TRAMA

Norman Bates (Anthony Perkins) è stato giudicato incapace di intendere e volere ed è stato rinchiuso in manicomio per 22 anni: ora viene liberato. Lila Loomis (Vera Miles), la sorella di Marion Crane che venne uccisa nella doccia anni prima, si oppone a questa decisione. Non appena Norman arriva a casa nota l'ombra di una donna nella camera della madre. Gli omicidi riprendono ma questa volta la colpa è di Norman o no?


PSYCHO II
(titolo or.: Psycho II - USA - 1983 - 113min - Colore)

di Richard Franklin

GENERE
HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Un discreto film se preso per quello che è. Nel paragone con il film del 1960 è chiaro che ha perso in partenza.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Norman was not convicted of murder.He was found not guilty by reasons of insanity, and since he is no longer insane, he has the right to live a normal life like you and I"*

Prima di tutto evitate di porre troppi paragoni con Psycho del 1960, il film di Hitchcock è ovviamente insuperabile e l'omicidio della doccia, mostrato all'inizio di questo film del 1983, non solo fa da trait d'union rispetto alla trama, ma sembra quasi sottolineare con umiltà che quello era una cosa e che questa è un'altra. Psycho II, preso di per sé non è male ed ha i suoi momenti, andandosi a configurare come uno slasher non proprio banale. Anthony Perkins ripropone il suo personaggio con la stessa bravura ma questa volta aggiunge un tocco di umanità; Norman Bates 22 anni dopo è un uomo indifeso in balia di gente che non riesce a dimenticare i suoi tristi trascorsi, è vittima, questa volta, ma in sé ha sempre il seme del male. Si potrebbe dire che il Norman di questo secondo film sia ancor più ricco e sfaccettato. Al suo fianco la bella Mary (Meg Tilly di Saranno Famosi, 1980) che alla fine sarà l'unica a credere nel recupero di Norman. Nella pellicola vengono riproposte alcune situazioni già viste nel film del 1960 ma questa volta ciò che accade è l'opposto di quello che ci si potrebbe aspettare: ad esempio, la scena della doccia non termina in un omicidio. Il film presenta momenti gore sicuramente molto più marcati rispetto al film di riferimento, il che alza il livello di violenza della pellicola, forse per questo genere di film alcune scene sembrano anche eccessive, e paiono più una volontà di cavalcare l'onda dello slasher anni '80; in fondo il pubblico qualcosa bisognava vendere. I bigliettini, le telefonate e le ombre che si aggirano per casa creano dei buoni momenti di tensione che sfociano in momenti di sana paura. Il finale del film riesce ad essere molto intrigante ed inaspettato, nonché abbastanza feroce nei confronti di alcuni personaggi del film, alcuni interrogativi rimangono comunque aperti. Fa piacere rivedere Vera Miles nei panni della solita Lila (ora Loomis perché ha sposato l'ex fidanzato di Marion), ma il suo personaggio sembra essere stato piazzato nel film in un modo forse troppo superficiale. In definitiva un film discreto che si porta la zavorra di un nome troppo importante, il paragone col quale è perso in partenza. La magia si è persa e rimane un film horror, senza troppe pretese, che può piacere.

*-"Norman non è stato condannato per omicidio. E' stato giudicato non colpevole per incapacità di intendere e volere, e dal momento che non è più matto, ha il diritto di vivere una vita normale come lei e me."

Indispensabile vedere Psyco (1960) per comprendere la storia di Psycho II. Seguìto da: Psycho III (1986) e Psycho IV (1990).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il budget del film era di circa 5.000.000 di dollari.

Meg Tilly, che nel film ha il ruolo della giovane Mary Loomis, non ne sapeva nulla di Psycho (1960) poiché da piccola non le era stato mai dato il permesso di guardare niente in tv (...e poi giustamente sceglie in modo reattivo di fare l'attrice una volta diventata grande. Genitori, meditate sul vostro stile educativo!). La ragazza non capiva dunque il perché la stampa desse tanta importanza ad Anthony Perkins e al suo ritorno sul grande schermo in quel ruolo. Un giorno Perkins la sentì dire: "Perché tutta quell'attenzione su Tony?" e l'uomo si arrabbiò molto. Non parlò con lei durante il resto delle riprese e consigliò di rimpiazzarla, nonostante metà delle scene in cui lei doveva comparire fossero già state girate.

Per il film fu usata la casa originale mentre il motel venne ricostruito.

Quando Mary e Norman vanno la prima volta nella camera della madre di Norman, prima che vengano accese le luci, si può vedere la silhouette di Alfred Hitchcock sul muro a destra.

Il riflesso del giovane Norman sul pomello della porta quando l'uomo ha un flashback dell'avvelenamento della madre, è quello di Oz Perkins, il figlio di Anthony Perkins.

La cittadina di Fairvale che si vede quando Lila è pedinata dal dottor Raymond, era la stessa usata per il film Gremlins (1984) e in Ritorno al Futuro (1985). Si trova agli Universal Studios Backlot in California.

Nello script iniziale c'era una scena che si doveva svolgere nell'ufficio dello Sheriffo in cui si diceva che Mary, alla fine, era diventata matta (si diceva anche un'altra cosa che non posso dire per non fare spoiling).

Il regista Franklin compare nel film nei panni di un uomo che gioca ad un videogame alla tavolacalda dove lavora Norman.

Lo pseudonimo che usa Meg Tilly nel film, ovvero Marie Samuels, è lo stesso che usò Janet Leigh firmando il registro del Bates Motel in Psycho (1960).

Norman esita a dare a Mary la chiave della camera 1. Quella camera è dove è avvenuto il mitico omicidio della doccia nel film del 1960.

In questo film si voleva usare lo stesso bocchettone della doccia (o come diavolo si chiama!) che venne usato nel film del 1960. Tuttavia poco prima di iniziare le riprese, ci si accorse che era stato rubato.

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