La Frase dal Film:
"Che cosa dice d'interessante il giornale di oggi?" "Oh, tutte sciocchezze. La sola cosa seria è la pagina dei fumetti" "E scommetto che lei consiglia di leggerla a tutti quelli che hanno avuto uno shock" "Mi ha capito alla lettera!"
Al di là dell'improbabile titolo originale* e delle qualità tecniche e artistiche, Il Risveglio del Dinosauro ha una notevolissima importanza storica: il film di Lourié è il capostipite dei monster-movies atomici che imperversarono negli anni '50, l'influenza dei quali ha superato agilmente l'inizio del XXI secolo (Cloverfield, 2007). Il Risveglio del Dinosauro affonda le sue radici in un modello cinematografico precedente: quel King Kong (1933) rapito dalla sua isola e portato a fare il fenomeno da baraccone a New York City, che verrà messa a ferro e fuoco dal bestione spaesato. Partendo da questa formula base, The Beast from 20.000 Fathoms si sviluppa in maniera più manichea, lasciando che il mostro incarni in modo assoluto l'orrore e privandolo di qualsiasi elemento di simpatia, così come invece è per l'enorme gorilla la cui triste sorte incupisce, per empatia, lo spettatore. D'altronde il valore simbolico del rhedosauro di questo film del 1953 è ben diverso da quello del film del 1933. Il dinosauro diretto dallo scenografo russo naturalizzato francese Lourié (che tornerà a lavorare con mostri ne Il Drago degli Abissi, 1958 e in Gorgo, 1961) è l'incarnazione del timore relativo alle armi nucleari sviluppatosi dopo l'utilizzo dell'atomica in Giappone. Si trattava di un'ansia serpeggiante che al cinema non era ancora stata rappresentata in maniera chiara né viene manifestata in maniera esplicita in questo film. Il cinema fantastico, con Il Risveglio del Dinosauro, concretizzava quelle ansie in modo metaforico e obliquo. Il mostro, incarnazione della bomba e delle sue conseguenze, arriva in una città americana e provoca un terribile disastro così come fosse un'esplosione e, al pari di un'atomica alla quale segue il fallout radioattivo, il dinosauro rilascia germi che infettano gli umani. Senza troppi sforzi di sceneggiatura, con personaggi stereotipati e bidimensionali, il monster-movie atomico incarnava alla perfezione le ansie di una intera comunità e dava quindi vita ad una serie di film consimili (spesso di qualità nettamente inferiore) in cui le radiazioni diventavano la chiave per togliere le catene a qualche improbabile mostro. In sé il film non è un capolavoro ma, rispetto a diverse altre pellicole che ne hanno sfruttato il tema, Il Risveglio del Dinosauro risulta essere privo di lunghi periodi morti e di dialoghi insipidi: il protagonista maschile non è il meglio, funziona piuttosto il bonario e sbadato vecchio paleontologo interpretato da Kellaway. Immancabile il sotteso melodrammatico fra il protagonista maschile e la bella di turno. Il piatto forte, come prevedibile, è il mostro creato da Harryhausen: l'effettista californiano, che dopo questo film avrà molta fortuna nella sua professione, dà vita ad un dinosauro non perfetto (cambia dimensioni rispetto allo sfondo!) né fluidissimo nei movimenti ma assolutamente funzionale agli accadimenti in quanto ben sfruttato dal regista. A vederlo oggi chiaramente lo stop-motion di Harryhousen fa tenerezza. Da segnalare il fatto che il rhedosauro viene atterrato da un colpo del caporale Stone, interpretato da quel Lee Van Cleef alle prime armi (!) che poi tanto darà allo spaghetti western. Al di là di pregi e difetti, Il Risveglio del Dinosauro è una chiave di volta dell'horror-sci-fi, pellicola propedeutica per tutti coloro che si vogliano fare una seria cultura sul cinema fantastico. Quindi, da vedere.
* Un fathom, cioé un braccio, equivale a sei piedi, cioé 1,83 metri. 20.000 phatoms sono quindi 36,600 Km. Un po' troppi per qualsiasi abisso marino!
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film costò circa 210.000 dollari.
Mentre era in visita dall'amico produttore Ray Harryhausen, Ray Bradbury ricevette una copia dello script del film (segnalato con il titolo "Monster from the sea") e gli si chiese se potesse riscriverne qualche parte. Dopo aver letto lo script, Bradbury notò che una scena (quella in cui il mostro distrugge un faro) era molto simile ad una cosa che si leggeva in suo breve racconto pubblicato sul "The Saturday Evening Post" anni prima; la storia si intitolava "The Beast From 20,000 Fathoms". La storia trattava proprio di un dinosauro che distruggeva un faro. Il giorno dopo Bradbury ricevette un telegramma in cui gli si offriva la possibilità di acquistare i diritti per realizzare un film dalla storia. Dopo l'acquisto, il titolo del film fu cambiato in "The Beast From 20,000 Fathoms" e il titolo della storia scritta anni prima, che successivamente venne ripubblicata, fu mutato in "The Fog Horn".
Lo scheletro nella scena del museo è artificiale. Lo si ottenne dalla RKO che lo aveva costruito per il film del 1938, Susanna (Bringing Up Baby).
Il "Coney Island Amusement Park" che si vede nel film era in verità il "Long Beach Amusement Park" (California); alla produzione fu concesso di filmare in loco fra le ore 22 e le 3 di mattino.
La Warner Bros. acquistò il film dai produttori Hal E. Chester e Jack Dietz per 450.000 dollari. Prima di questa vendita il film aveva uno score musicale composto da Michel Michelet, ma siccome la Warner ritenne che tale score fosse poco impetuoso, lo rimpiazzò con la musica prodotta da David Buttolph.
Il secondo attore a parlare nel film, dopo il narratore e quello che nota il mostro sul radar, è James Best (nel film Charlie), più noto per la sua parte tv dello sheriffo Rosco P. Coltrane nella serie Hazzard (1979).