La Frase dal Film: "Brindo a te, vergine stuprata!"
Alcune volte non si riesce proprio ad essere
obiettivi, altre volte non lo si vuole essere. Profondo
Rosso è il "mio" personalissimo film
di paura. Non so perché mio padre avesse potuto pensare
che far vedere questo film a un bambino di otto anni potesse
essere una buona idea. Il risultato è che questo
film per me è tuttora lo stato dell'arte del terrore.
Nessun altro film di paura mi fa intimorisce allo stesso livello, potrei
guardare qualsiasi horror in casa da solo di notte (cosa
che faccio, infatti), ma Profondo Rosso no, questo
film è la summa di tutte le mie inquietudini. Dario
Argento voleva trasformare in quadrilogia la preesistente
trilogia degli animali (L'uccello
dalle piume di cristallo, Il
gatto a nove code, Quattro
mosche di velluto grigio) ed in effetti Profondo
Rosso si sarebbe dovuto intitolare La tigre dai
denti a sciabola: la produzione poi optò per
il titolo che conosciamo tutti. In questo capolavoro del
giallo all'italiana lo stile ed i manierismi di Argento
si fondono alla perfezione con una trama davvero avvincente,
ed il tutto è sottolineato dalla fenomenale musica
dei Goblins e dai loro tocchi jazz che solo apparentemente
cozzano con le innumerevoli scene di pathos. Fin dall'inizio,
con un preambolo in flashback, riusciamo a recepire tutta
l'atmosfera malsana del film: una nennia infantile (questa
è la musica davvero spaventosa del film!), un omicidio
nell'ombra, le scelte cromatiche "esasperate"
soprattutto sui toni rossi, la telecamera voyeuristica che
indugia sui particolari. Argento costruisce un ambiente a metà
fra l'incubo ed il teatro con locations che vanno da Roma
a Torino: se ricordate il dialogo fra Marcus e Carlo, nel
momento del primo omicidio, quando stanno parlando vicino
ad una fontana, ricorderete anche la posizione della telecamera
distante dai protagonisti posti ai due estremi dello schermo
con la fontana nel mezzo; una vera scenografia di stampo
teatrale. Profondo Rosso, in più, combina
immagini infantili, innocenti con immagini e
scene di forte impatto visivo, esplosioni di violenza che
alcuni hanno definito "ineguagliate". In una delle
scene migliori, per me la più bella e la più
tremendamente spaventosa, viene introdotto in scena un pupazzo
ghignante che corre incontro ad una vittima. Questa scena
non ha un vero senso se non come puro attentato ai nervi
dello spettatore che rimane pietrificato osservando il malefico
viso distrutto del burattino che non smette di muoversi;
improvvisamente, da un punto che lo sguardo trascura di
osservare, spunta il killer che spacca i denti della vittima
contro il marmo di un camino. Molti hanno attaccato questa
scena sostenendo che "si vede che il burattino è
mosso da fili, che il sangue è troppo finto, etc..."
ma trascurarno la potenza visiva della scena, l'antitesi
fra la valenza infantile ed "innocente" della
bambola e l'esplosione di orrore che segue subito dopo,
la tensione creata poco prima dalla nennia infantile che
scatena l'istinto del killer. A questo proposito val la
pena ri-citare il fatto che molti hanno criticato i lavori
di Argento in quanto opere più ricche di stile che
di sostanza. In effetti (soprattutto con Suspiria
e al massimo grado con Inferno)
i film del maestro rapiscono molto lo sguardo con il loro
uso dei colori, con la scelta delle musiche, con i movimenti
di telecamera, ma spesso trascurano la sceneggiatura ed
il livello recitativo non è memorabile, alcune volte
la coerenza dei plot va all'aria. Non siamo comunque al
punto di dover sostenere che le opere di Argento si odiano
o si amano: è innegabile la sua bravura, è
innegabile quanto i suoi primi lavori siano stati seminali
per l'horror italico e non solo*.
Questo film è,
in definitiva, la vetta più alta dell'orror di casa
nostra e nessun altro, a parte forse Mario Bava, è
riuscito nell'impresa di creare una tale ingegnosa combinazione
di stile visivo, trama inquietante e score musicale così
riuscita. Profondo Rosso è un'opera matura
di un regista che prima si è fatto le ossa con la
critica cinematografica e poi ha esordito con un film di
tale successo da aprire di punto in bianco (anche se non
esattamente) un sottogenere filmico. Da sottolineare l'interpretazione
di Hemmings che già in Blow Up di Antonioni
identificava in un dettaglio banale il germe del delitto;
quest'idea di qualcosa che si è visto ma non si riesce
a ricordare è una ricorsività nel cinema argentiano.
Da segnalare la performance di Lavia, sempre un po' troppo
affettato ma credibile e bravo. La Nicolodi è brava,
equivoca, maliziosa ed interessante come mai sarà
negli altri film che la vedranno interprete. Una nota speciale
per Clara Calamai nel ruolo della madre di Carlo (Lavia):
forse non tutti sanno che...è stata la prima attrice
italiana a mostrare il seno sul grande schermo nel film La cena delle Beffe (1941). Ho detto molto ma sento di non aver detto abbastanza. Spero che il mio entusiasmo per questo
capolavoro non abbia inficiato totalmente la recensione
di questa pellicola che merita un posto d'onore nella vostra personale videoteca.Un MUST indiscutibile.
Noto all'estero come: Deep Red,
Deep Red Hatchet Murders, Dripping Deep Red,
The Hatchet Murders, The Sabre Tooth Tiger,
Suspiria 2 (In Giappone, Profondo Rosso
fu distribuito dopo il successo del successivo Suspiria,
quindi in nel paese del sol levante hanno pensato bene di
mettere un titolo di richiamo).
In rispetto a questo capolavoro non inserirò
lo spoiler nella relativa sezione.
* Può valer la pena ricordare,
ad esempio, che in Halloween una
scena di omicidio rimandi a Profondo Rosso, così
come in Halloween II se ne può trovare traccia (l'assassinio nella vasca
da bagno).