La Frase dal Film:
"Il polso non batte, la pressione è a zero, la pupilla non si dilata, non avete più nessun riflesso e il termometro segna 22" "E cosa vuol dire?" "Mai vista una cosa simile. Tecnicamente non siete vivi, tranne che parlate e vi muovete"
La storia è pressapoco questa. Dopo aver girato La notte dei Morti Viventi (1968), George Romero si mise d'accordo con i suoi soci della Image Ten (John Russo, Russell W. Steiner e Rudy Ricci) e si prese parte dei diritti del film (il 50%) coi quali si diresse verso la produzione di Zombi (1978) e Il Giorno degli Zombi (1985). Russo si mise a scrivere un racconto intitolato The Return of the Living Dead (1978) e per un certo tempo cercò dei fondi per mettere su pellicola la sua creazione ma non si approdò a nulla. Il racconto di Russo passò attraverso parecchie mani finché Tom Fox, un produttore indipendente, lo acquistò. Fox tirò fuori i soldi per produrre il film e chiamò O'Bannon per la regia, dal momento che quest'ultimo aveva ottenuto un certa notorietà grazie allo script di Alien (1979) da lui composto. O'Bannon fece delle modifiche allo script e soprattutto scrisse tutti i dialoghi con l'intento di passare la regia a Tobe Hooper (Non aprite quella porta, 1974). Hooper rifiutò e O'Bannon si trovò così a dover dirigere il suo primo lungo metraggio. L'intento principale di quest'ultimo era di evitare di dar vita a un sequel del lavoro di Romero, infatti il racconto di Russo sembrava proprio essere stato scritto come prosieguo logico a La notte dei morti viventi. Proprio per questo O'Bannon mise mano al racconto e lo arrichì di elementi comici onde evitare di invadere il territorio di Romero, cercandone di ricopiarne lo stile. Il risultato finale, benché ancora ovviamente debitore al film del 1968, rappresenta una ventata originale nel panorama zombi-horror di quel periodo che stava subendo l'invasione dei morti viventi delle produzioni italiane, produzioni non sempre esaltanti (Zombi 2, 1979; Zombi Holocaust, 1980, ...). Le differenze fra i cadaveri di Romero e quelli di O'Bannon sono immediatamente evidenti: gli zombies ne Il Ritorno dei Morti Viventi si muovono a "velocità" normale, non sono lenti ed impacciati, bensì aggressivi come nel 2002 lo saranno quelli di 28 giorni dopo. Oltretutto occorre molto più che un colpo in testa per fermarli: fatti a pezzi ogni singola frazione non smette di muoversi. Come "preannunciato" da O'Bannon, gli approcci dei due registi sono molto diversi. I morti di Romero incarnano una metafora e sono mezzo per mettere in scena una critica sociale. O'Bannon rinuncia alla denuncia sociale e instilla la sua opera di un godibilissimo black humor tale che qualsiasi cosa venga fatta dai protagonisti del film al fine di risolvere un problema, non fa che causare ulteriori e peggiori problemi. I personaggi del film sono delle simpatiche macchiette, spesso estremizzate nel loro stereotipo: le insulse vittime dello slasher movie qui diventano punk che si abbandonano a demenziali party fra le tombe; non è più il killer che deve cercare le sue vittime ma le vittime che si fanno trovare pronte all'appuntamento con la morte. Due idee originali vengono espresse nel film: prima di tutto il cadavere di una donna (in un tripudio di SFX) confessa che i morti viventi mangiano il cervello dei vivi per placare il dolore fisico derivante dalla putrefazione, dall'essere morti. Secondo punto a favore è l'evoluzione (o involuzione) di due protagonisti da vivi in cadaveri, il che permette allo spettatore di seguire tutta la terribile progressione; naturalmente non manca la vena comica in tutto ciò. Ottima anche la scena che vede James Karen che, non accettando la sua natura di zombi, si chiude spontanemente nel forno crematorio e si elimina. Indimenticabile, poi, il cane sezionato che riprende vita. Un buon livello di splatter, anche se non eccessivo, riuscirà ad accontentare il gorehound. Se O'Bannon fosse riuscito ad affinacare all'horror e all'elemento comico anche qualche serio momento di paura il film ne sarebbe uscito ancora meglio di quanto in effetti già faccia. Buono il cast in cui spicca ovviamente la performance di Linne Quigley, la Trash punkettona che balla nuda sulla tomba; questa sequenza la lanciò immediatamente nell'empireo delle scream queen. Divenuta famosa più per la sua bravura nello spogliarsi che per le sue capacità recitative, la Quigley divenne presto un corpo noto nelle produzioni horror di serie B (fra i molti ricordo: Creepozoids, 1987; Night of the Demons, 1987; Hollywood Chainsaw Hookers, 1988; Beach Babes from Beyond, 1993). Molto valido, nudi a parte, anche Don Calfa nei panni dell'imbalsamatore Kaltenbrunner. In definitiva Il Ritorno dei Morti Viventi è un horror davvero ben fatto che non deluderà gli appassionati e che potrebbe piacere anche ai meno "colti" in materia. Potreste considerarne l'acquisto. Il successo del film darà vita ad una serie di seguiti dei quali solo il secondo ed il quinto sono da scansare.
