
La frase dal film: "Ah già, loro cercano il cervello, allora tu puoi stare tranquilla!"
Il Ritorno dei morti viventi II, pubblicizzato come horror-comedy, è ben poco d'orrore, se con orrore ci si riferisce limitatamente al fattore paura, e sicuramente molto poco comico. Il primo film diretto da O'Bannon risultò molto gradito agli appassionati in quanto riuscì a portare una ventata di novità nel panorama zombi-movie da molti abusato con davvero poco stile ed idee. L'uscita di un sequel, prevedibile visto il successo della pellicola del 1984, era quindi atteso benevolmente dagli amanti del genere. Sfortunatamente il regista Ken Wiederhorn non solo non riuscì a doppiare il successo di O'Bannon ma finì per realizzare il risultato più basso in tutta la saga del Ritorno dei Morti Viventi. Il film è prevedibile, anche perché ripropone situazioni e personaggi già visti, oltretutto inserendoli nelle medesime situazioni (mi riferisco a James Karen e Thom Matthews). Si cerca anche di ricreare la riuscita dimensione comica del precedente, ma le trovate adottate dal regista sono sovente puerili e mal si adattano ad un film che comunque rimane (o vorrebbe essere) un horror. La dimensione paradossale di questo secondo capitolo è che dovrebbe essere un seguito ma assomiglia più ad un remake di un film (Il Ritorno dei Morti Viventi) che è una sorta di sequel de La Notte dei Morti viventi (1968) di Romero. Che la Triossina sia la sostanza chimica sperimentale creata dall'esercito per distruggere la marijuana e che avesse come sgradevole effetto secondario quello di far resuscitare i morti, tutto questo ce l'aveva già detto O'Bannon, quindi in questo secondo episodio si è praticamente solo ribadito il concetto riproponendo le medesime situazioni e un'interminabile fuga a destra e a manca da parte dei protagoniti per evitare le fameliche bocche degli zombies. Mentre O'Bannon con il film del 1984 ha dimostrato come dovrebbe essere un film di serie B, Il Ritorno dei Morti Viventi II rappresenta il film di serie B come in genere è: ben poco esaltante. Gli effetti speciali sono nello standard, la colonna sonora rock diviene presto noiosa e i giovani protagoniti partecipano di tutti i limiti che hanno di solito i film quando i protagoniti sono dei ragazzini. Questo fa del film Wiederhorn un prodotto adatto alle frange più "fresche" degli appassionati di horror, anche se dubito che i giovani fan del genere, notorialmente più smaliziati rispetto alle precedenti generazioni, possano davvero essere intrattenuti da questo filmetto. Il mio consiglio spassionato è quello di saltate a piedi pari dal primo direttamente al terzo capitolo diretto da Yuzna nel 1993.
Preceduto da Il Ritorno dei Morti Viventi (1984), seguito da Il Ritorno dei Morti Viventi 3 (1993), Return of the Living Dead: Necropolis (2005) e Return of the Living Dead: Rave to the Grave (2005).








