La Frase dal Film:
"No, ti ho detto di no! Non voglio che tu mi porti
qui a cena ragazze sconosciute! E a lume di candela, immagino,
in quel modo volgare e peccaminoso che piace tanto ai giovanotti
dagli istinti morbosi come i tuoi!" "Mamma,
ti prego..." "E poi cosa succederà?
Dopo cena, musica, sospiri, eh?!" "Ma
è solo una forestiera, non ha mangiato e sta piovendo..."
"<Mamma, è solo una forestiera> Come
se le forestiere non fossero desiderabili... Ohh, mi rifiuto
di parlare di cose tanto disgustose, lo sai. Hai capito
ora? Su, coraggio, va a dirle che non soddisferai il suo
sporco appetito nè con il mio pane nè col
mio figliolo...O devo andarglielo a dire io perché
tu non hai il coraggio, eh? Rispondi! Lo hai sì o
no questo coraggio?" "Zitta mamma, zitta!"
Che cosa dire di Psycho (o meglio
Psyco in Italia), che non sia stato già
detto? Ben poco. Lascio al "Forse tutti non sanno che..."
le notizie più originali sulla produzione. Rispetto
alla recensione vale la pena ribadire alcuni punti che spieghino
il perché questo film sia uno dei più famosi
di tutti i tempi, probabilmente l'horror più noto
ed influente nella storia del cinema. Psycho cambiò
l'idea di horror, prima incentrato su mostri soprannaturali,
riportando l'incubo su un piano puramente umano benché
pesantemente patologico (basato vagamente sulla vita del
serial killer Ed Gein). Le scene
che compongono questo film sono così note (e così
copiate in altre produzioni) che difficilmente lo spettatore
moderno potrebbe essere spaventato, ma immaginando di non
sapere nulla della sorte di Marion Crane e della vita di
Norman Bates, si può supporre che Psycho
riesca a fare molta paura, probabilmente molto più
dei tre punti da me assegnati. La pellicola è piena
di scene che sono divenute famose: la doccia, la conversazione
fra Norman e Marion nell'ufficio, Arbogast mentre sale le
scale della casa e il viso di Norman alla fine con l'inserto
quasi subliminale del teschio. Basato sul romanzo di Robert
Bloch (già di per sè notevole), supportato
dallo score musicale di Bernard Herrmann, tutto composto
di archi, e arricchito dalla perfetta interpretazione di
Perkins, che dipinge un Bates educato, timido e sinistro,
Hitchcock, da sempre affascinato dalle tematiche psicanalitiche,
riuscì a conquistare il pubblico USA che fece delle
file incredibili per poter assistere a questo film, nonostante
la critica lo avesse accolto in maniera tiepida. In verità
gli elementi di successo c'erano tutti: sesso, normalità,
pazzia, peccato. Non si era più alle prese con il
vampiro, con il mostro venuto dallo spazio, con qualcosa
che difficilmente l'uomo comune avrebbe potuto incontrare,
qui c'era solo una strada che portava ad un motel e al suo
gestore, della serie "può succedere anche a
te"; al di là del grande fascino che esercita
e che eserciterà sempre sul pubblico il killer folle,
che rappresenta in qualche modo il lato più oscuro
della mente umana, il lato animale, aggressivo ed amorale
che il cittadino medio tiene a bada a volte a stento. Hitchcock
confezionò il tutto con uno stile notevole, usando
la mdp in maniera non convenzionale, anche se il progetto
mirava a produrre un film più simile al gusto televisivo
che a quello del grande schermo; facendo saltare le regole
canoniche (ad esempio "uccidento" la protagonista
dopo 50 minuti di proiezione), e producendo un film senza
messaggi se non la paura e la tensione, il regista creò
quel capolavoro che tutti conosciamo. Non aggiungo altro
e lascio che lo spettatore si goda questa pellicola la quale,
per quanto stranota, riesce ancor oggi a trasmettere alla
perfezione brividi e classe. Da vedere, da comprare, da
ammirare. MUST.