Seguìto da Il Ritorno dei Morti Viventi II (1987), Il Ritorno dei Morti Viventi 3 (1993), Return of the Living Dead: Necropolis (2005) e Return of the Living Dead: Rave to the Grave (2005).
Qui potete scaricare un'immagine digitale elaborata unendo diversi fotogrammi (download).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 4.000.000 di dollari ed è stato girato a Burbank, sulla penisola di Palos Verde (la casa del Col. Glover) e a Sylmar (scene nel cimitero). Tutte e tre le locations si trovano in California.
Nel film si legge una dichiarazione scherzosa: "Gli eventi ritratti in questo film sono tutti veri. I nomi sono veri nomi di gente reale e di organizzazioni esistenti".
Il film doveva essere diretto da Tobe Hooper e l'avrebbero dovuto girare in 3D.
Il film inizia venerdì 3 luglio 1984 quando invece in quell'anno, il 3 luglio cadeva di martedì.
Il cannone nucleare che si vede alla fine del film era veramente un cannone Howitzer tedesco della Seconda Guerra Mondiale.
Il poster del test della vista che sta nell'ufficio di Burt è composto di lettere che se messe nel giusto ordine compongono la frase "Burt is a slave driver and a cheap son of a bitch who's got you and me here", ovvero "Burt è lo schiavista e il figlio di puttana da quattro soldi che ci ha portati qui".
Il regista O'Bannon aveva scritto la parte di Frank su misura per lui stesso, infatti avrebbe dovuto partecipare anche come attore. Quando però James Karen arrivò sul set per avere un'altra parte, O'Bannon rimase colpitissimo dal suo stile e lo ingaggiò all'istante per il ruolo di Frank.
I produttori esecutivi tentarono più volte di mettersi in contatto con Romero per offrirgli di produrre il film ma quello non rispose mai.
Alcune comparse che interpretavano gli zombies furono pagati di più perché accettarono di mangiare del vero cervello di vitello.
I sacchetti che contenevano i resti tagliati del primo zombie vengono portati al forno per essere bruciati, ma, come si vede nel film, ogni sacchetto si muove ancora. Per ottenere quell'effetto semplicemente furono messi nei sacchetti le famose scimmiette meccaniche che suonano i piattini. I piattini furono tolti per evitare il rumore.
Agli inizi degli anni '90 saltò fuori una versione del film che durava ben 24 minuti in più.
Linnea Quigley sembra che si mostri totalmente nuda ma in verità indossava un copri pube color carne. Acc!
Sul retro del giubotto di Freddy si legge "Fuck you" (devo tradurre?). La produzione però, pensando che questa cosa non sarebbe stata passata dalla TV se il film avesse avuto una diffusione televisiva, creò un secondo giubotto con la scritta "Television Version" che può essere visto per l'appunto nella versione del film che è passata sui canali televisivi (americani).
Il regista Dan O'Bannon compare nei panni di un barbone.
Richard P. Rubinstein della Laurel Entertainment non voleva che la gente pensasse che questo film apparteneva alla serie creata da Romero. Fece causa con la finalità di impedire l'utilizzo della dicitura "Living Dead", ma gli arbitri dell'MPAA decisero in favore dei produttori del film di O'Bannon.
Come conferma il regista nei commenti del DVD, Ernie, interpretato da Don Calfa, è da ritenersi un ex nazista scappato ai tribunali internazionali. Che il personaggio abbia un passato nazista lo si deduce dal fatto che il suo nome per esteso è Ernst Kaltenbrunner, che ascolta l'inno dell'Afrika Corps Tedesca "Panzer rollen in Afrika vor", possiede una pistola Luger, ha una foto di Eva Braun (amante di Hitler) e un disegno di Hitler stesso e Hindenburg che giocano a carte.
Michael Allred è forse il più grande fan di questo film ed è grazie a lui che ne è stato fatto un DVD. Allred diede vita ad una campagna internet per la creazione del DVD, gestendo un sito che riportava qualsiasi news riguardo a Il Ritorno dei Morti Viventi. Contattò moltissime persone implicate nella realizzazione del film, compreso Dan O'Bannon. Riuscì a mettere in contatto il regista con la MGM che deteneva i diritti del film e così si iniziò a pianificare la produzione del DVD. Giustamente Allred si guadagnò sui titoli di coda un caldo ringraziamento da parte di O'Bannon e crew.