TRAMA

L'agente segreto Marc (Sam Neill) torna a casa solo per sentirsi dire dalla moglie Anna (Isabelle Adjani) che lo lascia per un altro uomo, Heinrich (Heinz Bennent). La separazione fa crollare psicologicamente i due. Marc entra in contatto con Helen, la maestra del figlio, che assomiglia in tutto e per tutto ad Anna. La donna, intanto, elimina degli uomini e partorisce una strana creatura. Marc assolda due investigatori per scoprire che il nuovo amante della moglie è una creatura tentacolata.


POSSESSION
titolo or.: Possession - Francia/Germania - 1981 - 118' - Colore

di Andrzej Zulawski

GENERE
HORROR - DRAMA
IN BREVE
Allegoria ipercinetica della separazione.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Goodness is only some kind of reflection upon evil"*

Dramma del divorzio in ottica zulawskiana, ovvero allegorica, violenta, weird. Il regista ucraino basa parte del racconto e molta parte emotiva sulla sorte negativa in cui incorse il suo matrimonio con Malgorzata Braunek, ben prima della sua ben nota relazione con Sophie Marceau. Tanto per dire che gli esiti degli eventi non sono mai noti; inizi con un divorzio e finisci a letto con la Marceau. Non male. In ogni caso il terminato rapporto con la Braunek segna abbastanza l'eccentrico regista al punto da ispirargli questo dramma psicologico che se è definibile horror non lo è nel classico senso del termine. Il registro narrativo di Zulawski è simbolico e ciò è chiaro fin dal primo fotogramma che ritrare il Muro di Berlino, il quale, manco a dirlo, è il simbolo di ogni divisione. Qui però non si tratta delle divisioni politiche ma della divisione della famiglia, dell'impatto psicologico sui protagonisti, marito e moglie, e sui figli. Possession è questo dramma, ed è anche il dramma degli ideali relazionali disattesi o della pericolosità di questi ultimi. Il curioso e cronenberghiano essere tentacolare che si rivelerà essere l'amante della bella Adjani, altro non è se non l'ideale di uomo, ideale anchesì sessuale, che Anna vorrebbe come partner e, allo stesso tempo, è incarnazione dei sensi di colpa che nascono dal desiderare una migliore realizzazione personale, affettiva e sessuale, motivo per cui il mostro è mostruoso. L'essere tentacolare evolve fino a compiere una perfetta mimesi dell'ex marito. La medesima cosa vale per la moglie idealizzata da Marc, Helen, un doppelganger che assomiglia in tutto e per tutto ad Anna. Al termine del film, il dramma coniugale si estende al figlio. I due mostri riuniti, a formare una famiglia ideale ma disfunzionale, sono temuti dal piccolo Bob che chiede ad Helen di non aprire la porta al clone del padre. Il bambino preferirà annegarsi nella vasca da bagno piuttosto di cedere alla nuova famiglia "perfetta". Il modo in cui Zulawski sceglie di raccontare tutto ciò, a parte l'allegoria generale, è fatto di isterici movimenti di camera, di recitazioni energiche e nervosissime compiute dagli attori e da una struttura narrativa non sempre lineare. La durata del film e la sua natura artistica peculiare non fanno di Possession un film per tutti, ma chi avesse la curiosità di vederlo non può non rimanere colpito dall'interpretazione (e dalla bellezza) della Adjani che premiata con la Palma d'Oro a Cannes per il ruolo affermerà in seguito che le ci vollero anni per uscire da quel personaggio e che non avrebbe mai più interpretato qualcosa di simile. Di diverso avviso Sam Neill, il quale sembra che ritenga la sua performance in questo film la migliore nella sua intera carriera. Le surreali rappresentazioni di Zulawski paiono abitare lo stesso territorio di Polanski (vedi Repulsion, 1965) e Cronenberg (vedi Brood, 1979) il suo approccio però è molto più distruttivo, nichilista ed esagitato, soprattutto esagitato, a volte in modo quasi irritante. Per quanto weird, Possession rimane sufficientemente coerente e comprensibile, con buone dosi di scene forti e di pezzi di bel cinema (girato e recitato) tali da fare della pellicola un cult d'essai e contemporaneamente un pezzo quasi exploitation di quelli che piacciono molto agli eurofans d'oltreoceano. Da ri-scoprire.

* Trad.: "La bontà è solo un qualche tipo di riflesso sopra il male"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Benché coprodotto dalla tedesca Soma Film Produktion e girato a Berlino, il film non è mai stato distribuito in Germania.

La distribuzione americana promosse il film dando agli spettatori nei cinema dei sacchetti per il vomito (che, suppongo, saranno stati usati dalla gente per altre finalità, visto che il film non ha elementi così ributtanti). In UK il film finì nella lista dei video nasties e fu bandito.

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