La Frase dal Film:
"Io non credo che venderemo molto là dove
andiamo, lo sai, sono cattolici" "Tieni
presente che proprio i cattolici hanno il gusto del peccato"
Palloso thriller che vede protagonisti
Ornella Muti e Raymond Lovelock (entrambi con gli incisivi
separati!) nei panni di due hippy che vengono a smerciare
giornaletti porno nell'Italia bacchettona carente di materiale
osé. Lenzi stesso ebbe da lamentarsi: "E'
un film sbagliato, che ripudio in pieno. [...] Io
avrei voluto qualcosa alla Easy Rider, una storia di giovani
on the road. Ma sia Ponti che i produttori volevano il solito
giallo [...]. Peccato perché l'idea era
buona, solo che i produttori fecero sostituire la droga
con la pornografia. Ponti ci teneva molt che i suoi film
non mostrassero scene troppo crude o situazioni sconvenienti
come due ragazzini che si drogano. Era lontanissimo dal
'68, dalla cultura del "fate l'amore non la guerra",
della swinging London. Il film fu un disastro e lì
mi giocai la carriera con Ponti"* In effetti i
personaggi non sembrano azzeccatissimi. La Muti (nata nel
'55 e quindi al tempo minorenne, ma mi pare strano) come
al solito è più bella che brava, cosa che
confermerà nei fortunati film degli anni '80 con
Celentano. Irene Papas è molto poco credibile come
borghese americana, dal momento che la sua "mediterraneità"
la marchia a fuoco. Ray Lovelock (Macchie
solari, 1975; Avere
vent'anni, 1978; Murderock -
uccide a passo di danza, 1984) è quello che,
in questo improbabile triangolo, rende meglio. Il contrapporsi
fra hippy liberi e senza regole, e la borghesia, che si
rivela più balorda degli stessi giovani contestatori
è roba già vecchia nel 1971. Meglio abbandonarsi
alle visioni del seno della Muti e della Papas, tette però
non "originali" in quanto la controfigura Antonia
Santilli mostrava il suo petto al posto delle star: la Muti
però fa anche da sé in una scena girata in
bagno mentre si asciuga dopo la doccia (quarta immagine
a sinistra). Non manca un leggero bacio saffico fra la Papas
e la giovane Muti. Tutto il resto è noia, in questo
film che dura pure troppo per quello che ha da dire: il
finale, comunque, è abbastanza crudele. Probabile
che la cosa migliore del film sia la presenza del fu-mitico
"Agostino o' pazzo" scatenato motociclista dei
tempi, al secolo Antonio Mellino, ora rigattiere in piazza
dei Girolami a Napoli. In un intervista Mellino disse di
non aver apprezzato questo film che dipingeva Napoli in
modo negativo. In quell'intervista "o' pazzo"
dice pure di seguire il codice stradale e di mettere il
casco. Ha ragione ma che tristezza ... "Guardati
come'eri, e guardati come sei. Me pari tu' zio!".
*-da "Amarcord"
citato in Giusti, Dizionario dei film italiani, Frassinelli,
2004, p. 653.
Noto all'estero come: Un endroit idéal
puor tuer (Francia), An ideal place for a murder
o Dirty pictures o Oasis of fear o Deadly
trap (USA e UK).