TRAMA

La giovane telereporter Angela (Manuela Velasco) e il cameraman Pablo stanno girando una trasmissione reality sul lavoro dei pompieri. Quando i vigili del fuoco verranno chiamati a risolvere un problema in una palazzina, con loro andranno anche Angela e Pablo. Il guaio sembra essere di semplice soluzione: una donna un po' matta va portata in ospedale ma le cose smettono di essere semplici quando la stessa donna morde un poliziotto e le autorità, temendo il diffondersi di un'epidemia, sigillano il condominio e tutte le persone che vivono in esso, compresi Angela e Pablo, i quali, telecamera alla mano, decidono di continuare a documentare la tragedia.


[REC]
titolo or.: [REC] - Spagna - 2007 - 85min - Colore

di Jaume Balagueró e Paco Plaza

GENERE
HORROR
IN BREVE
Nulla di nuovo sotto il sole ma il film ottiene comunque un forte impatto e stimola qualche riflessione.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non ha che la tonsillite..." "Tonsillite un cazzo!"

Nonostante il modello cinematografico di The Blair Witch Project (1999) sia stato da più parti criticato, e per l'intrinseca anticinematograficità (cioé "lo so fare anche io"... ma "non l'hai fatto" aggiungo io) e per l'effetto emetico sul pubblico delle riprese effettuate a mano, questo non toglie che tale modello abbia riscosso successo e si sia dimostrato assai seminale. E' altresì interessante notare come il successo ed il potenziale orrorifico di queste pellicole si basi sul principio della sospensione della critica, cioé sul patto implicito fra opera e spettatore per il quale il primo si presenta come "vero documento" ed il secondo fa finta di crederci, ed in questo è aiutato proprio dalla tecnica di ripresa a mano, l'unico modo di gestire una videocamera che possa risultare familiare allo spettatore medio. Fra riprese sballate, tremolanti e frettolose, fra ambienti "naturali" del tutto diversi dai curatissimi set cinematografici, l'orrore si palesa in una forma genuina di facile identificazione perché potenzialmente nota allo spettatore che infatti ha la galvanizzante sensazione di "poterlo fare anche lui". E' lo stesso principio che governa il successo del porno amatoriale rispetto al "vecchio" porno patinato; benché spesso affatto amatoriali, le immagini sessuali girate alla bene e meglio con ragazzotte che avremmo potuto incontrare al supermercato sono più simili alla nostra esperienza di vita (o lo potrebbero essere potenzialmente), mentre, ad esempio, Jenna Jameson appare un modello quasi irreale nella sua irraggiungibilità. Questa quindi la forza dei "first person camera films", se così vogliamo chiamarli, questo il motivo per cui, fra molteplici critiche, fioriscono comunque tali pellicole che hanno fatto tesoro della lezione impartita anni or sono da Cannibal Holocaust (1979). Rec di Plaza (Second Name, 2002) e Balaguerò (Nameless, 1999; Darkness, 2002; Fragile, 2005) non cresce quindi sul terreno dell'originalità e sceglie un percorso che bene o male, ultimamanete, ha dimostrato di garantire un certo ritorno di pubblico (Cloverfield, 2007, docet). Inoltre ciò che il film propone in nuce è un horror-zombi (o meglio zombi-virus), ed è interessante far notare che, nel medesimo anno, anche Romero ha scelto di dare al suo quinto film sui morti viventi (Diary of the Dead) l'impostazione "first person camera". A partire da un'indiscutibile derivatività, Rec riesce comunque ad avere l'aspetto di un'opera fresca e genuinamente inquietante, penetrando sotto pelle in modo più originale di quanto il film stesso sia; ed il pubblico infatti ha gradito a livello tale che negli USA hanno alzato le antenne e ne hanno fatto un remake intitolato Quarantine (2008). Rec sfrutta in modo intelligente ambienti banali e personaggi normali, senza sforzarsi di dare uno spessore psicologico ai protagonisti; a ben riflettere in una situazione del genere nessuno si preoccuperebbe di studiare le persone. Le vittime nel film, seguendo una tradizione cinica più Europea che Americana, sono di ogni tipo, senza che vi sia un irreale pietismo verso bambini o donne e senza che vi siano protagoniti invulnerabili alla minaccia. La paura viene dalla reazione convulsa dei vivi più che dal terribile aspetto dei morti, gli SFX fanno uso della cara vecchia prostetica senza incursioni nel digitale che avrebbe tolto forza al realismo di ciò che viene descritto. I due registi progrediscono nel racconto passando da un incipit soporifero al ritmo più forsennato senza che la tensione debba subire dei cali nel prosieguo. Come ci si può aspettare dalla ripresa con handycam, i pianisequenza sono molto lunghi e non sempre riescono ad inquadrare con precisione il motivo che spinge i protagonisti al terrore, lasciando allo spettore il lavoro in-grato di intuire la minaccia e metterci il proprio personale terrore. L'assenza di un qualsivoglia score musicale rende il tutto ancor più realistico. Il nucleo tematico del film, più che i temibili contagiati, è il valore che assume la volontà di documentare a tutti i costi la realtà. In effetti è più inverosimile che una persona la cui vita viene minacciata da dei morti viventi decida di tenere accesa una telecamera, che i morti viventi esistano davvero. Nell'era televisiva del reality show, Rec rappresenta l'estremizzazione del moto voyeuristico e documentaristico, che surclassa morte e vita. "Pablo riprendi tutto, porca puttana", l'ultima frase pronunciata nel film, è il manifesto programmatico non solo di Rec ma di un intero approccio "culturale" che pare aver preso piede nel momento in cui la tecnologia ha permesso a tutti, proprio tutti, di improvvisarsi musicisti, fotografi, registi ottenendo quei 15 minuti di notorietà vaticinati da Warhol. 15 minuti a qualsiasi costo che lasciano trasparire una profonda insoddisfazione per la comune vita per quella che è, almeno fintantoché il mondo, gurdandoci in uno schermo, non ci certificasse implicitamente che esistiamo e che la nostra vita ha un senso. Il film di Plaza e Balaguerò non passa inascoltato sui nervi dello spettatore, soprattutto se ci si concede una visione solitaria e, contemporaneamente all'intrattenimento, lascia sulla strada qualche riflessione sui modi e i mezzi della nostra società. Nulla di nuovo, nulla di profondissimo, ma neppure nulla di nulla. Consigliato.

Seguito da [REC] 2 (2009).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa un milione e mezzo di euro ed è stato girato a Barcellona, nella Rambla de Catalunya.

Il cameraman Pablo non viene mai filmato in volto.

Non ci sono titoli di testa.

Per il film non è stato costruito nessun set; è stato girato davvero in un condominio.

Nessun attore era stato avvertito che in una cercta scena sarebbe stato fatto cadere il corpo (finto) di un pompiere dalla tromba delle scale. Quindi la reazione di paura mostrata dagli attori non fu recitata ma assolutamente genuina.

eXXagon fecit MMVIII