La Frase dal Film:
"Non starò a farvi la storia di questa...di
questa camera di tortura. Vi basti sapere che il sangue
di almeno un migliaio di uomini e di donne è sgorgato
fra queste mura, membra ritorte e spezzate, occhi strappati
dalle orbite sanguinanti, carni carbonizzate..."
Horror gotico di prim'ordine questo secondo
film di Corman tratto da un racconto di Edgar Allan Poe,
forse di questi il preferito dai fans del regista. Nessun
altra pellicola della triade Corma-Poe-Price presenta lo
stesso perfetto mix di terrore, insania e colpo di scena
conclusivo con immagine finale da incubo. Va comunque fatto
notare che il regista e la produzione non si sono voluti
troppo discostare dalla struttura vincente del precedente
I Vivi e i Morti (1960) ed
infatti Il Pozzo e il Pendolo presenta più
di un'affinità con The House of Usher: un
giovane che viaggia per raggiungere il castello in cui vive
Price, discorsi sui fantasmi che abitano il castello, segreti
di famiglia, sepolture anzitempo, personaggi tormentati
dalle proprie paure. Cavallo che vince non si cambia, insomma,
oltre al fatto che i sopra elencati elementi faranno da
scheletro a tutti i film della serie diretti da Corman
e sceneggiati da Richard Matheson. Questo un po' perché
lo stile letterario di Poe aveva le sue ricorsività
ma soprattutto perché Matheson si prendeva le sue
belle libertà di rielaborare i racconti dello scrittore.
Ad esempio, nel breve racconto di Poe da cui è stato
tratto questo film, un narratore senza nome si trova in
una cella dopo una sentenza dell'Inquisizione patendo una
tortura in cui un pendolo affilato scende verso il suo corpo.
Questo lo spunto che Matheson ha rielaborato all'inverosimile
aggiungendo il colpo di scena di gusto psycho-thriller che
ricorda I Diabolici (1954) di Henri-Georges Clouzot.
Per l'occasione Corman richiama il team creativo che aveva
lavorato per I Vivi e i Morti: oltre ai già
citati Vincent Price e Richard Matheson, ci sono il direttore
della fotografia Floyd Crosby, lo scenografo Daniel Haller
e il compositore Les Baxter che gioca con sonorità
sperimentali. Ultima, ma non in ordine d'importanza, la
scream queen Barbara Steele ancora "calda" del
successo de La Maschera
del demonio (1960), che appare nel film per un tempo
relativamente breve ma comunque incisivo, anche se Corman
avrebbe potuto sfruttare di più la sua presenza.
Il regista sa, in tutti casi, maneggiare il materiale gotico,
e fin dalle prime immagini ci si trova immersi in una dimensione
opprimente e labirintica che ben riflette la tortuosità
dell'animo dei protagonisti. Sotterranei, ragnatele, luci
di candela, segrete, scheletri, rumori nella notte. L'appassionato
è servito. Ad aumentare la sensazione orrorifica
si aggiunga l'uso di effetti visivi di distorsione e colorizzazione
(ricorsivi nel cinema di Corman). Tre i grandi momenti della
pellicola: la Steele che insegue Vincent Price, la tortura
del pendolo (notare il montaggio nervso), e l'ultima raggelante
sequenza del film. Poche altre pellicole di Corman sono
riuscite, inanellando scena tetra dietro scena tetra, a
generare un'incipiente atmosfera di pazzia ed orrore per
giungere ad una chiusa di tale classe. Potrei anche non
scriverlo ma Vincent Price, come al solito, è semplicemente
perfetto nel ruolo. Splendido l'inizio del film prima dei
titoli con la vernice colorata che fa inquietanti arcobaleni.
Che il pendolo oscilli sul vostro petto se osate perdervi
questo gioiello del cinema gotico!
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Gli altri film di Corman tratti da Poe
sono: I Vivi e i Morti (The
House of Usher o The Fall of the House of Usher,
1960), Sepolto Vivo (The
Premature Burial, 1962), I
Racconti del Terrore (Tales of Terror, 1962), I Maghi del Terrore (The
Raven, 1963), La Città
dei Mostri (The Haunted Palace, 1963; che però è tratto da Lovecraft), La
Maschera della Morte Rossa (The Masque of the Red
Death, 1964) e La Tomba di Ligeia (The
Tomb of Ligeia, 1964).
Il film costò circa 200.000 dollari
e fu girato a Palos Verdes (California) e al Raleigh Studios:
5300 Melrose Ave., Hollywood, Los Angeles (California).
Altri film tratti dal medesimo racconto
di Poe sono: The Pit and the Pendulum (1913) di
Alice Guy-Blache, cortometraggio della silent-era andato
perduto; The Pit (1962) corto inglese; Il pozzo
e il pendolo (1991) di Stuard Gordon che poco ha a
che fare col racconto di Poe.
Questo fu il secondo film di Corman tratto
da un racconto di Poe. Il regista aveva intenzione di girare
un adattamento de "La Maschera della Morte Rossa"
ma riteneva che fosse troppo simile nel concetto a Il
Settimo Sigillo (1957) di Ingmar Bergman. Solo tre
anni dopo Corman si recherà in Inghilterra per girare
La Maschera della Morte Rossa (1964).
I film di Corman che rielaborarono i racconti
di Poe presentano più di una suggestione proveniente
dal mondo psicanalitico. Ne Il Pozzo e il Pendolo
si cita il "subcosciente". Va detto, però,
che tale concetto psicologico non era stato ancora teorizzato
nel 1546, cioé quando si svolge l'azione del film.