virus, "gruppi di idee che si comportano come forme di vita indipendenti e continuano ad essere trasmessi anche a spese dei loro ospiti solo perché sono adatti a venire ritrasmessi. È stato suggerito che le religioni evangeliche ed i culti si comportino in questo modo, includendo la loro stessa trasmissione tra le virtù morali insieme ad altri convincimenti, anche se questi ultimi non assumono grande valore agli occhi del credente" (da Wikipedia). Aggiungiamoci la programmazione neurolinguistica, la linguistica di Noam Chomsky e ovviamente il libro da cui il film è tratto, "Pontypool Changes Everything" di Tony Burgess. L'informazione quindi modellerebbe e parteciperebbe della natura delle cose molto più di quanto si possa intuire; ecco che l'horror indie Pontypool assume una portata davvero ampia. Al film però non va solo attribuito il merito di essersi rifatto a complesse teorizzazioni (questo è alla portata di quasi tutti) ma di aver utilizzato complesse riflessioni per dar vita ad un pezzo di bel cinema horror che sa spaventare solo con le parole. Le due o tre scene di sangue contenute sono di contorno e aggiungono ben poco al tutto. Ciò che funziona davvero è l'alchimia di interpretazioni attoriali, tema portante e sollecitazioni continue mandate allo spettatore, il cui cervello viene fatto ruotare a 1000 giri fra riflessioni in tema e ricostruzioni soggettive di un orrore che viene raccontato e quasi mai mostrato. Pontypool non è un film che fa sentire intelligenti, è semplicemente un film intelligente, capace di cavarsela con pochi mezzi ma molta attenzione alla sceneggiatura, e ciò non stupisce dato che l'idea iniziale era quella di fare un film senza immagini se non la linea di frequenza e la voce dei protagonisti. Idea coraggiosa quest'ultima che però probabilmente non avrebbe pagato in termini di incasso; rimane l'afflato al grottesco con il gruppo musicale dei Lawrence and the Arabians e un finale post titoli di coda dal gusto vagamente tarantiniano. Eccellente interpretazione del cast, su tutti chiaramente McHattie, in questa pellicola con il look alla Crocodile Dundee ma con la voce di Mario Biondi. Meno apprezzabile l'incontenibile tendenza degli sceneggiatori a far entrare in scena il solito personaggio (in questo caso, come in molti altri, uno scienziato) che spiega per filo e per segno cosa sta accadendo, rischi e prevenzione; anche questo però risponde alla necessità di fare un film vedibile dal più ampio pubblico. Anche con i suoi limiti, Pontypool rimane un pezzo di cinema horror con le carte in regola per la categoria cult, uno smacco per ben altre pellicole dello stesso genere che, a fronte di budget elevatissimi, hanno saputo dire davvero poco. Da vedere e da acquistare, questo film sulla comunicazione realizzato in un periodo storico di uso ed abuso di essa.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato pensato come una trilogia e il secondo episodio (Pontypool Changes) dovrebbe uscire nel 2012.

Il film è costato circa 1,5 milioni di dollari.

Così l'autore del libro racconta la scelta del titolo della sua opera: "Non appena finito il libro "The Hellmouths of Bewdley", il mio editore mi mandò in giro per fare una foto per la copertina. Io e mia moglie andammo fuori Bewdley pensando di fare una foto su uno dei molti di Rice Lake. Finì che il sole andò giù e noi ci trovammo a proseguire per la strada per fare la foto in qualche cittadina sulla via. Questa fu Ponypool. Ai tempi avevo un po' di fretta di scrivere un secondo libro, così dissi: 'Devo un libro a Pontypool'".

L'autore del libro da cui è tratto il film, Tony Burgess, compare nel film nei panni del cantante maschile dei Lawrence and the Arabians.

Pontypool è statao realizzato sia come film che come dramma radiofonico, entrambi ispirati a "La Guerra dei Mondi" di Orson Welles. Il dramma radiofonico è stato trasmesso sulla sezione della BBC's Art & Culture di internet; dura circa 58 minuti.

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