La Frase dal Film:
"Perché mi chiedi tutte queste cose, sciocco?!"
"Se hai fatto la cacca? Mi piace sentirtelo dire."
"Sì, ma non mi sono fatta il bidet, stronzo!"
Et Voilà. Dove poter sentire dialoghi
di questa portata trash al fianco di dialoghi barocchi ed
irreali? Ma in un film di Polselli, of course. Il film attacca
con uno "schermo rotante psichedelico" tipico
del migliore Ralph Brown (vedi Riti,
magie nere e segrete orge nel Trecento, 1973) e prosegue
con un excursus sulle deviazioni sessuali: Lubic crede di
essere un cane, Hans ha un pene enorme e fa danni, una donna
soffre di delirio masochistico, una di gerontofilia, un'altra
di necrofilia, e molta roba lesbo. Isarco Ravaioli ce la
mette tutta per assomigliare ad uno psichiatra serio da
fotoromanzo, ma poi Jung lo pronuncia Yang. Al fianco di
alcune osservazioni psicologiche pertinenti (non molte)
mescolate a considerazioni morali degli anni in cui fu fatto
il film (tipo la discoteca come luogo di peccato e di orge)
si può assistere a inserti hard di derivazione incerta;
le scene porno, comunque, dovrebbero essere state inserite
solo nel 1979 con modifiche anche ai dialoghi. Le scene
hard, per chi fosse interessato, sono quelle tipiche da
porno vintage, quindi aspettatevi molto pelame. Il regista
girò questa pellicola perché, a suo dire "L'argomento
mi affascinava e sentivo molti discorsi sballati in proposito
[...] Dato che avevo un passato di studi psicanalitici,
mi dedicai alla cosa e decisi di fare un film con scarsissimi
mezzi, esemplificandovi dentro tutti i casi che avevo studiato"*
Polselli crea questo modello di film (rintracciabile anche
in Quando l'amore è oscenità)
che pesca un po' dal mondo-movie, per la velleità
documentaristica, ma si arena subito nel trash e nel sexploitation,
con la pretesa di denunciare la diffusione di una mentalità
pornografica creando, paradossalmente, un film pornografico.
Concludento direi che Rivelazioni è una
chicca del sexploitation che l'appassionato non può
mancare di visionare, gli altri leggano più sotto
per comprendere appieno la portata trashistica dell'opera
prima di guardare e poi lamentarsi.
*M.Gomarasca, D.Aramu, Renato
Polselli: il mio cinema blasfemo, Nocturno Book, n°7,
2001, p.60.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il film costò 25 milioni e fu girato
in parte a casa dello stesso Ravaioli. Alla prima uscita
andò malissimo, quindi Polselli lo ritirò
e girò altre scene erotiche con gli attori. La cosa
andò meglio. Come già detto le scene hard
insertate sono del 1979.
Polselli dixit: "Anche per questo
film venimmo denunciati io, il distributore nazionale, quello
regionale, il padrone della sala e persino l'attacchino,
poveraccio, che aveva affisso il manifesto. Lo ricordo come
fosse adesso, si vede, nella locandina, una ragazza seduta,
in mutandine, su una sedia, a seno nudo ma coperto dai lunghi
capelli. Nella denuncia si diceva che il turgore del sesso
della ragazza turbava i minori. Pensate l'ignoranza, il
turgore del sesso in una donna..." da
Moana e le altre in Dizionario dei film italiani,
Giusti, 2004.
MI VUOI COGLIONARE?!
ovvero...Se la casa è stregata,
perché vai in cantina?!
Val la pena citare qualche altro dialogo:
Lui: "Ho il cuore in disordine"
Lei risponde "Non morirai d'amore". Buona
scusa al posto del solito mal di testa.
"Siamo dei poveri esseri finiti
che tentano di camminare verso l'infinito". Ite
missa est.
Lui "Adio Elena" Lei
"Perché?!" Lui "Il nostro
tempo è finito" Lei "Io ti amo"
Lui "Il nostro amore è una parentesi messa
nel mio autunno e nella tua primavera, le mie foglie cadono
e i tuoi fiori sbocciano". Grandissimo.
Non sono un grande appassionato di discoteche
ma dubito che la musica disco, per quanto ipnotica, faccia
perdere le inibizioni al punto da spingere gli avventori
ad un'orgia. Se così non fosse fatemelo sapere al
più presto. :-)
Come esempio di gerontofilia viene portato
il caso di una venticinquenne (o trentenne) che si innamora
dell'amico di suo padre, età 50 circa. A parte il
fatto che questa non è gerontofilia, comunque si
tratta del trend attuale. Frecciatina.