Benché non si possa parlare di una
saga rispetto al film di Hitchcock, molti anni dopo fiorirono
tre seguiti: Psycho II (1983),
Psycho III (1986) e Psycho
IV (1990). Il regista Gus Van Sant ne ha rifatto un
remake nel 1998 (Psycho).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Guardate il 10° frame a sinistra. Hitchcock
ed il direttore della fotografia John L. Russell riuscirono
a farla sotto il naso alla censura! In quella scena l'attenzione
dello spettatore è attirata dalla mano che abbranca
la tendina, anche perché sono i due elementi a fuoco
nell'immagine. Lo sfondo appare indefinito e l'occhio se
ne disinteressa, ma se guardate bene si vedrà il
seno di una donna (giocherellate col contrasto del monitor,
se volete). L'attrice Leigh disse che non poteva essere
lei perché non aveva recitato nuda in quella scena,
e questo è vero. Ciò vuol dire che venne usata
una controfigura e venne inserito il nuovo girato nella
scena.
La censura si impuntò sul fatto
che comunque nel film si vedesse un capezzolo, ma non quello
"subliminale" di cui sopra! Un altro che si sarebbe
dovuto vedere durante l'omicidio della doccia. Non si vedeva
nessun capezzolo, in verità, ma la musica e la fotografia
erano così suggestive che alcuni alla censura pensavano
che si sarebbe dovuto vedere (!) e rispedirono in dietro
la pellicola per il rieditaggio. Chi di dovere nella crew
passo la scena fotogramma per fotogramma ma non scorse nessun
capezzolo (e infatti non c'era). Hitchcock non fece nessuna
modifica giustamente e rispedì la pellicola così
com'era, supponendo che i censori o non l'avrebbero guardata
per noia oppure si sarebbero accorti del loro errore.
Per la scena in cui viene fatta una ripresa
direttamente al getto d'acqua della doccia, il regista si
fece costruire un diffusore di 180 centimetri di diametro
in modo che l'acqua non colpisse la lente.
Ogni volta che, nel film, vedete qualcuno
riflesso in uno specchio, sarete sicuri che sta compiendo
qualcosa di sbagliato. Ad esempio: quando Marion sta contando
i soldi rubati, quando Sam e Lila si stanno registrando
a falso nome nel motel, etc... Questo per mostrare i due
lati della personalità della gente.
Hitchcock comprò da Robert Bloch
i diritti del racconto anonimamente per soli 9000 dollari.
Quindi comprò quante più copie del romanzo
possibili in modo che la gente non venisse a sapere il finale
prima che il film arrivasse nelle sale.
Una delle ragioni per cui Hitchcock filmò
Psycho in bianco e nero fu perché pensava che a colori
le scene di sangue sarebbero risultate troppo forti. Il
motivo principale, comunque, era che il regista voleva spendere
il meno possibile, e cioé meno di un milione di dollari.
In produzione il titolo provvisorio del
film era "Production 9401" o "Wimpy".
Questo secondo titolo deriva dal nome del cameraman della
seconda unità (Rex Wimpy).
Il romanzo sul quale si basa il film è
stato ispirato dalla vera storia del serial killer necrofilo
Ed Gein. Le nefande imprese del killer ispirarono anche
i film Deranged (1974), Non
aprite quella porta (1974) ed Il Silenzio degli
Innocenti (1990).
Nella scena iniziale, Marion Crane indossa
un reggiseno bianco perché Hitchcock voleva mostrarla
come "angelica". Dopo la sottrazione dei soldi
indosserà un reggiseno nero, in quanto ha compiuto
un atto sbagliato e malvagio. Per lo stesso principio, prima
usa una borsetta bianca e dopo aver rubato i soldi ne usa
una nera.
Le riprese del mitico omicidio nella doccia
hanno necessitato di parecchi giorni di lavoro e di 70 angolature
diverse. Sullo schermo la scena dura solo 45 secondi.
Durante le riprese il regista si ammalò
e non potè lavorare per un po', la crew riprese la
scena di Arbogast che sale le scale per andare a parlare
con la madre di Norman. Quando Hitchcock vide il girato
si complimentò con la crew ma disse che la scena
andava rifatta perché sembrava che Arbogast salisse
le scale per commettere un omicidio. Il regista rigirò
la scena.
Fra le varie soluzioni promozionali per
il film, venne girato un trailer molto lungo in cui Hitchcock
"faceva fare" agli spettatori un tour del motel
e della casa. Alla fine il regista apriva la tendina di
una doccia e si assisteva al primo piano di una donna che
urlava. L'attrice nella doccia non era Janet Leigh ma Vera
Miles, che nel film avrà il ruolo di Lila Crane.
