La Frase dal Film:
"13 Febbraio. E' finita, sono stanca, la vita non
ha più senso"
Noto anche come Ecologia del delitto,
ottimo film di Mario Bava che si destreggia fra le mille
difficoltà di un budget limitato e tira fuori dal
cilindro questo giallo thriller a tinte fortissime che avrà
più di un imitatore all'estero, fra i quali il più
noto è Venerdì 13.
Il film di Bava mette in scena una carneficina che avviene
poiché gli uomini, i protagonisti, sbagliano, si
comportano male e meritano, dunque, la fine che gli attende.
Il titolo con cui uscì il film nelle sale, appunto
Ecologia del delitto, sta a sottolineare proprio
quella dinamica: un ordine "naturale" secondo
cui il male viene annichilito dal male. Siamo molto lontani
dal glam di 5
bambole per la luna d'agosto o di Sei
donne per l'assassino, qui si uccide davvero, con ferocia
e brutalità. Benché Bava parta dai presupposti
del giallo all'italiana, mantenedo anche alcuni clichées
tipici dell'epoca (lo score freakkettone, la pubblicità
al J&B, una trama essenzialmente mystery), Reazione
a Catena risulta subito un outsider del genere a motivo
del suo contenuto gore. E' indubitabile che questo film
possa essere considerato un proto-slasher e che abbia ispirato
molti slasher successivi. Come scrivevo poco sopra, basta
pensare a Venerdì 13 in special modo al Part 2 (L'assassino
ti siede accanto, 1981) per notare la similitudine fra
le morti dei "copulanti". Ma anche nel primo Venerdì
13, la signora Voorhees indossava un golfino identico
a quello indossato dal pescatore del film di Bava; senza
dimenticare il parallelismo fra le locations, nel caso di
Reazione a catena la baia ed in Venerdì 13
il Crystal Lake. Non si tratta di plagi ma di dovute citazioni
cinefile da parte dei registi che riconoscono all'opera
di Bava la sua importanza. Alcuni momenti del film di Bava
sono notevoli, come il polipo che si muove sul volto del
cadavere, la "marassata" sul volto di un comprimario
(come la scure in pieno volto di Friday the 13th),
ed il finale beffardo, che evito di svelare, in cui compare
una giovanissima Nicoletta Elmi (bimba sinistra di molti
horror fra cui Profondo Rosso)
in compagnia di Renato Cestié (nel film figlio di
Renata e Alberto) che chiudono la pellicola dicendo "Come
giocano bene a fare i morti"; nell'edizione titolata
Ecologia del delitto, di cui esiste una copia in
35mm, i bambini invece concludevano dicendo "Così
imparano a fare i cattivi!", sottolineando la
"regola di natura" di cui scrivevo sopra. Bava
rivela ancora una volta il suo umorismo macabro ed il suo
talento nel dipingere un bloodbath (bagno di sangue) quando
ancora in Italia lo splatter era un genere in fieri.
Da vedere, in particolar modo mi riferisco ai ragazzini
che credono che l'Italia del cinema horror sia sempre stata
in secondo piano rispetto all'horror USA.
Noto all'estero come: Bloodbath
(UK - inserito nei video nasties), La Baie Sanglante
(Francia), Before the fact-ecology of the crime
o Twitch of the death nerve o Carnage
o Bay of blood o Last house on the left part 2
(USA).