TRAMA

La bella Marion Crane (Janet Leigh) ruba sul posto di lavoro la bellezza di 40.000 dollari e scappa dalla città senza aver pianificato nulla ma con la sola intenzione di raggiungere il suo amato Sam Loomis (John Gavin). Dopo aver guidato tutta la notte, Marion si ferma a riposare in un motel, il cui gestore è un giovanotto un po' strano ma di buone maniere, Norman Bates (Anthony Perkins). Sulle tracce di Marion si metteranno l'investigatore privato Milton Arbogast (Martin Balsam), assunto dall'ufficio da cui la Crane è fuggita, e Lila (Vera Miles) la sorella di Marion. La bella ladra ha già trovato la morte nel Bates Motel, accoltellata sotto la doccia da quella che sembrava essere una vecchia signora.

 


PSYCO
(titolo or.: Psycho - USA - 1960 - 109min - B&W)

di Alfred Hitchcock

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Il più influente film horror. Must assoluto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "No, ti ho detto di no! Non voglio che tu mi porti qui a cena ragazze sconosciute! E a lume di candela, immagino, in quel modo volgare e peccaminoso che piace tanto ai giovanotti dagli istinti morbosi come i tuoi!" "Mamma, ti prego..." "E poi cosa succederà? Dopo cena, musica, sospiri, eh?!" "Ma è solo una forestiera, non ha mangiato e sta piovendo..." "<Mamma, è solo una forestiera> Come se le forestiere non fossero desiderabili... Ohh, mi rifiuto di parlare di cose tanto disgustose, lo sai. Hai capito ora? Su, coraggio, va a dirle che non soddisferai il suo sporco appetito nè con il mio pane nè col mio figliolo...O devo andarglielo a dire io perché tu non hai il coraggio, eh? Rispondi! Lo hai sì o no questo coraggio?" "Zitta mamma, zitta!"

Che cosa dire di Psycho (o meglio Psyco in Italia), che non sia stato già detto? Ben poco. Lascio al "Forse tutti non sanno che..." le notizie più originali sulla produzione. Rispetto alla recensione vale la pena ribadire alcuni punti che spieghino il perché questo film sia uno dei più famosi di tutti i tempi, probabilmente l'horror più noto ed influente nella storia del cinema. Psycho cambiò l'idea di horror, prima incentrato su mostri soprannaturali, riportando l'incubo su un piano puramente umano benché pesantemente patologico (basato vagamente sulla vita del serial killer Ed Gein). Le scene che compongono questo film sono così note (e così copiate in altre produzioni) che difficilmente lo spettatore moderno potrebbe essere spaventato, ma immaginando di non sapere nulla della sorte di Marion Crane e della vita di Norman Bates, si può supporre che Psycho riesca a fare molta paura, probabilmente molto più dei tre punti da me assegnati. La pellicola è piena di scene che sono divenute famose: la doccia, la conversazione fra Norman e Marion nell'ufficio, Arbogast mentre sale le scale della casa e il viso di Norman alla fine con l'inserto quasi subliminale del teschio. Basato sul romanzo di Robert Bloch (già di per sè notevole), supportato dallo score musicale di Bernard Herrmann, tutto composto di archi, e arricchito dalla perfetta interpretazione di Perkins, che dipinge un Bates educato, timido e sinistro, Hitchcock, da sempre affascinato dalle tematiche psicanalitiche, riuscì a conquistare il pubblico USA che fece delle file incredibili per poter assistere a questo film, nonostante la critica lo avesse accolto in maniera tiepida. In verità gli elementi di successo c'erano tutti: sesso, normalità, pazzia, peccato. Non si era più alle prese con il vampiro, con il mostro venuto dallo spazio, con qualcosa che difficilmente l'uomo comune avrebbe potuto incontrare, qui c'era solo una strada che portava ad un motel e al suo gestore, della serie "può succedere anche a te"; al di là del grande fascino che esercita e che eserciterà sempre sul pubblico il killer folle, che rappresenta in qualche modo il lato più oscuro della mente umana, il lato animale, aggressivo ed amorale che il cittadino medio tiene a bada a volte a stento. Hitchcock confezionò il tutto con uno stile notevole, usando la mdp in maniera non convenzionale, anche se il progetto mirava a produrre un film più simile al gusto televisivo che a quello del grande schermo; facendo saltare le regole canoniche (ad esempio "uccidento" la protagonista dopo 50 minuti di proiezione), e producendo un film senza messaggi se non la paura e la tensione, il regista creò quel capolavoro che tutti conosciamo. Non aggiungo altro e lascio che lo spettatore si goda questa pellicola la quale, per quanto stranota, riesce ancor oggi a trasmettere alla perfezione brividi e classe. Da vedere, da comprare, da ammirare. MUST.