Vera Miles indossava una parrucca nel film
dal momento che si era dovuta rasare a zero per recitare
in Jovanka e le altre (1959).
Il regista e la Leigh ammisero che nella
scena della doccia, per certe inquadrature, usarono una
controfigura nuda.
E' il primo film a mostrare sullo schermo
uno "sciacquone tirato". La cosa fu fortemente
voluta da Joseph Stefano, il quale riteneva che la scena
avrebbe dato un forte senso di realismo. Il fatto che Marion
c'avesse buttato gli appunti dei conti dava un senso logico
alla scena e rendeva impossibile l'eventuale taglio per
censura.
Alfred Hitchcock, abituato a lavorare con
ricchi budget e cast stellari, voleva sperimentare uno stile
televisivo più efficiente e semplice, infatti usò
per Psycho una crew di veterani della tv ed ingaggiò
attori molto meno noti di quelli con cui lavorava di solito.
Psycho è stato eletto dal Entertainment
Weekly come l'unicesimo migliore film della storia, in quella
stessa lista è il primo film horror.
Hitchcock intendeva inizialmente aprire
il film con una ripresa dall'elicottero particolarmente
lunga (4 miglia), in un modo simile a quello che si può
vedere all'inizio del film L'infernale Quinlan
(1958). La prima scena in motel fra Norman e Marion assomiglia
ad un'altra scena del film di Welles con protagonista la
stessa Leigh.
La scena della doccia è composta
di almeno 90 tagli differenti ed in essa Anthony Perkins
non c'entrava nulla. La scena fu filmata fra il 17 dicembre
1959 ed il 23 dicembre 1959 mentre Perkins era a New York
per preparare un pezzo teatrale.
Nonostante quello che si racconta, nella
scena della doccia Hitchcock non aveva fatto in modo che
nel momento dell'aggressione uscisse dell'acqua ghiacciata.
Il sangue era sciroppo di cioccolato a
marca Bosco.
Il suono del coltello che penetra il corpo
di Marion fu ottenuto accoltellando un melone.
Hitchcock voleva che la scena della doccia
fosse completamente senza sonoro, ma Bernard Herrmann aggiunse
la musica e Hitchcock cambiò idea.
Il secondo nome di Norman è Francis,
il santo patrono degli uccelli (San Francesco).
La targa della seconda macchina di Marion
è NFB-418. Si tratta delle iniziali di Norman Francis
Bates.
Il personaggio femminile principale di
questo film si chiama Marion. Nel film Gli
Uccelli (1963) c'era Melanie. Nel film seguente la donna
avrà un nome che sarà la combinazione dei
due: Marnie (1964).
Il film costò 800.000 dollari e
ne incassò più di 40 milioni.
Il quadro che Norman toglie dal muro per
spiare Marion è un noto dipinto che ritrae uno stupro.
Dopo che il film arrivò nelle sale,
Hitchcock ricevette la lettera di protesta di un padre che
denunciava il fatto che la figlia non voleva più
farsi il bagno nella vasca dopo aver visto I Diabolici
(1954), ed ora si rifiutava pure di fare la doccia a causa
del suo film. Hitchcock lapidario gli rispose: "La
mandi al lavaggio a secco".
Il regista Alfred Hitchcock appare come
suo solito nel film. E' l'uomo che indossa un cappello da
cowboy fuori dall'ufficio di Marion.
A quanto si dice Hitchcock fu molto scontento
dell'interpretazione legnosa di John Gavin (Sam Loomis nel
film), il regista lo soprannominò "The Stiff"
(il rigido).
Nel racconto di Robert Bloch, Norman Bates
è basso, più vecchio e brutto. Hitchcock volle
che fosse più giovane, piacevole d'aspetto e simpatico.
Alfred Hitchcock e Joseph Stefano (sceneggiatore)
avevano inizialmente pensato ad uno score musicale di tipo
jazz.
Guardate gli ultimi 2 fotogrammi a sinistra.
Si vede male perché le immagini sono piccole (...e
male campionate!) ma se guardate il film potrete vedere
la transizione del volto di Norman in quello del teschio
di sua madre. Hitchcock era molto indeciso se fare o no
questa cosa. Nelle prime proiezioni del film il regista
ne fece circolare tre versioni differenti. Una è
quella che si può vedere oggi. La seconda non aveva
nessun morphing. La terza aveva questo morphing ed un altro
in una scena precedente: quando Sam Loomis torna al motel
per cercare Arbogast, viene fatto uno zoom sulla faccia
di Norman che sta nei pressi della palude, con un atteggiamento
parecchio sinistro. In quella terza versioni si poteva assistere
alla transizione in quella scena.
