La Frase dal Film:
"C'è un solo sistema con gli uomini, bisogna
trattarli come se non ce ne importasse un fico di loro.
Gliel'ho già detto più di una volta, ora vedo
che finalmente ha avuto la forza di darmi retta. Loro vogliono
soltanto una cosa e perché poi ci tengano tanto per
me è un mistero, ma è così, e più
una li fa sospirare e più sono contenti"
Spledido film che inaugura la trilogia
polanskiana dell'orrore vissuto negli appartamenti; gli
altri due film sono Rosemary's
Baby (1968) e L'inquilino
del 3° piano (1976) e personalmente credo anche
che il più famoso (quello del '68) sia anche il meno
riuscito. Repulsion può essere visto come
il corrispettivo di Polanski a Psycho
(1960), o comunque rientrare in quel contesto cinematografico.
A differenza del film di Hitchcock, la prospettiva psicopatologica
è ribaltata e la realtà del disturbo è
vista in soggettiva, ovvero con gli occhi del personaggio
principale, cioé Carol. Polanski si libera anche
delle implicazioni del thriller, così determinanti
nel film del '60, e massimizza la dimensione orrorifica
e drammatica. A differenza di Psycho, inoltre,
Repulsion termina senza spiegazioni psicanalitiche
lasciando allo spettatore il "compito" di interpretare
ciò che a visto e mettere insieme simboli ed elementi
che hanno invece una forte componente psicanalitica (tenendo
anche conto dell'influenza surrealista su questa pellicola).
A motivo di ciò, il film di Polanski risulta più
ostico soprattutto se si è sprovvisti di competenze
psicologiche, al di là del fatto che le scelte tecniche
di Polanski (lunghi silenzi, effetti sonori, ...) danno
come risultante un film più "arty" e quindi
meno mainstream di quanto potesse essere stato Psycho.
Ma veniamo ai simboli/sintomi percepiti da Carol, tenendo
ben presente che tali interpretazioni sono sì giuste
sul piano teorico, ma potrebbero essere forzose rispetto
a ciò che il regista stesso intendeva mettere in
scena. La "repulsione" del titolo si riferisce
chiaramente al sesso, e nella fattispecie all'impossibilità
di Carol di relazionarsi con il sesso, soprattutto quello
maschile. Repulsion è un film in cui il
sesso è molto presente, in maniera più o meno
velata, ma comunque sempre presentato in maniera negativa,
e chissà che questo non sia da mettere in relazione
con le disavventure che vivrà il regista negli anni
'70*. Se osservate tutti i protagonisti del film, nessuno
di essi vive il rapporto con l'altro sesso con serenità:
la donna anziana enuncia la frase sopra citata, il padrone
di casa cerca di stuprare Carol, Hélèn e il
suo uomo hanno un rapporto clandestino, gli amici di Colin
sembrano interessati solo a farsi più donne possibili,
la Collega di Carol piange perché è stata
maltrattata, e poi c'è Carol stessa. La giovane donna
vede i muri della casa creparsi e la struttura delle pareti
spaccarsi in maniera speculare alla frammentazione psicotica
del suo Io, in una deriva schizofrenica. Si ha l'impressione
di una sottostante omosessualità (o meglio lesbismo)
di Carol che vive come repulsivi i rapporti con gli uomini
ma che mostra i pochi momenti di benessere quando è
in compagnia delle donne (la sorella soprattutto, verso
la quale ha un attaccamento reggressivo di grande dipendenza).
Ma la sorella è "pienamente" etoresessuale
e gode del rapporto con il suo uomo (cosa che Carol vive
come minaccia rispetto all'attaccamento anaclitico con Hèlén),
non è un caso che la cartolina che spedisce a Carol
rappresenti un simbolo fallico, cosa che compromette ulteriormente
lo stato mentale della protagonista (notare che alla fine
del film si vede proprio quella cartolina ma stropicciata
da Carol). Il coniglio spellato fa pensare ad un feto morto,
la cui testa viene tenuta da Carol nella borsetta (simbolo
uterino): metafora ambivalente di maternità e morte
(la sessuofobia è, per estensione del concetto, negazione
di procreazione). Poi ci sono le allucinazioni di stupro,
con elemento persecutore esterno. Al di là delle
speculazioni psicanalitiche, di certo abbiamo il lavoro
tecnico di Polanski e del direttore alla fotografia Gilbert
Taylor, i quali, fondendo realtà e allucinazioni,
aumentano esponenzialmente il senso di paranoia (elemento
molto presente nel cinema di Polanski) e psicosi trame l'uso
di lunghi silenzi, di immagini distorte e del grandangolo
in modo da interpretare visivamente il disagio di Carol.
L'appartamento in cui tutto si svolge assume, grazie al
lavoro tecnico, la forma della coscienza della protagonista.
Ottimo l'uso degli effetti sonori alienanti e ripetitivi
che spesso si vanno a sostituire ai dialoghi: l'eliminazione
del sonoro e la sovrapposizione dell'incessante ticchettio
dell'orologio durante la scena di stupro aumenta grandemente
lo stato di disagio nello spettatore. Bravissima la Deneuve,
mai vista così convincente e bella. Il film, che
oramai ha i suoi anni, offre comunque uno spettacolo di
grande stile e momenti di vero terrore. Forse l'attenzione
di alcuni potrebbe essere messa alla prova dai silenzi,
da una certa lentezza e dal bianco e nero, data la preconcetta
intolleranza di certa parte del mainstream che reputa il
b/n come palloso: io non ne farei un vanto. Repulsion
è un bellissimo horror di grande drammaticità,
magari in parte criptico ma meritevole del vostro tempo.
Consigliato l'acquisto.
*- Polanski ebbe in USA
un rapporto sessuale con una tredicenne e fu condannato
in contumacia, è dal 1978 che non mette piede negli
States anche perché verrebbe arrestato all'istante.
Chiaramente gli Oscar che ha vinto non ha potuto ritirarli
di persona.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Nella sua autobiografia del 1984, Polanski
scrisse che questo film veniva considerato da lui e da Gérard
Brach (sceneggiatore) come un film commerciale che potesse
loro procurare abbastanza soldi per finanziare Cul-de-sac
(1966), film più personale e meno commerciale. In
quel film del 1966 una delle protagoniste sarà Françoise
Dorléac, la sorella maggiore della Deneuve (Chaterine
Deneuve ha preso il cognome dalla madre). Per inciso, Françoise
Dorléac morirà a 25 anni il 26 giugno 1967
in un incidente stradale a Nizza, incidente in cui, dopo
un ribaltamento, la sua macchina prese fuoco.
E' il primo film in cui viene rappresentato
(solo a livello sonoro) un orgasmo femminile che non sia
stato colpito dalla censura.
Il film costò circa 300.000 dollari
e fu girato fra il giugno e l'agosto 1964.
Orso d'Argento al Festival di Berlino del
1965, premio speciale della giuria.
Roman Polanski appare nei panni del suonatore
di cucchiai.