La Frase dal Film:
"Ma che ti succede? Prima fai il furbo con la cerniera e poi non ti diventa duro? Di' un po', per caso sei impotente?" "Fuori di qui!" "Senti, non è un problema mio!"
Penultima fatica di uno stanco Lucio Fulci prima del terminale Voci dal profondo. Si tratta di un road-movie horror intricato come il sogno dopo un piattone di polenta pasticciata, il che potrebbe risultare interessante, ma nella fattispecie no. Girato in quel della Louisiana, Le Porte del Silenzio si porta dietro l'atmosfera sonnachiosa e umida di quei posti, con tanto di comparse con quell'aria un po' così che hai se vivi in una baracca al margine di una palude infestata di caimani. Il primo ad avere l'aspetto di un comatoso appena alzatosi dal letto è il protagonista Savage, il cui compito principale è guidare per tutto il film come se stesse pubblicizzando un'autovettura. Per molti Fulci-fans la pellicola si salva, per tanti (compreso me) si tratta più di una questione di rispetto verso il Maestro che di un apprezzamento per la pellicola in sé, per un terzo gruppo Le Porte del Silenzio è persino superiore a Crash (1996) di Cronenberg. L'amore è cieco. A Fulci piaceva: "Forse non è il mio film migliore, ma lo considero importante. Non c'è una goccia di sangue, perciò non ho trovato un distributore. E' la storia di un uomo che vede la propria morte... Il tema è sempre quello, ma l'esecuzione è assai particolare e la tecnica è curata"*. La mancanza assoluta di sangue fa in effetti de Le Porte del Silenzio un horror sui generis o, meglio, un thriller con un underground horror relativo al fatto che la morte è la vera protagonista. Ma d'altra parte anche il thriller viene meno nel momento in cui è chiaro fin dal principio quale sarà la sorte del protagonista e come terminerà la pellicola. Non è quindi il mistero la carta giocata dal film, piuttosto l'atmosfera onirica e confusa del tutto, i luoghi sperduti, i personaggi sghembi, quelli maliziosi. Le porte del Silenzio non piacerà a coloro avvezzi all'horror canonico o alle pellicole mainstream, è un film fulciano per fulciani o per coloro che amano la serie B con tutti i suoi limiti e le sue citazioni dotte**. Non è davvero il migliore film di Fulci, non quello che consiglierei a chi volesse iniziare a conoscere il regista ma di certo è un film che prova con tutte le proprie forze ad essere diverso, ad instillare l'orrore senza una stilla di sangue, anche se poi non ci riesce. Come si suol dire: apprezzo il tentativo.
Noto all'estero come Door to Silence o Door Into Silence.
* In Segno Cinema, citato in Giusti M. (2004) Stracult, dizionario del cinema italiano. Frassinelli, p. 652.
** La seconda immagine mostra il cartello No Trespassing, citazione di Quarto Potere (1941) di Welles, già citato da Fulci in Quando Alice Ruppe lo Specchio (1988).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La costumista del film fu Laurette M. Gemser, ovvero la Laura Gemser di tante pellicole exploitation
Sandi Schultz si è sposata con John Savage nel 1993. Galeotto fu il film?