Benché non si possa parlare di una saga rispetto al film di Hitchcock, molti anni dopo fiorirono tre seguiti: Psycho II (1983), Psycho III (1986) e Psycho IV (1990). Il regista Gus Van Sant ne ha rifatto un remake nel 1998 (Psycho).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Guardate il 10° frame a sinistra. Hitchcock ed il direttore della fotografia John L. Russell riuscirono a farla sotto il naso alla censura! In quella scena l'attenzione dello spettatore è attirata dalla mano che abbranca la tendina, anche perché sono i due elementi a fuoco nell'immagine. Lo sfondo appare indefinito e l'occhio se ne disinteressa, ma se guardate bene si vedrà il seno di una donna (giocherellate col contrasto del monitor, se volete). L'attrice Leigh disse che non poteva essere lei perché non aveva recitato nuda in quella scena, e questo è vero. Ciò vuol dire che venne usata una controfigura e venne inserito il nuovo girato nella scena.

La censura si impuntò sul fatto che comunque nel film si vedesse un capezzolo, ma non quello "subliminale" di cui sopra! Un altro che si sarebbe dovuto vedere durante l'omicidio della doccia. Non si vedeva nessun capezzolo, in verità, ma la musica e la fotografia erano così suggestive che alcuni alla censura pensavano che si sarebbe dovuto vedere (!) e rispedirono in dietro la pellicola per il rieditaggio. Chi di dovere nella crew passo la scena fotogramma per fotogramma ma non scorse nessun capezzolo (e infatti non c'era). Hitchcock non fece nessuna modifica giustamente e rispedì la pellicola così com'era, supponendo che i censori o non l'avrebbero guardata per noia oppure si sarebbero accorti del loro errore.

Per la scena in cui viene fatta una ripresa direttamente al getto d'acqua della doccia, il regista si fece costruire un diffusore di 180 centimetri di diametro in modo che l'acqua non colpisse la lente.

Ogni volta che, nel film, vedete qualcuno riflesso in uno specchio, sarete sicuri che sta compiendo qualcosa di sbagliato. Ad esempio: quando Marion sta contando i soldi rubati, quando Sam e Lila si stanno registrando a falso nome nel motel, etc... Questo per mostrare i due lati della personalità della gente.

Hitchcock comprò da Robert Bloch i diritti del racconto anonimamente per soli 9000 dollari. Quindi comprò quante più copie del romanzo possibili in modo che la gente non venisse a sapere il finale prima che il film arrivasse nelle sale.

Una delle ragioni per cui Hitchcock filmò Psycho in bianco e nero fu perché pensava che a colori le scene di sangue sarebbero risultate troppo forti. Il motivo principale, comunque, era che il regista voleva spendere il meno possibile, e cioé meno di un milione di dollari.

In produzione il titolo provvisorio del film era "Production 9401" o "Wimpy". Questo secondo titolo deriva dal nome del cameraman della seconda unità (Rex Wimpy).

Il romanzo sul quale si basa il film è stato ispirato dalla vera storia del serial killer necrofilo Ed Gein. Le nefande imprese del killer ispirarono anche i film Deranged (1974), Non aprite quella porta (1974) ed Il Silenzio degli Innocenti (1990).

Nella scena iniziale, Marion Crane indossa un reggiseno bianco perché Hitchcock voleva mostrarla come "angelica". Dopo la sottrazione dei soldi indosserà un reggiseno nero, in quanto ha compiuto un atto sbagliato e malvagio. Per lo stesso principio, prima usa una borsetta bianca e dopo aver rubato i soldi ne usa una nera.

Le riprese del mitico omicidio nella doccia hanno necessitato di parecchi giorni di lavoro e di 70 angolature diverse. Sullo schermo la scena dura solo 45 secondi.

Durante le riprese il regista si ammalò e non potè lavorare per un po', la crew riprese la scena di Arbogast che sale le scale per andare a parlare con la madre di Norman. Quando Hitchcock vide il girato si complimentò con la crew ma disse che la scena andava rifatta perché sembrava che Arbogast salisse le scale per commettere un omicidio. Il regista rigirò la scena.

