TRAMA

Lucy (Catriona MacColl) suo marito Norman Boyle (Paolo Malco) e il piccolo figlio Bob (Giovanni Frezza) vanno ad abitare in una villa nei pressi di Boston. Bob non è contento anche perché una bambina in una foto gli ha detto di non andare. In quella casa il precedente proprietario, tale Petersen, è morto e Norman deve indagare su quel fatto. Si viene a scoprire che prima di Petersen la casa apparteneva ad un misterioso dottor Freudstein che faceva strani esperimenti nello scantinato.

 


QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO
Italia - 1981 - 87' - Colore

di Lucio Fulci

GENERE
HORROR
IN BREVE
Probabilmente il miglior Fulci di sempre e sicuramente uno dei migliori horror italiani.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ann, mamma dice che non sei morta, è vero? Ann, sei qui?"

Quando si parla di Lucio Fulci come di un maestro, non lo si dice solo per incensare un regista passato a miglior vita o mossi da appassionato aprioristico revisionismo di pellicole di genere. Fulci era un vero maestro del cinema di paura, al pari di Argento e di Freda e, come loro, più volte ha prodotto pellicole di questionabile qualità. Nella sua carriera ondivaga ha però regalato al pubblico film di indubbio valore come Non si Sevizia una Paperino (1972), Sette Note in Nero (1977), ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà (1981) e altri che rimangono nel cuore dell'appassionato di horror (Lo squartatore di New York (1982) Luca il contrabbandiere (1980), Quando Alice ruppe lo specchio (1988). Quella villa accanto al cimitero è uno dei film che, senza timore di smentita, rappresenta un fiore all'occhiello della produzione horror italica, una pellicola che intreccia con equilibrio (cosa non sempre riuscita a Fulci) il gusto per l'immagine scioccante, l'aldilà come dimensione intersecante la nostra, l'infanzia, la fiaba, tutte temi portanti nell'opera fulciana. Il film segue a passo svelto ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà (1981) e conclude la "Trilogia della Morte" inaugurata da Fulci con Paura nella città dei morti viventi (1980), non uno dei miei film preferito ma altra pellicola innegabilmente interessante. Quello che inizialmente doveva essere chiamato "La Notte dell'Inferno" e che solo successivamente, durante la lavorazione, verrà rititolato Quella villa accanto al cimitero, trae il suo principale spunto dal breve romanzo "Il Giro di Vite" (1898) di Henry James ma non sono troppo nascosti i riferimenti ad Edgar Allan Poe e le atmosfere lovecraftiane. L'ultimo dei film di Fulci sui morti viventi e sulla dimensione "altra", perché di questi si tratta nella suddetta trilogia, è notevolmente elegante, molto di più rispetto alle due pellicole precedenti. Si può pensare al plot del film come ad una banale storia di una famiglia che si trasferisce in una casa "sbagliata" (si veda Ballata Macabra, 1976 e Amityville Horror, 1979) ma lo stile con cui è realizzato il film e soprattutto il suo finale lo pongono più fra il novero delle fiabe nere. A differenza di altri lavori fulciani più confusi o, se non altro, tendenti all'accumulo visivo, Quella villa accanto al cimitero prende il suo tempo per raccontare una storia che progredisce con ordine, presentando i personaggi, ma senza momenti morti; infatti già una delle prime sequenze, quella della foto con la bambina, è da brividi. Il film prosegue con un uso sapiente di grandangoli, primipiani e controcampi, con una fotografia che utilizza principalmente luci naturali e toni desaturati, il tutto mirato a creare un'atmosfera sinistra e irreale, preludio di quel mistero d'oltretomba che si nasconde nelle fondamenta della casa. La suspance del film è continua e sottile, lo splatter non prevale sulla storia ma ne è al servizio: la poetica di Fulci è al suo massimo, il controllo sull'opera è assoluta, i particolari sono di pregio (musica di Rizzati e SFX di Giannetto De Rossi compresi). E tutto questo, duclis in fundo, esita in un finale che ha un ritmo incredibile e allo stesso tempo increbilmente nichilistico. Magistrale la scena del piccolo Bob chiuso in cantina con il padre che tenta di aprire la porta con un'ascia rischiando di spaccare la testa del figlio, terrificante l'entrata in scena del lento ed inesorabile Dott. Freudstein (ok, il nome è un po' così), raccapricciante il suo pianto infantile e imprevedibile la sequenza che pone fine alle vicissitudini della storia. E' difficile che un appassionato di horror non rimanga piacevolmente colpito da questo film che ha la capacità di creare terrore genuino, di non rinunciare al sangue ma di farne meteria narrativa e di non perdere il filo del discorso. L'unico neo forse il cast, composto da attori non tutti di primissima qualità. Quella villa accanto al cimitero rimane il punto più alto della produzione fulciana e comunque uno degli esempio più fulgidi di buon cinema horror di casa nostra. Da acquistare.

Noto all'estero come: La maison près du cimetière (Francia), A Casa dos Mortos Vivos o A Casa do Cemitério (Brasile), Aquella casa al lado del cementerio (Spagna), Das Haus an der Friedhofsmauer (Germania), The House by the Cemetery (USA e UK), Het huis bij het kerkhof (Olanda), Huset på kyrkogården (Svezia), La casa cercana al cementerio (Argentina), Slagtehuset ved kirkegården (Danimarca).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato filmato fra l'11 marzo 1981 e il 9 aprile dello stesso anno. Queste le location: Boston e Concord in Massachusetts. Gli esterni della villa erano quelli della Ellis Estate House - 709 Country Way, Scituate (Massachusetts); la villa, in verità una scuola per ragazzi disabili. Incir De Paolis Studios (Roma). New York City.

Nel film La Casa dei 1000 Corpi (2003), l'aspetto del Dottor Satana è stato ispirato al Freudstein di questo film.

Nel film Voodoo Curse: Legba's Rache (2009) il nome del dott. Freudstein è un chiaro omaggio al film di Fulci.

In una delle prime versioni del film distribuite in USA in VHS vi fu un errore di riversamento per cui le diverse pizze del film fuorono utilizzate in modo disordinato sicché il film risultava assolutamente incomprensibile.

Il piccolo Giovanni Frezza, dopo un periodo al cinema in questo e altri film horror (Manhattan Baby, 1982; La casa con la scala nel buio, 1983; Demoni, 1985) ha abbandonato i set. E' diventato cintura nera di Kung Fu, si è preso una laurea in fisica, si è sposato e ha fatto tre figli. Adesso lavora come marketing manager per una multinazionale.

La frase finale del film "Nessuno saprà mai se i bambini sono mostri o i mostri bambini" (in ing: "No one will ever know whether the children are monsters or the monsters are children") non è una frase di Henry James ma dello stesso Lucio Fulci.

Catriona MacColl, nella scena in cui viene trascinata giù dalle scale, finì per sbattere davvero il volto contro i gradini.

L'apparizione degli occhi del dott. Freudstein, il morso del pipistrello, la creatura che piange nei sotterranei, sono tutte cose che riportano a Suspiria (1977) di Argento.

La scena in cui Norman Boyle ascolta la registrazione di Peterson, e questo è legato allo scatenarsi di qualcosa di terribile (che poi è in cantina) anticipa o casualmente si ritrova ne La Casa (1981).

Fulci appare nel film nei panni del professor Miller.

La villa del film è la Ellis Estate a Scituate (MA), la stessa casa nella quale verrà girato La Casa 3: Ghosthouse (1988).

Il titolo del film gioca come un richiamo al film di Hopper Eaten Alive, distribuito in Italia come Quel motel vicino alla palude (1977).

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