TRAMA

In Louisiana, in un bordello gestito da Miss Hattie, una nuova prostituta viene scacciata via perché non vuole soggiacere ai desideri di Buck (un giovanissimo Englund). Trova rifugio in un motel poco lontano, lo Starlight Motel. Questo è gestito da Judd, uno strano vecchio con una gamba di legno; un vero pazzo a dire il vero che tiene nello stagno a fianco a casa un coccodrillo africano. Non appena Judd si accorgerà che la ragazza è una prostituta cercherà di violentarla e dopo una breve collutazione la ucciderà con un rastrello (o almeno così mi è sembrato) per poi darla in pasto al suo bestione. Al motel, nella stessa notte, arrivano diversi ospiti per diversi motivi e tutti si troveranno in balia della follia del vecchio Judd.


QUEL MOTEL VICINO ALLA PALUDE
(titolo or.: Eaten Alive - USA - 1976 - 88min - Colore)

di Tobe Hooper

GENERE
HORROR
IN BREVE
Dopo il suo primo successone Hooper ci riprova con un tocco in più di slash
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Quel motel vicino alla palude (che come potete leggere sotto ha parecchi titoli originali, anche se i più quotati sono i primi due), segue nella carriera di Hooper dopo il successone di Non aprite quella porta (1974). Il regista cambia i luoghi (dal Texas alla Louisiana) e pure i toni rispetto alla sua precedente opera. In effetti questo secondo film vive di ritmi altalenanti e se riesca ad avere un certo gusto stilistico, pecca di suspence ed inventiva. E' sicuramente notevole (probabilmente la cosa più riuscita) l'atmosfera in cui si svolgono i fatti, Hopper è riuscito a fondere alla perfezione le suggestioni del cinema gotico con i colori saturi di un certo glamour anni '70. E' impossibile non notare la predominanza del rosso in tutta l'ambientazione della pellicola, anche dove non dovrebbe naturalmente esserci. La presenza aggiunta di qualche scena di nudo (non integrale) aggiunge l'appeal giusto per attirare il pubblico del circuito grindhouse, dove in effetti il film è circolato. Rispetto al suo primo film, Hooper in questo è più esplicito sul sangue (mentre nel primo era più intuito) e su un certo umorismo nero, sottolineato anche dalle incessanti musiche country trasmesse dalla radio. Il regista ha anche usato abilmente gli spazi riuscendo a creare parecchio movimento in un ambiente decisamente claustrofobico. Nonostante tutto ciò il film è spesso troppo lento, i momenti di tensione non sono così ben inseriti e quindi di tensione se ne percepisce poca, le musiche (curate dallo stesso Hooper insieme a Wayne Bell) non mi sembra che riescano a sottolineare bene i momenti migliori del film. Questo Motel vicino alla palude è sicuramente un'opera notevole nel panorama del cinema indipendente degli anni '70 e si riesce a distinguere da altre opere banali proprio per le accortezze stilistiche (ripeto, le luci), eppure il desiderio di bissare il successo del film precedente, tramite una tematica simile, mi sembra troppo marcato nella pellicola; sicuramente di più rispetto alla critica sociale che alcuni hanno colto nel film. Mereghetti, che giustamente elogia il film per i suoi rimandi e citazioni (Psycho, Peter Pan, etc...), ne parla anche come di "una strizzatina d'occhio al Tennessee Williams che descriveva la decadenza del Sud e al mito del cowboy macho"; prima ancora scrive "dietro cui si può leggere tutta la patologia dell'America contemporanea, vista come una società malata e violenta". Questa mi sembra una rilettura molto forte di gusto politico (c'è a chi piace tanto questa roba...) che trova corrispondenza solamente nella figura del marito Roy che dà giù di matto per le continue lamentele della moglie. Probabilmente Mereghetti sa qualcosa che io non so (forse ha letto qualcosa scritta dallo stesso regista), in futuro mi informerò; fino ad allora mi riservo di non essermi fatto stregare da questo film.

Conosciuto anche come: Death Trap (UK), Horror Hotel, Horror Hotel Massacre, Legend of the Bayou, Murder on the Bayou, Starlight Slaughter.