Fra le varie soluzioni promozionali per il film, venne girato un trailer molto lungo in cui Hitchcock "faceva fare" agli spettatori un tour del motel e della casa. Alla fine il regista apriva la tendina di una doccia e si assisteva al primo piano di una donna che urlava. L'attrice nella doccia non era Janet Leigh ma Vera Miles, che nel film avrà il ruolo di Lila Crane.

Vera Miles indossava una parrucca nel film dal momento che si era dovuta rasare a zero per recitare in Jovanka e le altre (1959).

Il regista e la Leigh ammisero che nella scena della doccia, per certe inquadrature, usarono una controfigura nuda.

E' il primo film a mostrare sullo schermo uno "sciacquone tirato". La cosa fu fortemente voluta da Joseph Stefano, il quale riteneva che la scena avrebbe dato un forte senso di realismo. Il fatto che Marion c'avesse buttato gli appunti dei conti dava un senso logico alla scena e rendeva impossibile l'eventuale taglio per censura.

Alfred Hitchcock, abituato a lavorare con ricchi budget e cast stellari, voleva sperimentare uno stile televisivo più efficiente e semplice, infatti usò per Psycho una crew di veterani della tv ed ingaggiò attori molto meno noti di quelli con cui lavorava di solito.

Psycho è stato eletto dal Entertainment Weekly come l'unicesimo migliore film della storia, in quella stessa lista è il primo film horror.

Hitchcock intendeva inizialmente aprire il film con una ripresa dall'elicottero particolarmente lunga (4 miglia), in un modo simile a quello che si può vedere all'inizio del film L'infernale Quinlan (1958). La prima scena in motel fra Norman e Marion assomiglia ad un'altra scena del film di Welles con protagonista la stessa Leigh.

La scena della doccia è composta di almeno 90 tagli differenti ed in essa Anthony Perkins non c'entrava nulla. La scena fu filmata fra il 17 dicembre 1959 ed il 23 dicembre 1959 mentre Perkins era a New York per preparare un pezzo teatrale.

Nonostante quello che si racconta, nella scena della doccia Hitchcock non aveva fatto in modo che nel momento dell'aggressione uscisse dell'acqua ghiacciata.

Il sangue era sciroppo di cioccolato a marca Bosco.

Il suono del coltello che penetra il corpo di Marion fu ottenuto accoltellando un melone.

Hitchcock voleva che la scena della doccia fosse completamente senza sonoro, ma Bernard Herrmann aggiunse la musica e Hitchcock cambiò idea.

Il secondo nome di Norman è Francis, il santo patrono degli uccelli (San Francesco).

La targa della seconda macchina di Marion è NFB-418. Si tratta delle iniziali di Norman Francis Bates.

Il personaggio femminile principale di questo film si chiama Marion. Nel film Gli Uccelli (1963) c'era Melanie. Nel film seguente la donna avrà un nome che sarà la combinazione dei due: Marnie (1964).

Il film costò 800.000 dollari e ne incassò più di 40 milioni.

Il quadro che Norman toglie dal muro per spiare Marion è un noto dipinto che ritrae uno stupro.

Dopo che il film arrivò nelle sale, Hitchcock ricevette la lettera di protesta di un padre che denunciava il fatto che la figlia non voleva più farsi il bagno nella vasca dopo aver visto I Diabolici (1954), ed ora si rifiutava pure di fare la doccia a causa del suo film. Hitchcock lapidario gli rispose: "La mandi al lavaggio a secco".

Il regista Alfred Hitchcock appare come suo solito nel film. E' l'uomo che indossa un cappello da cowboy fuori dall'ufficio di Marion.

A quanto si dice Hitchcock fu molto scontento dell'interpretazione legnosa di John Gavin (Sam Loomis nel film), il regista lo soprannominò "The Stiff" (il rigido).

Nel racconto di Robert Bloch, Norman Bates è basso, più vecchio e brutto. Hitchcock volle che fosse più giovane, piacevole d'aspetto e simpatico.

Alfred Hitchcock e Joseph Stefano (sceneggiatore) avevano inizialmente pensato ad uno score musicale di tipo jazz.

