La Frase dal Film:
" I regret the day that I ever had you! Not one
thing you've ever said or done has been worth all this!
Not one blasted thing! I should have killed you in my womb!
You sure as hell tried to kill me getting out of it! "*
La parabola di Norman Bates e delle sue
nefande azioni si chiude con questa quarta istallazione
di Psycho che non passò sul grande schermo
e venne prodotta direttamente per la tv. Anche Hitchcock
pensò alla televisione e al suo pubblico quando
girò il film del 1960, ma trenta anni dopo i risultati
non sono nemmeno paragonabili. Psycho IV è
essenzialmente un prequel che illustra come Norman sia diventato
il folle assassino delle docce, mostrandoci flashbacks,
narrati da Perkins stesso, di quando era piccolo e viveva
con la madre. La bellissima Norma Bates, interpretata da
una splendida e brava Olivia Hussey (Madre Teresa, 2003;
Romeo e Giulietta, 1968; Gesù di Nazareth,
1977) è lo stereotipo della madre psicopatogena che
vessa il figlio con le proprie pulsioni incestuose e con
nevrosi di tutti i tipi. Norman da giovane è interpretato
da Ryan Finnigan (a 5 anni) e successivamente da un Henry
Thomas (E.T. - L'Extra-Terrestre, 1982; La
casa Maledetta, 2004; 11:14 - Destino Fatale,
2003) che in effetti non c'entra molto fisicamente con Anthony
Perkins. Per chi studia le scienze psicologiche tutti questi
ricordi d'infanzia saranno molto interessanti al fine di
notare come un rapporto collusivo ed anaclitico con una
madre disturbata possa portare a dei danni psicologici enormi.
Per gli altri, tutta la storia di Norman da piccolo può
risultare noiosa, anche se molte spiegazioni ad hoc riescono
a concludere "il discorso" sulla famiglia Bates
al quale ogni film della seria aggiungeva un pezzo del puzzle.
Va detto comunque che alcune speigazioni qui proposte cozzano
con altre spiegazioni date nei film precedenti. Se vi aspettate
grandi omicidi e molto sangue sarete delusi, il film in
effetti è fatto solo per coloro che vogliano approfondire
la storia di Norman. In effetti, una volta chiarita la dinamica
patologica della famiglia, il film si incarta ed il finale
con Perkins che cerca di fare piazza pulita della sua progenie
pare una chiusa forzata e gratuita. Rimane a memoria imperitura
lo score composto da Bernard Herrmann, riproposto anche
in questo quarto capitolo, a ricordarci i fasti dei bei
tempi andati. Oltre ad una buona performance attoriale il
film non ha molto altro da proporre ed è consigliato
solo a coloro che vogliono chiudere i conti con i Bates,
indagando l'infanzia di un killer.
* Trad: "Maledico il
giorno in cui ti ho avuto! Niente di ciò che hai
mai detto o fatto è valso tutto questo! Nessuna maledettissima
cosa! Avrei dovuto sopprimerti nel mio ventre! Di certo
avresti provato ad uccidermi uscendo da lì!"
Preceduto da Psyco
(1960), Psycho II (1983) e Psycho
III (1986).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Questo è stato il primo film ad
essere stato ripreso agli Universal Studios in Florida.
Quando Norman chiama per la prima volta
alla radio, dice che il suo nome è Ed, e come si
sà le imprese di Norman Bates si basano sulla vita
del serial killer necrofilo Ed Gein.
Un po' di notizie sulla vita di Anthony
Perkins:
Nel 1990 ad Anthony Perkins fu preso
un campione di sangue, sul quale, illegalmente, il National
Enquirer compì il test per rintracciare il virus
HIV. Era positivo. In quello stesso anno il giornale
pubblicò la storia della battaglia dell'attore
contro la malattia, ma la cosa triste è che Perkins
scoprì da quell'articolo di essere malato. Aveva
sospettato di esserlo ma prima di quell'articolo non
aveva mai fatto accertamenti.
Anthony Perkins morì il 12
settembre 1992 di una polmonite causata dall'AIDS. Fu
cremato e sulla sua urna cineraria si legge: Don't
Fence Me In (Non mettemi in un recinto/Non rinchiudetemi).
Nella lettera d'addio ai figli, Anthony
scrisse: "Ragazzi, non provate a cercare una
donna splendida come vostra madre per sposarvi, perché
se lo doveste fare rimarreste single tutta la vita."
La moglie di Perkins, Berry Berenson,
fu una delle 58 vittime del volo AA-11 che si schiantò
contro una delle due Torri Gemelle l'11 settembre 2001.