TRAMA

L'improbabile scienziato George Eastman ingaggia il sempre infoiato capitano Mark Shannon per esplorare un'isola vicina che mostra segni di contaminazione radioattiva. Dopo un po' di sesso a caso, salta fuori un autoctono mutante dal grosso pene che "attacca" gli esploratori/ici uno ad uno.


PORNO HOLOCAUST
(ITALIA - 1979 - 113min - Colore)

di Joe D'Amato [Aristide Massaccesi] e Bruno Mattei

GENERE
PORNO HORROR
IN BREVE
Porno italico prima maniera. Poco horror molto sesso ruspante.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Lei mi sorprende tenente, in senso buono. La facevo più musone" "Il fatto è che mi sta conoscendo meglio ora. Avrà notato che sono tirato come un'atleta ad una finale olimpica" "Eh, certo, e mi chiedevo perché"

Solo Massaccesi poteva spacciare in un film la Ramirez come un fisico nucleare. Non male. Distribuito nelle sale nello stesso periodo d'oro dei cannibal-movies, questo Porno Holocaust, alto esempio del ciclo erotico-caraibico di Massaccessi, è più noto per il titolo che per le sue stesse immagini che pochi hanno visto se non la raincoat crowd composta dai clienti fissi dei fu cinema a luci rosse. Adesso, ok, con internet l'hanno visto tutti. Il film ha non poche similarità con Le notti erotiche dei morti viventi (1980) dello stesso regista, a partire dal cast, cosa che ha generato una certa confusione fra i due film agli occhi di molti recensori. Ma mentre Le notti erotiche bilancia le scene di sesso e quelle erotiche al 50%, Porno Holocaust ci va più pesante con le scene hard, una su tutte quella che potete vedere in locandina con il mutante dal pene enorme che soffoca Dirce Funari. Il pene era di gomma ma la sequenza entrò comunque nella leggenda. Le scene di sesso non sono malvage, soprattutto quelle dove compare Lucia Ramirez, ma il porno era ancora agli inizi (almeno in Italia) ed il risultato è che sia gli attori che la telecamera sono decisamente impacciati. Ci sono momenti dove il trash raggiunge picchi epici: il rapporto a tre con due autoctoni e l'attrice Annj Goren (in verità l'italianissima Rosamaria Napolitano) è terrificante a vedersi poiché la donna è visibilmente disgustata e quindi qualsiasi cosa provi a fare la fa male, davvero male. Fa un po' pena e ha quell'atteggiamento che fa sentire lo spettatore di porno particolarmente colpevole. Ma la colpa è di Massaccesi che poteva tagliare, ed è ancora colpa di Massaccesi (o Mattei?) per un'altra sequenza di sesso con la Napolitano nella quale, per una grossolana imperizia nella scelta di angolatura di ripresa, si fa in modo di mostrare le emorroidi dell'attrice. Ma si può? Le emorroidi! Tanto basterebbe. La pecca maggiore è che il mostrone mutante non si mostra se non alla fine del film, il che rende Porno Holocaust una vera noia per chi volesse guardarlo dal punto di vista horror. Ma di horror comunque c'è davvero poco però va detto che le riprese di giunzione fra le varie scene di sesso non sono pessime (o comunque meglio di tanti porno) e la storia si lascia seguire. Neppure troppo male lo score musicale di nNico fidenco che riesce a piazzere in una scena lesbo una base corale stile Enya. Pazzesco. Il resto è il solito funkettone da pornazzo. Questo film rimane ai posteri come documento dell'Italia che si affacciava al mercato hardcore (Massaccesi ha proseguito su quel filone), più che come esperimento riuscito di fondere l'orrore con il sesso esplicito, ma un certo fascino del porno vintage ce l'ha tutto. E poi è pionieristico. E poi è Joe D'Amato e quindi rispetto! A onor del vero la maggior parte del porno che gira in rete attualmente è a livelli nettamente più bassi di questo proto-hard di Massaccesi, almeno a livello tecnico. Non è necessario vederlo, non ha senso acquistarlo, ma le sue peculirità (trash o meno) la rendono una pellicola appetibile per cinefili del cinema di genere.

Noto all'estero come: Glykos erotismos (Grecia), Holocausto porno (Spagna), Insel der Zombies o Orgasmo nero II - Insel der Zombies (Germania), Porno Holocaust (USA e UK).