TRAMA

Ingrid (Ornella Muti) e Dick (Ray Lovelock) sono due hippy che vogliono importare illegalmente in Italia delle riviste porno per venderle al migliore offerente. Finiscono per caso in casa della borghese Barbara (Irene Papas) che ha qualcosa da nascondere nel garage.


UN POSTO IDEALE PER UCCIDERE
(ITALIA/FRANCIA - 1971 - 90min - Colore)

di Umberto Lenzi

GENERE
ITALIAN THRILLER
IN BREVE
Fiacco thriller disconosciuto dallo stesso regista.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Io non credo che venderemo molto là dove andiamo, lo sai, sono cattolici" "Tieni presente che proprio i cattolici hanno il gusto del peccato"

Palloso thriller che vede protagonisti Ornella Muti e Raymond Lovelock (entrambi con gli incisivi separati!) nei panni di due hippy che vengono a smerciare giornaletti porno nell'Italia bacchettona carente di materiale osé. Lenzi stesso ebbe da lamentarsi: "E' un film sbagliato, che ripudio in pieno. [...] Io avrei voluto qualcosa alla Easy Rider, una storia di giovani on the road. Ma sia Ponti che i produttori volevano il solito giallo [...]. Peccato perché l'idea era buona, solo che i produttori fecero sostituire la droga con la pornografia. Ponti ci teneva molt che i suoi film non mostrassero scene troppo crude o situazioni sconvenienti come due ragazzini che si drogano. Era lontanissimo dal '68, dalla cultura del "fate l'amore non la guerra", della swinging London. Il film fu un disastro e lì mi giocai la carriera con Ponti"* In effetti i personaggi non sembrano azzeccatissimi. La Muti (nata nel '55 e quindi al tempo minorenne, ma mi pare strano) come al solito è più bella che brava, cosa che confermerà nei fortunati film degli anni '80 con Celentano. Irene Papas è molto poco credibile come borghese americana, dal momento che la sua "mediterraneità" la marchia a fuoco. Ray Lovelock (Macchie solari, 1975; Avere vent'anni, 1978; Murderock - uccide a passo di danza, 1984) è quello che, in questo improbabile triangolo, rende meglio. Il contrapporsi fra hippy liberi e senza regole, e la borghesia, che si rivela più balorda degli stessi giovani contestatori è roba già vecchia nel 1971. Meglio abbandonarsi alle visioni del seno della Muti e della Papas, tette però non "originali" in quanto la controfigura Antonia Santilli mostrava il suo petto al posto delle star: la Muti però fa anche da sé in una scena girata in bagno mentre si asciuga dopo la doccia (quarta immagine a sinistra). Non manca un leggero bacio saffico fra la Papas e la giovane Muti. Tutto il resto è noia, in questo film che dura pure troppo per quello che ha da dire: il finale, comunque, è abbastanza crudele. Probabile che la cosa migliore del film sia la presenza del fu-mitico "Agostino o' pazzo" scatenato motociclista dei tempi, al secolo Antonio Mellino, ora rigattiere in piazza dei Girolami a Napoli. In un intervista Mellino disse di non aver apprezzato questo film che dipingeva Napoli in modo negativo. In quell'intervista "o' pazzo" dice pure di seguire il codice stradale e di mettere il casco. Ha ragione ma che tristezza ... "Guardati come'eri, e guardati come sei. Me pari tu' zio!".

*-da "Amarcord" citato in Giusti, Dizionario dei film italiani, Frassinelli, 2004, p. 653.

Noto all'estero come: Un endroit idéal puor tuer (Francia), An ideal place for a murder o Dirty pictures o Oasis of fear o Deadly trap (USA e UK).

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