La Frase dal Film:
"Lei mi sorprende tenente, in senso buono. La facevo più musone" "Il fatto è che mi sta conoscendo meglio ora. Avrà notato che sono tirato come un'atleta
ad una finale olimpica" "Eh, certo, e mi chiedevo perché"
Solo Massaccesi poteva spacciare in un film la Ramirez come un fisico nucleare. Non male. Distribuito nelle sale nello stesso periodo
d'oro dei cannibal-movies, questo Porno Holocaust, alto esempio del ciclo erotico-caraibico di Massaccessi, è più noto per il titolo che
per le sue stesse immagini che pochi hanno visto se non
la raincoat crowd
composta dai clienti fissi dei fu cinema a luci
rosse. Adesso, ok, con internet l'hanno visto tutti. Il film ha non poche similarità con Le
notti erotiche dei morti viventi (1980) dello stesso
regista, a partire dal cast, cosa che ha generato una certa
confusione fra i due film agli occhi di molti recensori.
Ma mentre Le notti erotiche bilancia le scene di
sesso e quelle erotiche al 50%, Porno Holocaust
ci va più pesante con le scene hard, una su tutte
quella che potete vedere in locandina con il mutante dal
pene enorme che soffoca Dirce Funari. Il pene era di gomma ma la sequenza entrò comunque nella leggenda. Le scene di sesso
non sono malvage, soprattutto quelle dove compare Lucia
Ramirez, ma il porno era ancora agli inizi (almeno in Italia)
ed il risultato è che sia gli attori che la telecamera
sono decisamente impacciati. Ci sono momenti dove il trash
raggiunge picchi epici: il rapporto a tre con due autoctoni e l'attrice Annj Goren (in verità l'italianissima Rosamaria Napolitano) è terrificante a vedersi poiché la donna è visibilmente disgustata e quindi qualsiasi cosa provi a fare la fa male, davvero male. Fa un po' pena e ha quell'atteggiamento che fa sentire lo spettatore di porno particolarmente colpevole. Ma la colpa è di Massaccesi che poteva tagliare, ed è ancora colpa di Massaccesi (o Mattei?) per un'altra sequenza di sesso con la Napolitano nella quale, per una grossolana imperizia nella scelta di angolatura di ripresa, si fa in modo di mostrare le emorroidi dell'attrice. Ma si può? Le emorroidi! Tanto basterebbe. La pecca maggiore è che il mostrone
mutante non si mostra se non alla fine del film, il che
rende Porno Holocaust una vera noia per chi volesse
guardarlo dal punto di vista horror. Ma di horror comunque
c'è davvero poco però va detto che le riprese di giunzione fra le varie scene di sesso non sono pessime (o comunque meglio di tanti porno) e la storia si lascia seguire. Neppure troppo male lo score musicale di nNico fidenco che riesce a piazzere in una scena lesbo una base corale stile Enya. Pazzesco. Il resto è il solito funkettone da pornazzo. Questo film rimane ai
posteri come documento dell'Italia che si affacciava al
mercato hardcore (Massaccesi ha proseguito su quel filone),
più che come esperimento riuscito di fondere l'orrore
con il sesso esplicito, ma un certo fascino del porno vintage
ce l'ha tutto. E poi è pionieristico. E poi è Joe D'Amato e quindi rispetto! A onor del vero la maggior parte del porno
che gira in rete attualmente è a livelli nettamente
più bassi di questo proto-hard di Massaccesi, almeno
a livello tecnico. Non è necessario vederlo, non
ha senso acquistarlo, ma le sue peculirità (trash o meno) la rendono una
pellicola appetibile per cinefili del cinema di genere.
Noto all'estero come: Glykos erotismos (Grecia), Holocausto porno (Spagna), Insel der Zombies o Orgasmo nero II - Insel der Zombies (Germania), Porno Holocaust (USA e UK).