La Frase dal Film:
"(il vino) ... rende più facile l'attesa"
"L'attesa, ha detto?" "Si è
sempre in attesa di qualcosa: l'amore, la gloria, il dolore,
la gioia, la morte, oppure...me"
Alfonso Brescia è passato alla storia
del cinema italiano per le sue regie dei film con protagonista
Mario Merola (Il Mammasantissima, 1979; Zappatore,
1980; Carcerato, 1981), ma nel decennio '70 si
potè cimentare col giallo, con risultati non proprio
esaltanti. Nel film in questione andò a recuperare
il Robert Hoffmann di Spasmo (1974)
e lo mise a cavallo di questo plot che vede al centro un
fattaccio legato all'assicurazione ma che poi si rivela
essere tutta una vendetta privata in un finalone da manuale
con il colpevole che sciorina il movente in un soliloquio
di fronte ad un quadro. Mah. Il solito giallo che se non
ricordate i nomi dei protagonisti fate un gran casino, intricata
e molto poco verosimile la soluzione. Qualche scena di sangue
ma soprattutto qualche bellezza da grande schermo, tengono
viva l'attenzione. Da segnalare assolutamente Pilar Velasquez
(a sinsitra), di una bellezza rara ...da lasciare secco,
come direbbe il vecchio Holden Caulfield. Nel cast è
presente anche Adolfo Celi e Philippe Leroy, in un ruolo
che svaluta le capacità di entrambi. Giallo poco
ispirato, dunque, che ha qualche momento di stile ma moltissimi
altri momenti di noia, sottolineati dai soliti ultra-primipiani
dermatologici: se conoscete il giallo all'italiana sapete
di cosa sto parlando. L'appassionato potrebbe trarne qualche
diletto, chi si vuole addentrare la prima volta nel genere
giallo all'italiana non cominci assolutamente da questo
film di Brescia. Comunque non è sconsigliato in assoluto.
Per una volta il titolo del film rispecchia qualcosa che
si vede realmente nel film; accade raramente nei gialli.
Noto all'estero come: Joven de buena
familia sospechosa de asesinato (Spagna), Naked
Girl Killed in the Park (UK), That Cursed House
Close to the Mushroom Belt (USA), Nakent offer (Norvegia).