TRAMA

Dopo aver tentato di suicidarsi, Samantha (Sara Downing) finisce in un istituto psichiatrico diretto dal dottor Winslow (Ron Perlman). Samantha, che in verità è una giornalista d'assalto, scopre che l'ospedale è invaso da topi mutati geneticamente.


RATS
titolo or.: Rats - USA - 2001 - 92min - Colore

di Tibor Takács

GENERE
HORROR
IN BREVE
I topi di Takacs, realizzati col Commodore 64, non fanno paura a nessuno. Animal horror scadente.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Nemmeno quando mi drogavo ho visto bestie spaventose come quelle"

Fiacco tentativo di rispolverare l'idea dei ratti killer, quando già c'avevano provato Mattei (Rats: Notte di terrore, 1983), Lafia (The rats: il mostro che uccide, 2002) e Lühdorff (Minaccia sotterranea, 2001) con risultati non esaltanti. Sarà che il topo è un animale che non rende troppo come killer cinematografico, anche se per aspetto ed abitudini stimola a pensare al peggio. Takacs struttura il film prendendo troppe scorciatoie che vorrebbero grossolanamente produrre inquietudine a priori, come ad esempio la scelta di girare il tutto in una clinica psichiatrica alla quale però lui stesso non riesce a dare la giusta atmosfera. Il manicomio di Takacs è una sorta di distaccamento della clinica vista in Ragazze Interrotte (1999), con donne border, psicotiche ed altro ma privo di degenti davvero inquietanti o di una scenografia che sappia rispecchiare il disagio mentale delle pazienti. L'idea della giornalista d'assalto che si fa rinchiudere e poi, non venendo creduta sana, non può più uscire è bislacca e al contempo poco originale. A gestire la clinica il bravo Ron Perlman il quale, poco chiaramente, finisce in questa produzione sgangherata ma da valido professionista cerca di dare il meglio. Inutilmente. La storia di base vede i soliti animali geneticamente modificati che, come escamotage fantascientifico, è qualcosa di derivativo all'ennesima potenza. La cosa più triste però sono proprio i ratti, realizzati in grafica digitale di livello da Commodore 64 e quindi molto poco minacciosi; men che meno sinistro un rattone chiatto che la fa da padrone nelle solite tubature dell'aria condizionata. L'impianto televisivo di Rats e il suo divenire zeppo di prevedibilità non aiutano di certo e lo splatter canonico proposto non vale la pena di essere ricordato. Fra i tanti animal-horror prodotti, questo film di Takack non vale certo una seconda visione e, per me, neppure una prima. Sconsigliato.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato a Sofia (Bulgaria).

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.

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