Lo score musicale composto da Bernard Herrmann
è suonato unicamente da archi.
Janet Leigh lavorò per il film tre
settimane ed una di queste la spese solo per la scena della
doccia.
La storia "Psycho", scritta da
Robert Bloch, faceva parte di una collana di romanzi pulp
distribuita in collaborazione con la trasmissione radio
Inner Sanctum, show radiofonico "di paura".
Parte della casa fu costruita cannibalizzando
altri set, inclusa la torre della casa del film Harvey
(1950). La costruzione della casa costò 15000 dollari.
La lingerie di Marion Crane non era fatta
su misura, ma fu acquistata in un qualsiasi negozio di intimo.
Hitchcock voleva che le spettatrici potessero identificare
il modello la qual cosa avrebbe dato un tocco in più
di realismo.
Joseph Stefano (sceneggiatore) e Hitchcock
inserirono deliberatamente nel film alcuni elementi che
potevano attirare la feroce attenzione dei critici, distraendoli
dalle scene madri, quali quella della doccia. In effetti
i censori sforbiciarono il materiale extra inutile e così
le scene importanti rimasero intoccate.
La prima scena ad essere filmata fu quella
del poliziotto che sveglia Marion sulla strada. Per la cronaca
quella strada è la Golden State Freeway (numero 99).
Quando il primo giorno di lavoro la crew
si incontrò sul set, dovette giurare (alzando la
mano destra) che non avrebbe raccontato in giro la storia
del film. In più il regista non rivelò il
finale finché non fu necessario filmarlo.
Il concessionario di macchine era un vero
concessionario (Harry Maher's used car) vicino agli Universal
Studios. Dal momento che la Ford era stato lo sponsor della
serie tv Alfred Hitchcock Presents (1955) anche
in questo film furono messe in bella vista dei modelli della
Ford: una Edsels, una Fairlanes ed una Mercury.
Al fine di far sentire lo spettatore un
complice nel voyeurismo di Norman (nella scena in cui il
folle spiava Marion), Hitchcock mise una lente da 50mm sulla
telecamera da 53mm. Questo simulava in qualche modo l'effetto
della visione umana.
Per fare in modo che la gente non entrasse
al cinema in ritardo e guardasse il film dall'inizio, i
produttori crearono un disco da far sentire nel foyer del
cinema. L'abum raccoglieva delle canzoni occasionalmente
interrotte da una voce che diceva "10 minuti all'inizio
di Psycho", "5 minuti all'inizio di Psycho",
...
Anthony Perkins fu pagato 40.000 $ per
questo film, il che è esattamente la stessa cifra
rubata da Marion.
Questo fu l'ultimo film di Hitchcock per
la Paramount.
Il regista fu così soddisfatto dello
score musicale che raddoppiò il compenso a Bernard
Herrmann (34.501 $). Hitchcock disse che il 33% dell'effetto
di Psycho era dovuto alla musica.
Alfred Hitchcock ricevette parecchie lettere
dagli oftalmologi che notarono come le pupille di Janet
Leigh fossero contratte dopo la morte nel primissimo piano
sul pavimento del bagno. Le pupille di un cadavere come
noto (?) sono dilatate. Suggerirono al regista di usare
delle gocce di belladonna per ottenere l'effetto (occhio
morto) di rilassamento pupillare, cosa che il regista fece
nei suoi successivi film.
Hitchcock testò il fear level legato
al cadavere della madre piazzandolo nel camerino di Janet
Leigh ed ascoltando quanto fosse forte l'urlo cacciato dalla
donna quando l'avresse scoperto.
L'MPAA ebbe da dire sul termine "travestito"
per descrivere Norman Bates ed insistette perché
lo sceneggiatore portasse delle prove che quello era un
termine scientifico. Pensavano che Joseph Stefano stesse
cercando di infilare nel film un termine volgare con finalità
d'expolitation.
Durante le riprese Hitchcock usava una
sedia di vimini con scritto dietro "Signora Bates".
Questo aggiungeva mistero sul chi avrebbe interpretato il
ruolo della vecchia mamma di Norman.