TRAMA

Norman Bates (Anthony Perkins) telefona ad una trasmissione radiofonica e si mette a raccontare retrospettivamente la sua vita con la mamma oppressiva e malata (di mente). L'attuale preoccupazione di Norman è che ora la sua amata è incinta e che il figlio che dovrà nascere sarà probabilmente un altro folle come il padre, cioé lui.

 


PSYCHO IV
titolo or.: Psycho IV: The Beginning - USA - 1990 - 96' - Colore

di Mick Garris

GENERE
HORROR
IN BREVE
Film per la tv che narra in flashback l'infanzia di Norman. Bravi gli attori ma bruttino il risultato.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: " I regret the day that I ever had you! Not one thing you've ever said or done has been worth all this! Not one blasted thing! I should have killed you in my womb! You sure as hell tried to kill me getting out of it! "*

La parabola di Norman Bates e delle sue nefande azioni si chiude con questa quarta istallazione di Psycho che non passò sul grande schermo e venne prodotta direttamente per la tv. Anche Hitchcock pensò alla televisione e al suo pubblico quando girò il film del 1960, ma trenta anni dopo i risultati non sono nemmeno paragonabili. Psycho IV è essenzialmente un prequel che illustra come Norman sia diventato il folle assassino delle docce, mostrandoci flashbacks, narrati da Perkins stesso, di quando era piccolo e viveva con la madre. La bellissima Norma Bates, interpretata da una splendida e brava Olivia Hussey (Madre Teresa, 2003; Romeo e Giulietta, 1968; Gesù di Nazareth, 1977) è lo stereotipo della madre psicopatogena che vessa il figlio con le proprie pulsioni incestuose e con nevrosi di tutti i tipi. Norman da giovane è interpretato da Ryan Finnigan (a 5 anni) e successivamente da un Henry Thomas (E.T. - L'Extra-Terrestre, 1982; La casa Maledetta, 2004; 11:14 - Destino Fatale, 2003) che in effetti non c'entra molto fisicamente con Anthony Perkins. Per chi studia le scienze psicologiche tutti questi ricordi d'infanzia saranno molto interessanti al fine di notare come un rapporto collusivo ed anaclitico con una madre disturbata possa portare a dei danni psicologici enormi. Per gli altri, tutta la storia di Norman da piccolo può risultare noiosa, anche se molte spiegazioni ad hoc riescono a concludere "il discorso" sulla famiglia Bates al quale ogni film della seria aggiungeva un pezzo del puzzle. Va detto comunque che alcune speigazioni qui proposte cozzano con altre spiegazioni date nei film precedenti. Se vi aspettate grandi omicidi e molto sangue sarete delusi, il film in effetti è fatto solo per coloro che vogliano approfondire la storia di Norman. In effetti, una volta chiarita la dinamica patologica della famiglia, il film si incarta ed il finale con Perkins che cerca di fare piazza pulita della sua progenie pare una chiusa forzata e gratuita. Rimane a memoria imperitura lo score composto da Bernard Herrmann, riproposto anche in questo quarto capitolo, a ricordarci i fasti dei bei tempi andati. Oltre ad una buona performance attoriale il film non ha molto altro da proporre ed è consigliato solo a coloro che vogliono chiudere i conti con i Bates, indagando l'infanzia di un killer.

* Trad: "Maledico il giorno in cui ti ho avuto! Niente di ciò che hai mai detto o fatto è valso tutto questo! Nessuna maledettissima cosa! Avrei dovuto sopprimerti nel mio ventre! Di certo avresti provato ad uccidermi uscendo da lì!"

Preceduto da Psyco (1960), Psycho II (1983) e Psycho III (1986).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Questo è stato il primo film ad essere stato ripreso agli Universal Studios in Florida.

Quando Norman chiama per la prima volta alla radio, dice che il suo nome è Ed, e come si sà le imprese di Norman Bates si basano sulla vita del serial killer necrofilo Ed Gein.

Un po' di notizie sulla vita di Anthony Perkins:

Nel 1990 ad Anthony Perkins fu preso un campione di sangue, sul quale, illegalmente, il National Enquirer compì il test per rintracciare il virus HIV. Era positivo. In quello stesso anno il giornale pubblicò la storia della battaglia dell'attore contro la malattia, ma la cosa triste è che Perkins scoprì da quell'articolo di essere malato. Aveva sospettato di esserlo ma prima di quell'articolo non aveva mai fatto accertamenti.

Anthony Perkins morì il 12 settembre 1992 di una polmonite causata dall'AIDS. Fu cremato e sulla sua urna cineraria si legge: Don't Fence Me In (Non mettemi in un recinto/Non rinchiudetemi).

Nella lettera d'addio ai figli, Anthony scrisse: "Ragazzi, non provate a cercare una donna splendida come vostra madre per sposarvi, perché se lo doveste fare rimarreste single tutta la vita."

La moglie di Perkins, Berry Berenson, fu una delle 58 vittime del volo AA-11 che si schiantò contro una delle due Torri Gemelle l'11 settembre 2001.

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