La Frase dal Film:
"Che effetto fa avere un fantasma per fidanzato?" "Sei il miglior fantasma che abbia mai conosciuto... posso toccarti!"
Primo di quattro sequels che la Universal realizzerà partendo da L'Uomo Invisibile (1933) di James Whale, a sua volta riduzione cinematografica del racconto omonimo scritto da H.G. Wells. Negli anni '40 la Universal basò molto del suo successo sui successi precedenti, riempiendo le sale di seguiti di Frankenstein (1931), Dracula (1931) e de La Mummia (1932). Ovviamente la ridda di film nati in seguito a tale politica non fece che impoverire l'originalità narrativa e la conseguenza prevedibile fu che ognuno di essi, con ben poche eccezioni, risultò essere la pallida ombra della matrice. Il ritorno dell'uomo invisibile segnò anche l'arrivo nel team Universal di Kurt Siodmack e della sua penna preziosa per molte sceneggiature e soggetti. Sarà per questo, forse, che il sequel in questione non è così scarso. La storia e lo script, infatti, non sono male anche se non si discostano radicalmente dalla narrazione del primo episodio. Il regista May riesce a costruire abbastanza suspance da tener viva l'attenzione ma nel tentativo di bilanciare commedia e dramma, si nota che May non riesce a eguagliare Whale, il gioco di equilibrio fra i due generi riusciva a Whale in modo più naturale. I migliori momenti del film si realizzano al di fuori della narrazione, come ad esempio nella sequenza che vede l'uomo invisibile prende i vastiti ad uno spaventapasseri; una scena che eguaglia quella di Frankenstein che cerca comprensione dagli umani e di Dracula che si chiede quanto più bella potrebbe essere la morte che la sua vita. Insomma, poesia per immagini. Altri momenti sono estremamente melodrammatici, altri ancora un po' infantili, ma la comicità di un tempo, come noto, era più semplice di quella attuale. La scelta di Vincent Price nei panni dell'uomo invisibile fu molto valida ma difficilmente apprezzabile nella versione italiana; Price aveva una voce particolarmente affascinante, il che rendeva i personaggi che interpretava assai magnetici compreso questo uomo invisibile, ancor più in questo caso dato che spesso l'unica cosa che si può "vedere" è la sua voce. I critici più fini, comunque, sostengono che il giovane Price, in questo film, non avesse ancora del tutto sviluppato la sua voce al massimo della potenzialità. Naturalmente questo secondo episodio fu l'occasione per il dipartimento agli effetti speciali che aveva lavorato al film del '33, di mostrare nuove trovate e trucchetti. Da questo punto di vista Il Ritorno dell'uomo invisibile non manca di stupire: una cavia da laboratorio passa gradatamente dalla trasparenza alla "materia", si realizzano giochi complessi con il fumo e, come potete vedere a sinistra, si realizza la stupefacente apparizione di Vincent Price che torna visibile gradatamente (come la cavia!), prima il sistema circolatorio, quindi quello osseo e muscolare e poi... tutto il resto, un po' come si avrà occasione di vedere 60 anni dopo ne L'uomo senza ombra (2000). Nel complesso un film datato ma godibile non troppo dissimile dal predecessore, prima che il "mito" dell'uomo invisibile venga sfruttato all'eccesso o reso più comico e malizioso come nel successivo La donna invisibile (1940).
Il personaggio dell'uomo invisibile tronerà in:, La donna invisibile (1940), Joe l'inafferrabile (Invisible Agent, 1942), La rivincita dell'uomo invisibile (1944); questi i film della Universal e quindi da ritenersi i seguiti ortodossi. La Universal userà il personaggio in chiave comica con Il Cervello di Frankenstein (1948) e Gianni e Pinotto contro l'uomo invisibile (1954). Altri film da segnalare sono: Le avventure di un uomo invisibile (1992), L'uomo senza ombra (2000), La leggenda degli uomini straordinari (2003) ed il remake in lavorazione The Invisible Man (2010).