TRAMA

Ben Carson (Kiefer Sutherland), ex poliziotto con passato difficile e problemi d'alcolismo, trova lavoro come custode notturno del Mayflower, grande magazzino che negli anni '50 era stato distrutto da un incendio. Gli specchi contenuti nel Mayflower, però, gli mostrano immagini di gente morta e sembrano anche avere il potere di uccidere le persone in essi riflesse. Lanciatosi in un'indagine privata, Carson scopre che gli specchi vogliono che si rifaccia viva una tale Esseker. Per l'ex poliziotto l'avventura diventa una corsa contro il tempo anche perché l'entità che si nasconde dietro lo specchio sta attentando alla vita di sua moglie Amy (Paula Patton) e di loro figlio.


RIFLESSI DI PAURA
titolo or.: Mirrors - USA/Romania - 2008 - 110min - Colore

di Alexandre Aja

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Qualche trovata funziona ma si tratta di un film che va avanti a "quadretti inquietanti". E poi neanche troppo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Gli specchi sono come delle finestre sul nostro mondo. Non sono gli specchi che vogliono trovarmi ma quello che è imprigionato dentro di loro"

In teoria remake di Into the Mirror (Geoul sokeuro, 2003), in pratica Alexandre Aja, regista dell'interessante Alta Tensione (2003) e lo sceneggiatore/produttore/scenografo Gregory Levasseur, del film coreano prendono il soggetto e pongono modifiche tali che alla fine si tratta di due pellicole dalla diversa anima: puro paranormale questo, paranormale ma fondamentalmente giallo quello del 2003. Potete guardare pure il film coreano che tanto si tratta di tutt'altro. Come tanti j-horror e j-remakes, anche Mirrors fa in modo di dare ad un oggetto di uso comune una valenza malefica: dopo i cellulari, le videocassette, i televisori, le fotografie, adesso tocca agli specchi. Adesso... Già nel 1988 Poltergeist III aveva sfruttato l'etavica paura legata agli specchi che, come hanno dimostrato molte culture primitive, possono divenire oggetti malefici nella misura in cui ci rubano il riflesso (anima) e creano un doppio; oltre a ciò lo specchio mostra un'universo parallelo "al contrario" visibile ma irraggiungibile: cosa c'è al di là degli specchi? Dove va a finire l'immagine specchiata una volta che ci si toglie da lì davanti? Interrogativi alla Marzullo ai quali Aja si pregia di rispondere. Il tema del doppio caro ad Aja già in Alta Tensione era stato svolto in quello con toni decisamente cruenti e brutali mentre diventa in Riflessi di Paura l'occasione di escogitare diversi quadretti inquietanti e, con gusto molto occidentale, dar vita ad una pellicola dinamica, orrorifica sì, ma d'impianto soprattutto thriller. Le situazioni sinistre e potenzialmente spaventose sono diverse: riflessi improvvisi, gente che si specchia e il riflesso rimane lì dopo che la persona s'è allontanata, belle donne che si scardinano la mascella, etc... Però è tutto qua, al di là di qualche nuova trovata splatter e di qualche gradevole spavento la pellicola sembra essere l'ennesimo esercizio filmico. Aja non riesce a creare un vero senso di minaccia che permei la storia che sta raccontando, semplicemente lo spettatore sta in attesa della successiva scena di paura, del successivo riflesso che colga di sorpresa. Tutto il film si regge su una sospensione delle leggi di natura, il che sta bene, ma il finale straborda, scoppiano tubature, il protagonista fa a botte con un demone reincarnato che, evidentemente, sentiva la mancanza della sua personale Regan, per poi trovarsi proiettato in una dimensione parallela (quella dietro lo specchio); e quando il film si fa interessante...Fine, titoli di coda. Comprensibile disappunto per una pellicola che dà tutto nell'effetto, nella CG, nella ricerca della trovata spaventosa e si dimentica di raccontare i personaggi (se non a grandi linee), e tutto questo in una storia non poi così originale. Kiefer Sutherland, riflesso in Mirrors così com'è nel serial 24, è chino alle necessità del film; gli altri attori sono gradevoli ma di contorno. Il primo tempo del film regge ed intriga, il secondo è più turbolento ma meno incisivo. Film buono per il noleggio e nulla più.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato 35 milioni di dollari e ha incassato 71.546.440 di dollari (dato 12/2008).

Queste le location: il Mayflower Department Store è in verità L'Accademia di Scienze di Bucarest (Romania); interni girati ai Castel Film Studios (Bucarest); Los Angeles; New York City.

Alla fine del film i titoli di coda sono scritti come se fossero visti attraverso un vetro; all'inizio i loghi d'apertura sono al contrario.

Alla fine del film viene fatto un omaggio al film d'ispirazione Into the mirror (Geoul sokeuro, 2003). Quando Ben si avvicina all'edificio pieno di specchi, dietro a lui passa una bambina coreana vestita di bianco con un golfino rosa che tiene per mano la mamma (identica a quelle che si vedevano nella scena finale di quel film).

MI VUOI COGLIONARE?!

Da questo film io ho imparato diverse cose:

- Se sei donna e soffri di un disturbo psicotico, in particolar modo se si tratta di schizofrenia, non appena ti rimetti in sesto è bene che tu faccia domanda per entrare in convento dove passerai il resto della vita come suora.

- Se sei nella vasca da bagno e un demone che ha le tue stesse sembianze si riflette nello specchio (anche se tu non sei davanti allo specchio), sei fottuta. O comunque se finita in un pessimo bagno.

- Se sei un ex-poliziotto è probabile che ti lancerai in un'indagine personale e quando avrai trovato una pila di vecchi giornali e documenti, è probabile che tu senta la necessità di leggere stralci ad alta voce, anche se sei solo nella stanza.

- A New York City un enorme edificio, bruciato e deserto, in centro città viene lasciato così com'è né i senzatetto lo usano come riparo.

- Se hai 6 anni, sei a letto in una stanza chiusa e vedi il fantasma di una donna bruciata che ti urla dallo specchio, accetterai di buon grado le amorevoli spiegazioni della mamma che ti dice di non preoccuparti. Per calmarti ti basterà lasciare la porta aperta... ma la luce deve essere rigiorosamente spenta!

A New York City gli specchi contenuti in abitazioni che sono state soggette ad un enorme incendio non si rompono per il calore. O comunque nessuno si insospettisce che non si siano rotti.

I patti che vi propongono i demoni sono in questi termini: "Portami la vecchia suora o sei morto, portami la vecchia suora e sei morto!". Bell'affare.

Se sei sposata con un ex-poliziotto e scopri che in casa tua stanno succedendo cose spaventose e paranormali, telefoni all'ex e scoppi a piangere, ma in attesa che lui corra ad aiutarti non ti allontani dalla casa.

eXXagon fecit MMVIII