TRAMA

Viene assassinata un'attempata contessa paralitica, impiccata da "un famigliare" a sua volta subito eliminato da un misterioso killer. Queste due morti saranno le prime due di una lunga serie. Parenti avidi, poveri cristi e semplici turisti cadranno come mosche gli uni sotto i colpi degli altri.

 


REAZIONE A CATENA
(ITALIA - 1971 - 90min - Colore)

di Mario Bava

GENERE
ITALIAN GIALLO - SPLATTER
IN BREVE
Uno slasher ante litteram, ecco com'è nato Venerdì 13
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "13 Febbraio. E' finita, sono stanca, la vita non ha più senso"

Noto anche come Ecologia del delitto, ottimo film di Mario Bava che si destreggia fra le mille difficoltà di un budget limitato e tira fuori dal cilindro questo giallo thriller a tinte fortissime che avrà più di un imitatore all'estero, fra i quali il più noto è Venerdì 13. Il film di Bava mette in scena una carneficina che avviene poiché gli uomini, i protagonisti, sbagliano, si comportano male e meritano, dunque, la fine che gli attende. Il titolo con cui uscì il film nelle sale, appunto Ecologia del delitto, sta a sottolineare proprio quella dinamica: un ordine "naturale" secondo cui il male viene annichilito dal male. Siamo molto lontani dal glam di 5 bambole per la luna d'agosto o di Sei donne per l'assassino, qui si uccide davvero, con ferocia e brutalità. Benché Bava parta dai presupposti del giallo all'italiana, mantenedo anche alcuni clichées tipici dell'epoca (lo score freakkettone, la pubblicità al J&B, una trama essenzialmente mystery), Reazione a Catena risulta subito un outsider del genere a motivo del suo contenuto gore. E' indubitabile che questo film possa essere considerato un proto-slasher e che abbia ispirato molti slasher successivi. Come scrivevo poco sopra, basta pensare a Venerdì 13 in special modo al Part 2 (L'assassino ti siede accanto, 1981) per notare la similitudine fra le morti dei "copulanti". Ma anche nel primo Venerdì 13, la signora Voorhees indossava un golfino identico a quello indossato dal pescatore del film di Bava; senza dimenticare il parallelismo fra le locations, nel caso di Reazione a catena la baia ed in Venerdì 13 il Crystal Lake. Non si tratta di plagi ma di dovute citazioni cinefile da parte dei registi che riconoscono all'opera di Bava la sua importanza. Alcuni momenti del film di Bava sono notevoli, come il polipo che si muove sul volto del cadavere, la "marassata" sul volto di un comprimario (come la scure in pieno volto di Friday the 13th), ed il finale beffardo, che evito di svelare, in cui compare una giovanissima Nicoletta Elmi (bimba sinistra di molti horror fra cui Profondo Rosso) in compagnia di Renato Cestié (nel film figlio di Renata e Alberto) che chiudono la pellicola dicendo "Come giocano bene a fare i morti"; nell'edizione titolata Ecologia del delitto, di cui esiste una copia in 35mm, i bambini invece concludevano dicendo "Così imparano a fare i cattivi!", sottolineando la "regola di natura" di cui scrivevo sopra. Bava rivela ancora una volta il suo umorismo macabro ed il suo talento nel dipingere un bloodbath (bagno di sangue) quando ancora in Italia lo splatter era un genere in fieri. Da vedere, in particolar modo mi riferisco ai ragazzini che credono che l'Italia del cinema horror sia sempre stata in secondo piano rispetto all'horror USA.

Noto all'estero come: Bloodbath (UK - inserito nei video nasties), La Baie Sanglante (Francia), Before the fact-ecology of the crime o Twitch of the death nerve o Carnage o Bay of blood o Last house on the left part 2 (USA).