Il film in breve

Quinto e brutto capitolo di una saga iniziata nel 1984 da uno zombi-horror simpatico e innovativo.

 

 

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THE RETURN OF THE LIVING DEAD: Rave to the Grave

Titolo Originale: Return of the Living Dead: Rave to the Grave Regista: Ellory Elkayem Paese: USA Anno: 2005 Durata: 86' Cromia: Colore Genere: Horror - Comedy

Julian (John Keefe), il nipote del malvagio Garrison, trova in casa dello zio i fusti di Triossina, gas che risveglia i morti. Con l'aiuto di un amico chimico mischia la Triossina ad altri agenti e crea una droga chiamata Z (Zombi!) che venderà all'atteso rave party di halloween. Allo sballo seguirà fame chimica... di cervelli.

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La frase dal film: "Ascolta, se non credete al vostro spacciatore, di chi altri poteten fidarvi?"

 

Non so se vi sia mai capitato di sentire di quel paradosso statistico secondo cui un gruppo di scimmie lasciate in una stanza per un lasso di tempo infinito con delle macchine da scrivere, prima o poi, battendo casualmente sui tasti di quelle macchine finirebbero per comporre involontariamente una copia di un'opera di Shakespeare. Questo per far capire che in un tempo infinito avvengono infinite cose, e avvengono tutte! Dico questo perché, dopo aver visto Return of the Living Dead 5 o Rave to The Grave, quello che se ne deduce è che quelle scimmie non hanno ancora composto un dramma shakespeariano ma di certo sono loro ad aver scritto questo film. La pellicola fu girata in Romania (dove costa meno), contemporaneamente al quarto episodio della serie e con buona parte dello stesso cast: Aimee-Lynn Chadwick (Becky), Cory Hardrict (Cody), John Keefe (Julian) e Peter Coyote (Charles Garrison). Peccato che le medesime persone in questo sequel non hanno nulla a che fare con gli eventi precedentemente descritti, e tranne Coyote/Garrison, gli altri non hanno mai visto uno zombi. Mah! La verità è che questo film è decisamente pietoso ed è un vero peccato che la serie sostanzialmente interessante de "Il Ritorno dei Morti" iniziata da O'Bannon nel 1984 sia arrivata a questa tappa che per'ora (2008) è anche l'ultima. Ma tant'è ed il regista Elkayem (Arac Attack, 2002) mette in piedi in fretta e furia una baracconata con i soliti giovinastri che s'imbottiscono di droghe, un po' di tette e una quantità sufficiente di sangue per non deludere i fan del genere ma contemporaneamente non sconvolgere la censura. Nel prossapochismo del film si perde l'obiettività, che forse sarebbe dovuta, secondo cui non tutti i giovani s'impasticcano e non tutti i rave party sono ricettacoli di impasticcati o tempi della devastazione cerebrale. Il messaggio del film, se mai ce n'è davvero uno, è che la droga Z (metafora di qualsiasi droga) ti concia come un morto vivente; se pur verissimo, questa è il genere di riflessione che mi aspetto da mia nonna e non da un regista nato nel 1970 che sta facendo un horror. Ma forse questa è una riflessione superflua e troppo severa per un horror da homevideo che vuole solamente raccimolare qualche soldo dal malcapitato che decidesse di acquistare il film. Peccato però che molti registi che debuttano nell'horror nonostante siano mossi da buonissime idee abbiano il loro risultato finale fiaccato dai limiti derivanti da un budget limitatissimo, mentre invece chi ha milioni di dollari a disposizione si riduce a fare filmetti buoni solo per catturare la polvere sugli scaffali. Oltretutto mi immagino uno spettatore, soprattutto una nuova leva, che si approcci all'horror con il desiderio di scoprire il fenomeno zombi e incappi all'inizio della sua "carriera" in questo film: cosa mai potrà pensare dei tanto amati morti viventi e, per estensione del concetto, dell'horror tutto? Ecco perché è importante conoscere i classici! E anche questa è una cosa che direbbe mia nonna...

 

Preceduto da Il Ritorno dei Morti Viventi (1984), Il Ritorno dei Morti Viventi II (1987), Il Ritorno dei Morti Viventi 3 (1993), Return of the Living Dead: Necropolis (2005).

Il film e oltre...

TRIVIA

Uno dei personaggi viene chiamato Coach Savini, chiaro riferimento a Tom Savini, l'effettista che ha lavorato agli SFX nei film di Romero (La Notte dei Morti Viventi, 1968, e seguiti).

 

Alla festa in costume un ragazzo dice ad un altro che è vestito come Superfly. Super Fly è il titolo di un blackploitation del 1972.

TRASH

Nulla da segnalare... per ora

SPOILER

Nulla da segnalare... per ora

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