TRAMA

Un gruppo di speleologi si cimenta a vivere in isolamento all'interno di grotte sotterranee. Tali grotte, però, sono abitate dagli spiriti inquieti e malvagi di sette monaci condannati come eretici. La spedizione si trasforma in un inferno.


LE PORTE DELL'INFERNO
(ITALIA - 1989 - 89min - Colore)

di Umberto Lenzi

GENERE
HORROR
IN BREVE
Una discreta trashata che parte da presupposti interessanti
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Vi lascio il mio tesserino con la carta di credito e il codice fiscale"

Questo dice Giacomo Rossi-Stuart nei panni del dot. Johns nel momento in cui si allontana dal gruppo e teme di non tornare più. Perché la carta di credito? Perché il codice fiscale? Non ha senso, lo so, ma questo è Le Porte dell'inferno, e anche di più. Trashata di portata notevole, questo film fu l'unica incursione di Lenzi nell'horror prodotto da Carlo Alfieri e presentato da Fulci. Nonostante la location nelle grotte abbia un certo fascino e il plot non sia così scadente, la realizzazione è decisamente poveristica, i dialoghi risibili e la recitazione da pernacchia. Lenzi raccatta qualche volto noto e non proprio nuovo all'horror, ma non riesce comunque a dar mordente alla storia, trasformando il tutto in un filmetto pensato più per la tv che per il grande schermo, ed infatti mai fu proiettato al cinema. Da segnalare Barbara Cupisti (Lo squartatore di New York, 1982; Deliria, 1987; Opera, 1987; La Chiesa; 1989) nei panni di una speleologa isterica, Giacomo Rossi-Stuart (La morte ha sorriso all'assassino, 1973; Sette scialli di seta gialla, 1972) qui alla sua ultima interpretazione, e Pietro Genuardi (Paganini Horror, 1989; Dellamorte Dellamore, 1993) speleologo e radioamatore che dice "pronto" al CB. Alcune scene gore sono interessanti anche se sanno di già visto, soprattutto l'aggressione dei ragni ricorda una scena simile vista ne L'Aldilà (1981) di Fulci. Peccato perché, ripeto, degli spunti interessanti ci sarebbero anche stati e, fra l'altro, la pellicola non è neppure troppo noiosa. Le porte dell'Inferno eserciterà comunque un certo fascino sugli amanti del horror italico di serie B.

Noto all'estero come: Gate of Hell o Hell's Gate.

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Nella grotta il doc Giacomo Rossi-Stuart avverte di stare attenti ai geiser perché la loro temperatura raggiunge i 120 gradi Fahrenheit. Cioé 48,8 gradi Celsius. Ma non è un po' poco per un geiser?

Scheletri di secoli sono invasi da cagnotti che non si capisce bene cosa debbano mangiare.

Nel film viene consigliata l'assunzione di Optalidon in caso di claustrofobia! Cosa!?! Un farmaco antinfiammatorio-analgesico per un disturbo d'ansia? Delirio medico.

Bellissima la scena in cui al posto di aiutare il compagno con una gamba sfracellata sotto una roccia, tutti si mettono a fare supposizioni sulla maledizione che incombe su di loro. Anche il tipo ferito, d'altronde, si preoccupa più della maledizione che della propria gamba.

Grandissimo ed inverosimile il melting-pot religioso all'interno della grotta. Il gruppo è composto da: 2 protestanti, un cattolico, un ebreo, un non battezzato e 2 testimoni di Geova. Indipendentemente dalla maledizione si sarebbero massacrati prima o poi l'uno coll'altro!

I due testimoni di Geova fanno proselitismo anche nella grotta distribuendo opuscoli. Inopportuni fino in fondo.

Sempre Giacomo Rossi-Stuart riesce a fare una perizia all'istante: uno degli amici è stato morso da ragni ma loro non hanno visto nulla. Nonostante questo Giacomo dice che sono stati scorpioni o ragni, specificando anche il tipo (amazzonico) ed aggiungendo che la morte è avvenuta per paralisi dei centri nervosi. Un medico un uomo! (lo stesso dell'Optalidon).

"Continuiamo a vagare fra queste rocce come gattini ciechi?" Ma cosa vuol dire? E poi perché "gattini"?

Infine vorrei indicare il movente dei Monaci Neri: uccidono coloro che, eretici come loro, vendettero l'anima al demonio. Ma che senso ha?!

eXXagon fecit MMVI