La Frase dal Film:
"We fought the infection. We survived the apocalypse. And now, we face extinction"*
Terzo capitolo della saga nata dalla riduzione dell'omonimo survival-horror creato dalla Capcom. Terzo film che rende Resident Evil la prima trilogia cinematografica tratta da una videogame. Il primo film del 2002 fu diretto da Paul W.S. Anderson e fu un discreto successo, sufficiente a dare vita ad un sequel in cui Anderson si limitò a scrivere la sceneggiatura, cosa che fa anche per Resident Evil: Extinction. La regia, in questo frangente, viene ceduta allo stesso Mulcahy di Razorback (1983) e Highlander (1986). In una saga che parte da presupposti ritriti (zombies) o spassosi (a partire dalla ciclopica multinazionale Umbrella che ha un nome da compagnia assicurativa), Extinction è un film di evidente competenza tecnica e visivamente piacevole, anche a motivo di un budget di tutto rispetto. Se i primi due film si svolgevano nello spazio angusto di un laboratorio, il primo, e nelle scure strade di una città devastata, il secondo, questo terzo capitolo ha un respiro un po' più ampio e "abbraccia il mondo" anche se in pratica è tutto girato nel deserto. Il lavoro scenografico per ricostruire un futuro post apocalittico (dall'aspetto sempre post nucleare) è ben riuscito e, fra i tanti elementi derivativi e citazionisti, l'aggressione ad Alice compiuta dalla solita famiglia disfunzionale americana di psicopatici rammenta tanto un mix fra Le Colline hanno gli occhi (1977) e Non aprite quella porta (1974). Ma è tutto un attimo, un siparietto da cui Alice riesce a districarsi velocemente perché, è così in Extinction, tutte le sequenze sono siparietti più o meno brevi, più o meno riusciti, senza che mai si riesca a empatizzare davvero con la sorte dei superstiti. d'altra parte la protagonista Jovovich appare più fotomodella algida che mai, imbacuccata in abiti da Mad Max (1979) ma con il viso levigato come in Ultraviolet (2006); sarà che "grandi poteri comportano grandi responsabilità" però anche la pluri clonata Ripley, che motivi di preoccupazioni ne aveva in Alien: Resurrection (1997), risultava molto più umana e credibile. Sta di fatto che il regista riesce comunque a dirigere buone scene d'intrattenimento e azione, come l'attacco degli zombies a Las Vegas o il "cielo di fuoco" generato da Alice. Oltre a questo Mulcahy aggiunge consapevolmente molti elementi citazionisti come gli zombies rieducati in un laboratorio sotterraneo con tanto di uso del telefono (Il Giorno degli Zombi, 1985), il gruppo di superstiti post apocalisse che seguono sos radio e si fermano a Las Vegas (L'Ultima Odissea, 1997), i corvi minacciosi appollaiati sul filo del telefono (Gli Uccelli, 1963), e altre cosine che possono far pensare a Pitch Black (2000) e a 28 Giorni Dopo (2003). Tantii elementi validi ma solo in pochi casi si ha l'impressione che questi si combinino in modo vincente. Il plot è debole, i protagonisti sono deboli e l'azione o la drammaticità degli eventi non sembra prendere piede. Tutto rimane un po' nel vago e lo scontro finale con il mostrone di turno viene bruciato in un attimo. L'horror action di Mulcahy, ben distante dai virtuosismi fotografici di Razorback (1983), è un baloccone per il pubblico mainstream dell'MTV generation che riconoscerà nel volto dell'afroamericana Betty, la cantante R&B Ashanti, ma non riconoscerà assolutamente le varie citazioni sparse qua e là nella pellicola. Per quanto poi Resident Evil: Extinction si vesta da 'sbanca botteghino' l'impressione è che il successo vero l'otterrà tramite il noleggio. Questo non vuol dire che con questo film non si possa passare un'oretta e mezza di sano svago. Buttateci un occhio. Quello pigro.
Preceduto da Resident Evil (2002), Resident Evil: Apocalypse (2004) e probabilmente seguito da un quarto film che dovrebbe intitolarsi Resident Evil: Afterlife.
* Trad: "Combattemmo l'infezione. Sopravvivemmo all'apocalisse. E ora, affrontiamo l'estinzione"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 45 milioni di dollari ed è stato girato fra il 17 maggio ed il 22 agosto 2006. Le locations sono quasi tutte messicane (Churubusco Studios, Laguna Salada, Maxicali, Rumorosa Pass, San Felipe).
L'autista del bus scolastico si chiama Otto, proprio come lo svalvolato Otto dei Simpsons.
Alice fischia agli zombies come Ash fa con Marietta ne La Casa 2 (1987).
Anche il film Bambola Meccanica Modello Cherry 2000 (1987) viene mostrata una Las Vegas abbandonata e parzialmente sepolta dalla sabbia.
Anche in Alien: la Clonazione (1997) la protagonista viene clonata ripetutamente come accade in questo film ad Alice.
La sede giapponese della Umbrella Corporation si trova sotto la stazione Zatoichi (Zatoichi, 2003).
Nella scena girata in Giappone compaiono molti cartelli che riportano scritte in giapponese che non vogliono dire nulla, visto che gli ideogrammi sono stati scritti a casaccio.
Il vestito indossato dalla Jovovich nel film fa parte della linea d'abbigliamento creata dalla stessa Jovovich, la Jovovich-Hawk.
L'idea che le armi di Alice dovessero essere due coltelli Kukri, fu di Ron Balicki, trainer coreografo della Jovovich in Resident Evil: Apocalypse.
In alcuni cinema furono inviate le pizze del film sotto il falso titolo "Raccoon City", il nome della città da cui si diffonde la piaga del Virus-T.
Nel film viene usato, nella sequenza in cui un uomo che usa un lanciafiamme viene fatto cadere dal bus da uno stormo di corvi zombies, il 'Wilhelm Scream'. Con questo termine si indica il suono campionato di un grido che è stato utilizzato nel cinema una marea di volte e il cui campionamento originario risale al 1951 (a dire il vero si tratta di una serie di sei gridi). Il primo film ad utilizzare il Wilhelm Scream fu Distant Drums (1951) mentre Guerre Stellari lo riportò in auge nel 1977.
Non fu fatta nessuna proiezione speciale per la stampa ed i critici, date le pessime recensioni che avevano fatto per i primi due film della serie.
Nella scena dell'attacco dei corvi, i corvi veri utilizzati furono solo due, il resto è tutto fatto in digitale.
Arrivati a Las vegas, i nostri eroi parcheggiano vicino alla Torre Eiffel del Paris Casino che è ad un passo dal Venetian Casino. In verità i due casinò, nella vera Las Vegas distano un chilometro e mezzo l'uno dall'altro.
Nella prima riunione dei vertici della Umbrella, come mai, dato che i partecipanti sono degli ologrammi, questi hanno di fronte dei bicchieri per bere? E se anche i bicchieri sono degli ologrammi, perché non scompaiono quando scompaiono le persone?