TRAMA

Angela Vidal (Jennifer Carpenter), reporter dello show “Night Shift”, si mette al fianco di un gruppo di pompieri per compiere un servizio televisivo. La ragazza e il suo cameraman seguoni Jake (Jay Hernandez) e George (Johnathon Schaech) nel momento in cui questi vengono chiamati ad intervenire in un condominio nel quale la signora Espinoza sembra aver dato di matto. Pare che una malattia altamente contagiosa abbia preso piede in quel condominio che subito viene isolato dalle autorità, con il risultato che la troupe televisiva, i pompieri e il resto dei condomini vengono messi in quarantena, soli, ad affrontare coloro che, contagiati, sono diventati iperviolenti e cannibali.

 

 


QUARANTENA
titolo or.: Quarantine - USA - 2008 - 89' - Colore

di John Erick Dowdle

GENERE
HORROR
IN BREVE
Copia carbone del Rec spagnolo con poche varianti ma interessanti. Non essenziale ma non infame.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "A quanto sembra la signora Espinoza gli ha aggrediti a morsi in preda ad una specie di attacco d'ira ma io sinceramente trovo difficile credere che una donna anziana possa fare una cosa del genere a due uomini"

Remake pedissequo dello spagnolo [Rec] (2007) ad opera della Vertigo Entertainment del produttore Roy Lee, il quale dopo aver razziato idee dall’oriente, realizzando rifacimenti tipo The Grudge (2004), Dark Water (2005), La Casa sul Lago del Tempo  (2006), The Echo (2008), The Eye (2008), Shutter (2008) e The Uninvited (2009), passa all’Europa gettando un occhio sul cinema horror spagnolo che attualmente sta vivendo il suo personale momento di gloria. Il film del 2007 di Balaguerò e Plaza non metteva in campo nulla di sostanzialmente originale, recuperando la moda attuale del reality-horror con telecamera a mano, annessi e connessi, però il risultato era pregevole ed il ritorno di soldi al botteghino sembra aver confermato il positivo impatto sul pubblico di appassionati. Positivo al punto che non solo al film del 2007 è seguito un [Rec]2 (2009) ma a questo seguono [Rec] Genesis (2011) e [Rec] Apocalypse (2012), la qual cosa, almeno a livello di nomi, ricorda un po’ i fattacci della Umbrella Corp. di residenteviliana memoria, ma chissà. Quando ci si appresta a vedere un remake realizzato dopo così poco tempo dalla diffusione dell’originale il timore che l’impatto della seconda pellicola sia minimale è più una certezza che un’ipotesi. D’altronde i fratelli Dowdle, uno alla regia ed entrambi alla sceneggiatura, hanno apportato quel minimo di modifiche atte a rendere appetibile il film. La pellicola di fatto sulle prime appare identica all’originale, sia relativamente alle dinamiche fra i personaggi, sia relativamente alle location e alle situazioni. Quarantena replica perfettamente sequenze e scene clou (remake 'shot-for-shot', come si dice in gergo) il che in effetti attenua molto il fear factor della pellicola per coloro che hanno già visto il film spagnolo. Nato con l’intento di diffondere in USA una storia che in USA non aveva avuto diffusione, Quarantena recupera quindi nomi dei protagonisti e situazioni ma riesce anche propinare qualcosa di nuovo. Il sostanziale cambiamento è relativo al finale, cioè allo spiegone rispetto alla diffusione del virus fra i condomini. Mentre nel film di Balaguerò e Plaza si proponeva un improbabile sottotesto di possessione demoniaca e di un prete folle che teneva segregata una ragazza il cui corpo era occupato dal Maligno, la versione americana propende per un più plausibile contagio legato ad una setta religiosa che vorrebbe dar via all’apocalisse diffondendo un virus letale che, come si può ben vedere, trasforma le persone in zombie rabbiosi. Più chiaro anche il fatto di come le autorità sapessero quale condominio mettere in quarantena, prima ancora che gli infetti uscissero dal condominio stesso. Nel film spagnolo la dinamica non era chiara, qui, invece, un veterinario (il Greg Germann antipatico collega di Ally McBeal nell’omonima serie televisiva) aveva allertato le autorità che quindi giungono sul posto. Aumentato anche il blocco iniziale in cui si inquadrano i quattro protagonisti (presentatrice, cameraman e i due pompieri). La scelta di sostituire una mdp digitale con una videocamera da 35mm ha i suoi pro e i suoi contro: da una parte l’immagine ci guadagna in qualità e stabilità, d’altra parte si perde un po’ l’effetto reality; garantite comunque le sequenze di shaky-cam, quelle che, per intenderci, hanno effetto emetico. Inserita anche una simpatica situazione metafilmica di quelle che piacciono ai post-modernisti in cui un contagiato viene ucciso a colpi di telecamera. Brava e bella Jennifer Carpenter, già vista in The Exorcism of Emily Rose (2005) e nel serial Dexter; da segnalare, nei panni di uno dei due pompieri protagonisti, il Jay Hernandez di Hostel (2005). Nel complesso quindi il remake funziona, perché tecnicamente ben fatto, più splatter (si noti la scena in cui Johnathon Schaech cammina con la gamba spaccata da cui fuoriesce l’osso) e capace di regalare qualche brivido anche a chi avesse visto l’originale. Rimane il dubbio (che non si dissipa) dell’utilità, a prescindere da quella commerciale, del remake shot-for-shot di un film moderno già a propria volta ben realizzato e funzionale. Manco a dirlo l'utilità è solo di tipo commerciale.

Seguito da Quaratine 2: The Terminal (2010)

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 12 milioni di dollari.

Diversamente dalla maggior parte dei film USA, Quarantine non ha score musicale.

Il cane che compare nel film ha già “recitato” in un episodio (Stagione 3, ep. 4) della serie Dog Whisperer with Cesar Millan (2004).

Lawrence sostiene nel film che l’unico modo certo di provare che un essere vivente è stato infettato dalla rabbia è compiere una biopsia cerebrale, poiché un esame ematico non basta. Benché in effetti l’analisi di un campione cerebrale dissipi qualsiasi dubbio, la rabbia può essere rilevata anche analizzando la saliva, l’urina o il fluido cerebrospinale.

Alla fine dei credits si sente il suono della telecamera che si spegne.

Il film non ha credits iniziali.

Verso la fine del film i due protagonisti arrivano nell’attico in cui viene svelato l’arcano relativo alla diffusione della malattia virulenta: la setta di pazzi, etc. I due trovano un registratore con inciso un messaggio che si sente a velocità rallentata. Se messo alla giusta velocità, la voce registrata recita (tradotto): “Sembra che la diffusione sia impossibile da contenere. Novembre (7?), qualcosa d’inaspettato è successo. I nostri fratelli nella parte orientale vengono sospettati…”. Di fatto la registrazione, per come è fatta sentire nel film, è incomprensibile. La cosa ovviamente è voluta ed è probabilmente uno scherzo relativo alla tendenza di tanti horror, fra i quali [Rec], di far saltare fuori dal nulla un registratore o similia che spiega l’origine del virus, della maledizione, del problema, etc.

eXXagon fecit MMXI