TRAMA

La giovane Carol (Chaterine Deneuve) lavora come manicouriste in un salone di bellezza londinese. Vive con la sorella Hélèn (Yvonne Furneaux) che intrattiene una relazione amorosa con un uomo sposato, Michael (Ian Hendry). Carol, che pure avrebbe la possibilità di avere un fidanzato (Colin / John Fraser), si chiude invece sempre di più in se stessa. Quando Hélèn e Michael andrannò via per una vacanza lasciando sola Carol, quest'ultima inizierà una progressiva discesa nella pazzia.

 

 


REPULSION
titolo or.: Repulsion - UK - 1965 - 104min - b/n

di Roman Polanski

GENERE
HORROR - DRAMA
IN BREVE
Bellissimo film con cui Polanski inaugura la sua trilogia dell'horrore che si vive negli appartamenti. Da vedere.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "C'è un solo sistema con gli uomini, bisogna trattarli come se non ce ne importasse un fico di loro. Gliel'ho già detto più di una volta, ora vedo che finalmente ha avuto la forza di darmi retta. Loro vogliono soltanto una cosa e perché poi ci tengano tanto per me è un mistero, ma è così, e più una li fa sospirare e più sono contenti"

Spledido film che inaugura la trilogia polanskiana dell'orrore vissuto negli appartamenti; gli altri due film sono Rosemary's Baby (1968) e L'inquilino del 3° piano (1976) e personalmente credo anche che il più famoso (quello del '68) sia anche il meno riuscito. Repulsion può essere visto come il corrispettivo di Polanski a Psycho (1960), o comunque rientrare in quel contesto cinematografico. A differenza del film di Hitchcock, la prospettiva psicopatologica è ribaltata e la realtà del disturbo è vista in soggettiva, ovvero con gli occhi del personaggio principale, cioé Carol. Polanski si libera anche delle implicazioni del thriller, così determinanti nel film del '60, e massimizza la dimensione orrorifica e drammatica. A differenza di Psycho, inoltre, Repulsion termina senza spiegazioni psicanalitiche lasciando allo spettatore il "compito" di interpretare ciò che a visto e mettere insieme simboli ed elementi che hanno invece una forte componente psicanalitica (tenendo anche conto dell'influenza surrealista su questa pellicola). A motivo di ciò, il film di Polanski risulta più ostico soprattutto se si è sprovvisti di competenze psicologiche, al di là del fatto che le scelte tecniche di Polanski (lunghi silenzi, effetti sonori, ...) danno come risultante un film più "arty" e quindi meno mainstream di quanto potesse essere stato Psycho. Ma veniamo ai simboli/sintomi percepiti da Carol, tenendo ben presente che tali interpretazioni sono sì giuste sul piano teorico, ma potrebbero essere forzose rispetto a ciò che il regista stesso intendeva mettere in scena. La "repulsione" del titolo si riferisce chiaramente al sesso, e nella fattispecie all'impossibilità di Carol di relazionarsi con il sesso, soprattutto quello maschile. Repulsion è un film in cui il sesso è molto presente, in maniera più o meno velata, ma comunque sempre presentato in maniera negativa, e chissà che questo non sia da mettere in relazione con le disavventure che vivrà il regista negli anni '70*. Se osservate tutti i protagonisti del film, nessuno di essi vive il rapporto con l'altro sesso con serenità: la donna anziana enuncia la frase sopra citata, il padrone di casa cerca di stuprare Carol, Hélèn e il suo uomo hanno un rapporto clandestino, gli amici di Colin sembrano interessati solo a farsi più donne possibili, la Collega di Carol piange perché è stata maltrattata, e poi c'è Carol stessa. La giovane donna vede i muri della casa creparsi e la struttura delle pareti spaccarsi in maniera speculare alla frammentazione psicotica del suo Io, in una deriva schizofrenica. Si ha l'impressione di una sottostante omosessualità (o meglio lesbismo) di Carol che vive come repulsivi i rapporti con gli uomini ma che mostra i pochi momenti di benessere quando è in compagnia delle donne (la sorella soprattutto, verso la quale ha un attaccamento reggressivo di grande dipendenza). Ma la sorella è "pienamente" etoresessuale e gode del rapporto con il suo uomo (cosa che Carol vive come minaccia rispetto all'attaccamento anaclitico con Hèlén), non è un caso che la cartolina che spedisce a Carol rappresenti un simbolo fallico, cosa che compromette ulteriormente lo stato mentale della protagonista (notare che alla fine del film si vede proprio quella cartolina ma stropicciata da Carol). Il coniglio spellato fa pensare ad un feto morto, la cui testa viene tenuta da Carol nella borsetta (simbolo uterino): metafora ambivalente di maternità e morte (la sessuofobia è, per estensione del concetto, negazione di procreazione). Poi ci sono le allucinazioni di stupro, con elemento persecutore esterno. Al di là delle speculazioni psicanalitiche, di certo abbiamo il lavoro tecnico di Polanski e del direttore alla fotografia Gilbert Taylor, i quali, fondendo realtà e allucinazioni, aumentano esponenzialmente il senso di paranoia (elemento molto presente nel cinema di Polanski) e psicosi trame l'uso di lunghi silenzi, di immagini distorte e del grandangolo in modo da interpretare visivamente il disagio di Carol. L'appartamento in cui tutto si svolge assume, grazie al lavoro tecnico, la forma della coscienza della protagonista. Ottimo l'uso degli effetti sonori alienanti e ripetitivi che spesso si vanno a sostituire ai dialoghi: l'eliminazione del sonoro e la sovrapposizione dell'incessante ticchettio dell'orologio durante la scena di stupro aumenta grandemente lo stato di disagio nello spettatore. Bravissima la Deneuve, mai vista così convincente e bella. Il film, che oramai ha i suoi anni, offre comunque uno spettacolo di grande stile e momenti di vero terrore. Forse l'attenzione di alcuni potrebbe essere messa alla prova dai silenzi, da una certa lentezza e dal bianco e nero, data la preconcetta intolleranza di certa parte del mainstream che reputa il b/n come palloso: io non ne farei un vanto. Repulsion è un bellissimo horror di grande drammaticità, magari in parte criptico ma meritevole del vostro tempo. Consigliato l'acquisto.

*- Polanski ebbe in USA un rapporto sessuale con una tredicenne e fu condannato in contumacia, è dal 1978 che non mette piede negli States anche perché verrebbe arrestato all'istante. Chiaramente gli Oscar che ha vinto non ha potuto ritirarli di persona.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Nella sua autobiografia del 1984, Polanski scrisse che questo film veniva considerato da lui e da Gérard Brach (sceneggiatore) come un film commerciale che potesse loro procurare abbastanza soldi per finanziare Cul-de-sac (1966), film più personale e meno commerciale. In quel film del 1966 una delle protagoniste sarà Françoise Dorléac, la sorella maggiore della Deneuve (Chaterine Deneuve ha preso il cognome dalla madre). Per inciso, Françoise Dorléac morirà a 25 anni il 26 giugno 1967 in un incidente stradale a Nizza, incidente in cui, dopo un ribaltamento, la sua macchina prese fuoco.

E' il primo film in cui viene rappresentato (solo a livello sonoro) un orgasmo femminile che non sia stato colpito dalla censura.

Il film costò circa 300.000 dollari e fu girato fra il giugno e l'agosto 1964.

Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1965, premio speciale della giuria.

Roman Polanski appare nei panni del suonatore di cucchiai.

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