TRAMA

Su una nave proveniente dal Brasile tutto l'equipaggio è stato massacrato. Il tenente Vincent D'Agosta (Tom Sizemore) indaga. Due casse della nave sono dirette alla biologa evoluzionista Margo Green (Penelope Ann Miller) che lavora al Museo di Scienze Naturali. Nelle casse c'è una rappresentazione del demone Kothoga più dei semi identificati come materiale genetico. Al museo vengono uccise delle persone alle quali viene tolto l'ipotalamo. Si pensa ad un serial killer ma la dottoressa crede sia altro, un mostro capace di assorbire il DNA delle prede che cattura. Un evento pubblico che si terrà al museo si trasforma in una caccia aperta in cui gli esseri umani sono la portata principale.

 


RELIC - L'Evoluzione del Terrore
titolo or.: The Relic - USA/UK/Germania/Giappone/Nuova Zelanda - 1996 - 110min - Colore

di Peter Hyams

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Una prima parte noiosa, una seconda d'intrattenimento non troppo originale. Troppe scene al buio. Così così.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Usare la superstizione per portare gente al museo è come usare ragazze seminude per maschere al balletto del Bolshoi" "Se lo facessero comincerei ad andare al balletto"

Il regista Peter Hyams iniziò la sua carriera con pellicole d'effetto ed originali (Capricorn One, 1978; Outland, 1981; 2010 l'anno del contatto, 1984) per poi approdare ad un'offerta molto più discutibile (Timecop, 1994; End of Days, 1999). Relic è uno dei prodotti di questo periodo, spinto produttivamente da Gale Ann Hurd, la moglie e finanziatrice di James Cameron. Da quest'ultimo e dal suo Aliens: scontro finale (1986) Hyams deve aver preso ispirazione per Relic che potrebbe appunto essere riassunto come "Alien al museo di storia naturale". La prima parte del film è noiosetta, con un sacco di disquisizioni parascientifiche e una collezione di indizi da raccogliere e di spaventi a buon mercato, tipo il gatto che o il barbone che esce di colpo fuori dal buio, corpi che cadono, e gente che si diverte a fare scherzi con scheletri umani. La seconda parte del film, con la manifestazione al museo e le scene nelle fondamenta dello stesso, creano molta più tensione e la pellicola funziona meglio; peccato che il regista, che cura anche la fotografia, opti per uno spaventoso abuso di buio che più di una volta rende incomprensibile l'azione... ma evidentemente aiuta molto bene a coprire i limiti effettistici che riguardano il mostro! All'apparire del Kothoga le cose si fanno più divertenti, dunque, ma in una maniera assai prevedibile e assolutamente risaputa secondo le leggi del monster-movie. Nondimeno l'intrattenimento è assicurato e, secondo tradizione, il tutto si risolve tramite una mega esplosione e tanto fuoco purificatore. Il Kothoga, creato dal grande effettista Stan Winston, non è questa perla di originalità e l'uso che si fa della CG, ai tempi esaltante, mostra oggi pesanti limiti; la creatura in fiamme che insegue la bella protagonista, insomma, è più divertente che ben realizzata. La cosa realmente nuova non è il mostro ma la scelta degli attori: Penelope Ann Miller non è la più classica delle eroine da horror e preferisco ricordarla nel ruolo della fragile Gail di Carlito's Way (1993) piuttosto che nei panni della inadeguata antropologa che pontifica su pseudoscientifici discorsi concernenti il DNA. Più appropriato Tom Sizemore, benché venga escluso nella battaglia finale dalla solita porta bloccata; legato al suo personaggio anche tutto un leitmotiv relativo alla superstizione che non è chiaro a cosa debba approdare (sì, ok, il Kothoga è mitico e allo stesso tempo scientifico, bla, bla). Da segnalare il personaggio della dottoressa Ann Cuthbert, interpretato da Linda Hunt, incredibilmente simile nell'aspetto a Edna Mode de Gli Incredibili (2004). Il film, che si costruisce come una macchina d'intrattenimento e convince più per alcuni particolari che nel complesso, non aggiunge nulla di nuovo al sottogenere ed evidentemente il flop che al tempo fece al botteghino si deve proprio alla sua natura derivativa. Comunque, come si suol dire, c'è di peggio e Relic può rappresentare una buona risorsa per una serata disimpegnata. Per chi ama i mostri poco illuminati.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 40 milioni di dollari e le scene al museo sono state filmate al Field Museum of Natural History (1400 S. Lake Shore Drive, Near South Side, Chicago, Illinois, USA).

Nel film viene citata la specie di rinoceronte Rhinocerus Megarhinos; non esiste nessuna specie con questo nome.

Era programmato che la premiere del film dovesse tenersi nell'agosto 1996 ma il lavoro di postproduzione relativo agli effetti speciali fece slittare la prima al 10 gennaio del 1997.

Il regista avrebbe voluto Harrison Ford nel ruolo del tenente D'Agosta.

Come in tutti i film di Peter Hyams, anche in questo compare un personaggio che si chiama Spota. E' un suo marchio di fabbrica.

Durante il lavoro di post produzione, la Paramount tenne sotto segreto l'aspetto della creatura creata da Stan Winston, così come aveva fatto per Jurassic Park (1993), a nessuno di coloro che lavoravano alla produzione del Kothoga venne permesso di parlarne ad esterni.

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