TRAMA

Un giovane informatico non si presenta più al lavoro e quando si va a casa sua a cercarlo si scopre che si è impiccato. Indagando sui suoi ultimi giorni si scopre che era riuscito a connettersi con un sito che proponeva candidamente "Vuoi incontrare un fantasma?". Anche ad un altro giovane il PC propone lo stesso "incontro" ma quest'ultimo chiede immediatamente l'aiuto di una giovane informatica della scuola che con lui cercherà di indagare sull'arcano. La solitudine è per sempre.

 

 


PULSE
(titolo or.: Kairo - GIAPPONE - 2001 - 118min - Colore)

di Kiyoshi Kurosawa

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Ottimo horror di concetto con memorabili situazioni orrorifiche
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "La morte è eterna solitudine"

Anche su questa pellicola orientale gli USA hanno deciso di mettere le mani e benché non sia detto che questo non apporti dei miglioramenti alla sceneggiatura, alla ricchezza della rappresentazione o alla recitazione (nel cast comparirà Christina Milian, la cantante R&B...d'oh!), consiglio di non perdervi il film di Kurosawa, il cui profondo senso di vuoto e solitudine difficilmente potrà essere doppiato oltreoceano. Kairo, questo il titolo originale, ha i suoi difetti: si avverte una certa lentezza, gli attori non sempre sembrano al meglio, la messa in scena è molto sobria, eccetera, eccetera, insomma soffre di quei difetti spesso rintracciabili in molte pellicole orientali. Pulse però ha i suoi assi nella manica: sto parlando di una trama che dà un grande spessore alla pellicola ed alcune scene di paura in confronto alle quali Ju-on e Ringu sembrano due puntate dei Teletubbies (o quasi). Benché il film di Kurosawa prenda il via da una premessa poco originale, il male in relazione alla nuova tecnologia, questo diviene nello svolgersi della trama solamente un pretesto per mettere in scena una delle rappresentazioni della solitudine meglio riuscite. Kurosawa è sicuramente uno dei più notevoli registi giapponesi del genere horror (da citare il suo Cure, 1997) e anche in questo film riesce a concertare un affascinantissimo stile visuale tipicamente giapponese aggiungendoci un tocco immaginativo non indifferente. Dal momento che Kairo è un horror-thriller psicologico come Ringu, non aspettatevi di vedere bagni di sangue. La paura serpeggia nel film come in pochi altri e gli elementi orrorifici sono disseminati in tutta la pellicola, evitando così di accatastare tutto il creepy feast negli ultimi fotogrammi: le anime che si mostrano nel film hanno contorni sfumati, movimenti inconsueti e la loro richiesta di aiuto è raggelante. Ci sono almeno due scene in Pulse che vi rimarrano impresse nella memoria per lungo, lungo tempo. Il senso di vuota solitudine che esprime questo film, andando a toccare una delle problematiche sociali del Sol Levante (ma anche nostre), è sicuramente l'elemento più inquietante di tutta la pellicola ed esplode in un finale apocalittico di grande impatto visivo. Poiché alla fine del film non tutte le problematiche sollevate vengono dipanate, questo fa rientrare Pulse fra quelle pellicole che lasciano un senso di sbigottimento nello spettatore, al quale rimane la sgradevole-affascinate sensazione di non aver compreso tutto. In effetti Kairo e Ringu sono fra i film più importanti del rinascimento horror orientale e hanno decretato un nuovo standard della paura che ora anche noi in Occidente stiamo sfruttando. Però una grande differenza fra il film di Kurosawa e quello di Nakata, sta nel fatto che Pulse è arricchito da uno spessore concettuale che è impossibile rintracciare in Ringu, quest'ultimo più facile da comprendere, metabolizzare, meno lento e più breve rispetto a quello di Kurosawa, ma anche molto più scarso di contenuti se non la paura stessa. Nonostante alcuni difetti, neppure così evidenti e marcati, Kairo incarna alla perfezione il nuovo corso dell'horror psicologico d'Oriente ed è una delle pellicole che dovrebbe essere più ambita fra quelle nippo da un attento spettatore occidentale. Da guardare obbligatoriamente al buio e preferibilmente da soli...un vero cardiotonico!