TRAMA

Spagna, 1546. Francìs Barnard (John Kerr) si reca al castello di Medina per scoprire la verità riguardo alla morte della sorella Elizabeth (Barbara Steele). Il marito di questa, Nicholas Medina (Vincent Price) si mostra reticente e racconta tetri particolari del suo avo legato alla Santa Inquisizione, mentre la sorella Catherine Medina (Luana Anders) fa capire che dietro la morte di Elizabeth ci potrebbero essere delle cause non naturali. In effetti il castello sembra essere infestato dal fantasma della donna. Mentre Nicholas va incontro ad un crollo psicologico, Francis, Catherine e il medico di famiglia Charles Leon (Anthony Carbone) indagano su ciò che in effetti si nasconde fra le mura del castello.


IL POZZO E IL PENDOLO
(titolo or.: Pit and the Pendulum - USA - 1961 - 80min - Colore)

di Roger Corman

GENERE
GOTHIC HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Il secondo film di Corman tratto da un racconto di Poe è anche il preferito dai fans della serie. In effetti...
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non starò a farvi la storia di questa...di questa camera di tortura. Vi basti sapere che il sangue di almeno un migliaio di uomini e di donne è sgorgato fra queste mura, membra ritorte e spezzate, occhi strappati dalle orbite sanguinanti, carni carbonizzate..."

Horror gotico di prim'ordine questo secondo film di Corman tratto da un racconto di Edgar Allan Poe, forse di questi il preferito dai fans del regista. Nessun altra pellicola della triade Corma-Poe-Price presenta lo stesso perfetto mix di terrore, insania e colpo di scena conclusivo con immagine finale da incubo. Va comunque fatto notare che il regista e la produzione non si sono voluti troppo discostare dalla struttura vincente del precedente I Vivi e i Morti (1960) ed infatti Il Pozzo e il Pendolo presenta più di un'affinità con The House of Usher: un giovane che viaggia per raggiungere il castello in cui vive Price, discorsi sui fantasmi che abitano il castello, segreti di famiglia, sepolture anzitempo, personaggi tormentati dalle proprie paure. Cavallo che vince non si cambia, insomma, oltre al fatto che i sopra elencati elementi faranno da scheletro a tutti i film della serie diretti da Corman e sceneggiati da Richard Matheson. Questo un po' perché lo stile letterario di Poe aveva le sue ricorsività ma soprattutto perché Matheson si prendeva le sue belle libertà di rielaborare i racconti dello scrittore. Ad esempio, nel breve racconto di Poe da cui è stato tratto questo film, un narratore senza nome si trova in una cella dopo una sentenza dell'Inquisizione patendo una tortura in cui un pendolo affilato scende verso il suo corpo. Questo lo spunto che Matheson ha rielaborato all'inverosimile aggiungendo il colpo di scena di gusto psycho-thriller che ricorda I Diabolici (1954) di Henri-Georges Clouzot. Per l'occasione Corman richiama il team creativo che aveva lavorato per I Vivi e i Morti: oltre ai già citati Vincent Price e Richard Matheson, ci sono il direttore della fotografia Floyd Crosby, lo scenografo Daniel Haller e il compositore Les Baxter che gioca con sonorità sperimentali. Ultima, ma non in ordine d'importanza, la scream queen Barbara Steele ancora "calda" del successo de La Maschera del demonio (1960), che appare nel film per un tempo relativamente breve ma comunque incisivo, anche se Corman avrebbe potuto sfruttare di più la sua presenza. Il regista sa, in tutti casi, maneggiare il materiale gotico, e fin dalle prime immagini ci si trova immersi in una dimensione opprimente e labirintica che ben riflette la tortuosità dell'animo dei protagonisti. Sotterranei, ragnatele, luci di candela, segrete, scheletri, rumori nella notte. L'appassionato è servito. Ad aumentare la sensazione orrorifica si aggiunga l'uso di effetti visivi di distorsione e colorizzazione (ricorsivi nel cinema di Corman). Tre i grandi momenti della pellicola: la Steele che insegue Vincent Price, la tortura del pendolo (notare il montaggio nervso), e l'ultima raggelante sequenza del film. Poche altre pellicole di Corman sono riuscite, inanellando scena tetra dietro scena tetra, a generare un'incipiente atmosfera di pazzia ed orrore per giungere ad una chiusa di tale classe. Potrei anche non scriverlo ma Vincent Price, come al solito, è semplicemente perfetto nel ruolo. Splendido l'inizio del film prima dei titoli con la vernice colorata che fa inquietanti arcobaleni. Che il pendolo oscilli sul vostro petto se osate perdervi questo gioiello del cinema gotico!

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Gli altri film di Corman tratti da Poe sono: I Vivi e i Morti (The House of Usher o The Fall of the House of Usher, 1960), Sepolto Vivo (The Premature Burial, 1962), I Racconti del Terrore (Tales of Terror, 1962), I Maghi del Terrore (The Raven, 1963), La Città dei Mostri (The Haunted Palace, 1963; che però è tratto da Lovecraft), La Maschera della Morte Rossa (The Masque of the Red Death, 1964) e La Tomba di Ligeia (The Tomb of Ligeia, 1964).

Il film costò circa 200.000 dollari e fu girato a Palos Verdes (California) e al Raleigh Studios: 5300 Melrose Ave., Hollywood, Los Angeles (California).

Altri film tratti dal medesimo racconto di Poe sono: The Pit and the Pendulum (1913) di Alice Guy-Blache, cortometraggio della silent-era andato perduto; The Pit (1962) corto inglese; Il pozzo e il pendolo (1991) di Stuard Gordon che poco ha a che fare col racconto di Poe.

Questo fu il secondo film di Corman tratto da un racconto di Poe. Il regista aveva intenzione di girare un adattamento de "La Maschera della Morte Rossa" ma riteneva che fosse troppo simile nel concetto a Il Settimo Sigillo (1957) di Ingmar Bergman. Solo tre anni dopo Corman si recherà in Inghilterra per girare La Maschera della Morte Rossa (1964).

I film di Corman che rielaborarono i racconti di Poe presentano più di una suggestione proveniente dal mondo psicanalitico. Ne Il Pozzo e il Pendolo si cita il "subcosciente". Va detto, però, che tale concetto psicologico non era stato ancora teorizzato nel 1546, cioé quando si svolge l'azione del film.

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