TRAMA

Norman Bates (Anthony Perkins) gestisce di nuovo il suo motel e tiene la madre imbalsamata in camera. Improvvisamente arriva Maureen Coyle (Diana Scarwid) una ragazza con istinti suicidi che è scappata da un convento. Si presenta anche un chitarrista squattrinato, Duane Duke (Jeff Fahey), che viene assunto da Norman come aiutante. Nel frattempo una giornalista ficcanaso, Tracy Venable (Roberta Maxwell), indaga sugli omicidi degli anni precedenti. La solita "mamma" inizia a colpire, ma chi c'è sotto quella parrucca questa volta?

 


PSYCHO III
(titolo or.: Psycho III - USA - 1986 - 93min - Colore)

di Anthony Perkins

GENERE
HORROR
IN BREVE
Perkins dà prova di saperci fare dietro la macchina da presa ed inbastisce un plot coraggioso con variazioni interessanti.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "You dirty, dirty boy" "But I... I didn't do anything, Mother... I didn't do anything, Mother. She's a nice girl" "She's a whore" "But we didn't do anything" "You let her come between us" "But this... It isn't right. It isn't natural" "It's perfectly natural for a son to love his mother" "God, will you leave me alone, Mother? Will you leave me alone?"*

Dopo l'inaspettato successo di Psycho II (1983), la Universal decise di sfruttare la vena aurea e diede mandato ad Anthony Perkins di dirigere, dal momento che chi più di lui poteva sapere cosa sarebbe stato meglio per Norman e per sua madre? Perkins farà un lavoro decisamente buono soprattutto tenendo conto del fatto che con Psycho III l'attore debutta alla regia. Per molti versi questo film è il più audace della serie, a partire dal grido iniziale che si sente ancor prima dei titoli: "Dio non esiste!", detto da una suora in crisi spirituale che decide di suicidarsi gettandosi dal campanile del convento in una scena che omaggia La donna che visse due volte (1958) di Hitchcock. L'introduzione di nuovi personaggi "affetti" da chiaroscuri pare vincente: la fragile Maureen, interpretata dalla bella Diana Scarwid (Mammina cara, 1981; Oltre ogni limite, 1986) e lo sbandato Duke interpretato da Jeff Fahey (No control - Fuori controllo, 1991; Il tagliaerbe, 1992) fanno da contraltare al solito impeccabile Anthony Perkins. I tentativi di Norman di instaurare una storia d'amore con Maureen, sono ben costruiti, fino all'inateso uso della freccia della statua di cupido che sta in casa Bates. Le richieste della produzione di aggiungere qualche goccia di sangue in più nel plot vennero gestiti molto bene da Perkins che incluse la scena dell'omicidio nella cabina telefonica che ricorda Tenebre (1983) di Argento. In effetti la regia stupisce vista l'inesperienza dietro la mdp di Perkins, il quale invece sfrutta le luci e le ombre, esaltando la fotografia con i colori saturi dei neon, ad esempio. Memorabile il tema musicale del film composto da Carter Burwell, melanconico al punto giusto. Di certo il film merita più attenzione di quanta ne ha avuta soprattutto in Italia, dal momento che all'estero annovera già parecchi ammiratori che con il tempo hanno saputo rivalutare un film che avendo "il numero" (III) pare dover meritarsi a priori poco rispetto. Va da sé che è meglio evitare troppi raffronti con il modello Hitchcockiano, e nel contempo occorre aver ben presente la storia del film del 1960 per poter comprendere appieno lo svolgimento dei fatti che, tra l'altro, ribaltano gli assunti di Psycho II. La spiegazione che ci viene offerta alla fine del film, esposta dalla giornalista Maxwell come una volta fece lo psichiatra Simon Oakland (anche se in altre circostanze e modi), non chiarisce come al solito tutto quello che lo spettatore vorrebbe sapere. Vabbé, misteri di casa Bates. In definitiva, buon horror anni '80, per appassionati d'horror e afecionados di "Mamma".

*-"Tu sporco, sporco ragazzo" "Ma io... Io non ho fatto niente, mamma... Non ho fatto niente, mamma. E' una brava ragazza" "E' una puttana" "Ma non abbiamo fatto niente" "Hai lasciato che si mettesse fra noi" "Ma questo...non è giusto. Non è naturale" "E' perfettamente naturale per un figlio amare la propria madre" "Dio, mi lascerai mai stare, mamma, mi lascerai mai stare?"

Indispensabile vedere Psyco (1960), Psycho III è preceduto da Psycho II (1983) e seguito da Psycho IV (1990).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La versione televisiva del film si riconosce perché non si sente la frase all'inizio "There is no God" (Dio non esite o Non c'è un Dio). Nella versione televisiva la prostituta non mostra il seno ma indossa un asciugamano.

Il film che si vede in tv è Un tranquillo week-end di paura (1972).

Questo è il primo film diretto da Anthony Perkins. Ne ha diretti solo due, il secondo è Una fortuna da morire (Lucky Stiff, 1988).

Il regista Perkins voleva che Jeff Fahey fosse completamente nudo nella scena dei preliminari fra Duke e Red, ma l'attore non si sentiva a suo agio ad essere nudo così gli fu concesso di coprirsi con le due lampade, come si vede nel film.

Perkins aveva suggerito ai produttori di girare il film in bianco e nero ma la Universal si oppose.

Il libro che Mary leggeva in Psycho II, ovvero In the belly of the beast si vede buttato nell'erba intorno alla casa di Norman. Quel libro, noto in Italia come Il ventre della bestia, fu scritto da Jack Henry Abbott, un omicida che raccontò la sua esperienza del carcere.

Nello script iniziale, il killer doveva essere Duane Duke che imitava i crimini di Norman Bates.

A parte in una scena finale, la Mamma è impersonata dallo stuntman Kurt Paul, ecco perché il volto è sempre oscurato o nascosto.

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