Guardate gli ultimi 2 fotogrammi a sinistra. Si vede male perché le immagini sono piccole (...e male campionate!) ma se guardate il film potrete vedere la transizione del volto di Norman in quello del teschio di sua madre. Hitchcock era molto indeciso se fare o no questa cosa. Nelle prime proiezioni del film il regista ne fece circolare tre versioni differenti. Una è quella che si può vedere oggi. La seconda non aveva nessun morphing. La terza aveva questo morphing ed un altro in una scena precedente: quando Sam Loomis torna al motel per cercare Arbogast, viene fatto uno zoom sulla faccia di Norman che sta nei pressi della palude, con un atteggiamento parecchio sinistro. In quella terza versioni si poteva assistere alla transizione in quella scena.

Lo score musicale composto da Bernard Herrmann è suonato unicamente da archi.

Janet Leigh lavorò per il film tre settimane ed una di queste la spese solo per la scena della doccia.

La storia "Psycho", scritta da Robert Bloch, faceva parte di una collana di romanzi pulp distribuita in collaborazione con la trasmissione radio Inner Sanctum, show radiofonico "di paura".

Parte della casa fu costruita cannibalizzando altri set, inclusa la torre della casa del film Harvey (1950). La costruzione della casa costò 15000 dollari.

La lingerie di Marion Crane non era fatta su misura, ma fu acquistata in un qualsiasi negozio di intimo. Hitchcock voleva che le spettatrici potessero identificare il modello la qual cosa avrebbe dato un tocco in più di realismo.

Joseph Stefano (sceneggiatore) e Hitchcock inserirono deliberatamente nel film alcuni elementi che potevano attirare la feroce attenzione dei critici, distraendoli dalle scene madri, quali quella della doccia. In effetti i censori sforbiciarono il materiale extra inutile e così le scene importanti rimasero intoccate.

La prima scena ad essere filmata fu quella del poliziotto che sveglia Marion sulla strada. Per la cronaca quella strada è la Golden State Freeway (numero 99).

Quando il primo giorno di lavoro la crew si incontrò sul set, dovette giurare (alzando la mano destra) che non avrebbe raccontato in giro la storia del film. In più il regista non rivelò il finale finché non fu necessario filmarlo.

Il concessionario di macchine era un vero concessionario (Harry Maher's used car) vicino agli Universal Studios. Dal momento che la Ford era stato lo sponsor della serie tv Alfred Hitchcock Presents (1955) anche in questo film furono messe in bella vista dei modelli della Ford: una Edsels, una Fairlanes ed una Mercury.

Al fine di far sentire lo spettatore un complice nel voyeurismo di Norman (nella scena in cui il folle spiava Marion), Hitchcock mise una lente da 50mm sulla telecamera da 53mm. Questo simulava in qualche modo l'effetto della visione umana.

Per fare in modo che la gente non entrasse al cinema in ritardo e guardasse il film dall'inizio, i produttori crearono un disco da far sentire nel foyer del cinema. L'abum raccoglieva delle canzoni occasionalmente interrotte da una voce che diceva "10 minuti all'inizio di Psycho", "5 minuti all'inizio di Psycho", ...

Anthony Perkins fu pagato 40.000 $ per questo film, il che è esattamente la stessa cifra rubata da Marion.

Questo fu l'ultimo film di Hitchcock per la Paramount.

Il regista fu così soddisfatto dello score musicale che raddoppiò il compenso a Bernard Herrmann (34.501 $). Hitchcock disse che il 33% dell'effetto di Psycho era dovuto alla musica.

Alfred Hitchcock ricevette parecchie lettere dagli oftalmologi che notarono come le pupille di Janet Leigh fossero contratte dopo la morte nel primissimo piano sul pavimento del bagno. Le pupille di un cadavere come noto (?) sono dilatate. Suggerirono al regista di usare delle gocce di belladonna per ottenere l'effetto (occhio morto) di rilassamento pupillare, cosa che il regista fece nei suoi successivi film.

Hitchcock testò il fear level legato al cadavere della madre piazzandolo nel camerino di Janet Leigh ed ascoltando quanto fosse forte l'urlo cacciato dalla donna quando l'avresse scoperto.

L'MPAA ebbe da dire sul termine "travestito" per descrivere Norman Bates ed insistette perché lo sceneggiatore portasse delle prove che quello era un termine scientifico. Pensavano che Joseph Stefano stesse cercando di infilare nel film un termine volgare con finalità d'expolitation.

Durante le riprese Hitchcock usava una sedia di vimini con scritto dietro "Signora Bates". Questo aggiungeva mistero sul chi avrebbe interpretato il ruolo della vecchia mamma di Norman.

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