La Frase dal Film:
"Somewhere in the forbidding tundra mountains of Lapland, high above the arctic circle, a group of mining engineers were prospecting for copper. But what they unearthed was a story, a story that was to terrorize the whole world"*
Primo ed unico, fino ad ora (2008), monster movie danese. Non il massimo dell'originalità, dal momento che il film presenta non poche similitudini con Il Risveglio del dinosauro (1953), non ultimo il razzo sparato in bocca al drago come soluzione a tutti i problemi. Reptilicus è con tutta probabilità uno degli esseri preistorici più scarsi ad essere mai apparso su pellicola: goffo nei movimenti, rigido come fosse mosso da tubi di ferro, ridicolmente variabile nelle dimensioni (alcune volte è poco più grosso di una pianta e poi alto come una casa di sette piani), per non parlare della sua arma segreta che consiste in uno sbocco di acido che colpisce la telecamera colorando l'inquadratura di un verde pisello o fluorescente (a piacere). Tutti gli effetti speciali del film vanno dallo scarso al gravemente pietoso ma evidentemente poco contava per la ridente nazione danese che produceva il film, infatti appare chiaro che la pellicola è un pretesto per pubblicizzare le proprie potenzialità turistiche. Il clou del film infatti non è il mostro e la guerra senza quartiere che la marina e la fanteria gli scatenano contro, bensì una coloratissima carrellata d'immagini da pro loco dei bei luoghi che potreste vedere andandovi a fare una vacanzina in Danimarca. Bei luoghi e tante belle donne, ovviamente; e la mdp non manca di dimostrarvelo. La carrellata è accompagnata da un piacevole pezzo loung cantato da Birthe Wilke: "Tivoli Nights", ovvero le notti di Tivoli, dove Tivoli sta per il noto parco di Copenaghen. Tutto questo è una vera chicca, ma il film? Reptilicus è quello che è: scienziati che si interrogano, militari che si agitano, lanciafiamme, incrociatori, mine di profondità, panico per la strada con gente che corre (e ride! come quelli all'uscita del cinema in The Blob, 1958). Nel marasma più totale e nell'inconsistenza di attori e qualità tecniche, con Reptilicus l'amante del cinema di serie B (ma forse si può dire anche Z) è capaci di sperimentare qualche diletto masochistico. E dire che per questo film le due produzioni americane e danesi litigarono perché gli attori danesi, che si erano imparati le battute in inglese, vennero ridoppiati nella versione export per il mercato americano in quanto in USA il loro accento risultava ridicolo. Incidenti diplomatici di serie B. Io, freddo come un rettile, casso e ve ne sconsiglio la visione.
* Trad:"Da qualche parte nelle impenetrabili montagne della tundra lappone (?), molto al di sopra del circolo polare artico, un gruppo di tecnici di miniera sta facendo ricerche in cerca di rame. Ma ciò che essi dissotterrarono fu una storia, una storia che stava per terrorizzare il mondo intero"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Copenaghen (Danimarca) mentre alcuni esterni sono stati girate in Georgia (USA).
Alcune scene nella versione americana del film furono cancellate: si trattava di alcune sequenze che vedevano il reptilicus in volo; furono cancellate perché troppo brutte.
Sidney Pink, il soggettista Ib Melchior e alcuni degli attori di Reptilicus compaiono anche nel fanatscientifico Viaggio al settimo pianeta (Journey to the Seventh Planet, 1962), altro prodotto USA/Danimarca.
Sequenze di questo film vengono mostrati in una puntata del cartone animato South Park, episodio #704.
Molti degli elementi che compongono il soggetto di questo film sono stati tratti da un progetto, sempre scritto da Ib Melchior, che si sarebbe dovuto intitolare Volcano Monster.