TRAMA

Rosemary (Farrow) ed il suo maritino e attore da quattro soldi Guy (Cassavetes) si sono trasferiti nella loro nuova casa e diventano subito amici di una coppia di anziani, Roman e Minnie Castevet (Blackmer, la Gordon). Quest'ultima regala alla giovane Rosemary un ciondolo appartenuto ad una ragazza morta suicida. Rosemary rimane incinta dopo un rapporto sessuale allucinatorio più simile ad una violenza che ad un atto d'amore. Le viene consigliato un nuovo ginecologo che le prescrive un beverone fatto di erbe disgustose. La donna inizia a sospettare qualcosa. C'è il Maligno dietro tutto questo o è solo frutto della sua fantasia?

 

 

 


ROSEMARY'S BABY - Nastro rosso a New York
titolo or.: Rosemary's Baby - USA - 1968 - 137min - Col.

di Roman Polanski

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Horror art-house. Bello ma a tratti lento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Tratto dall'omonimo romanzo di Ira Levin. Questo romanzo dell'inquietudine strisciante e mai veramente palesata fece molto parlare di sé durante gli anni Sessanta (e quindi vendette molto). Hollywood si affrettò, ovviamente, a farne una trasposizione cinematografica. Si affida il progetto a Roman Polanski, qui al suo primo film in USA dopo tre in UK, il quale segue pedissequamente il romanzo, aggiungendo solo qualcosa nel finale per rendere la pellicola un po' più accattivante. Il risultato è certamente notevole soprattutto tenuto conto del fatto che il produttore è William Castle, principe del sideshow, che saggiamente mette i soldi ma evita di metterci mano e faccia (a parte una fugace apparizione). La Farrow è una vera delizia e anche se non fosse la più grande attrice "con le parole", il suo fragile corpo esprime alla perfezione tutti gli stati d'animo che la donna deve mettere in campo in questo film. Bravo come al solito Cassavetes e da applauso (e da Oscar visto che l'ha preso davvero come Migliore Attrice Non Protagonista) la Gordon nella parte dell'invadentissima vicina di casa. Memorabile la musica di Krzysztof Komeda canticchiata dalla Farrow stessa in quella che sembra una satanica ninna-nanna. Il film ebbe anche un certo richiamo per degli avvenimenti legati alla produzione, e un po' per il fatto che trattandosi di Satana, come sarebbe successo con L'Esorcista e Il Presagio, qualcosa di strano ci doveva essere per forza. Prima di tutto l'assassinio di Sharon Tate (che nel film appare in un piccolo ruolo) moglie di Polanski, fatta a pezzi dalla famigerata Manson's Family; quindi l'omicidio di John Lennon fuori dal Dakota Building (che è quello del film, solo che nella pellicola viene rinominato Bramford); quindi ci sono le voci del ruolo che avrebbe avuto Anton LaVey nella produzione del film (chi è LaVey? fate un salto qui!). Rosemary's Baby è considerato il miglior film di Polanski, la pellicola in cui ha fatto tesoro della lezione hitchcockiana ma reinterpretandola a proprio modo, portando avanti un personalissimo discorso sul terrore nascosto nella normalità e legato agli appartamenti [il trittico è composto da Repulsion (1965), Rosemary's Baby (1968) e L'inquilino del terzo piano (1975)]. Questo è il film della paura che non c'è, che non si vede (gli effetti speciali sono relegati alla scena della copula, ma sono comunque minimi) e quindi ancor più inquietante. In verità il film procede lento ed è facile annoiarsi guardando questa pellicola che difficilmente potrebbe incontrare i gusti del pubblico dei nostri giorni. Se a distanza di quasi 40 anni lo spettatore non avverte più così forte il senso di minaccia nascosta che serpeggia nel film, è innegabile che il regista, come suo solito, realizza un prodotto di grande qualità visiva e tecnica. Consigliato soprattutto ai cinefili e agli appassionati di horror, visto che Rosemary's Baby si potrebbe definire un "art house horror".

Con un seguito che ha scontentato pubblico e critica: Cosa è successo a Rosemary' Baby? rititolato Rosemary's Baby II (1976). E' un film per la TV.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Mentre Mia Farrow era sul set ha ricevuto le carte del divorzio dal marito: Frank Sinatra.

Inizialmente si voleva alla regia Alfred Hitchcock.

Polanski è rimasto molto fedele al romanzo nel suo adattamento. Stessi dialoghi, stessi colori e stessi vestiti come indicati nel libro.

William Castle acquistò i diritti del romanzo e la Paramount diede il via a patto che Castle non dirigesse il film. Questo perché Castle aveva la fama di regista di low-budget horror. Ma lo si fece comparire nel film in un cameo: è l'uomo vicino alla cabina telefonica.

Tony Curtis compare nel film con la voce. E' quell'attore che chiama poiché è divenuto cieco per una maledizione, la qual cosa permette a Guy di ottenere la parte.

Rosemary (Farrow) dice a Terry Ginoffrio (Angela Dorian), "Pensavo che tu fossi Victoria Vetri, l'attrice", al che Terry risponde "Tutti lo dicono, ma io non vedo la somiglianza". Victoria Vetri è il vero nome di Angela Dorian.

La Farrow riferì che la scena in cui camminava nel traffico era vera e non preparata. sembrerebbe che Polanski le abbia detto che tanto "Nessuno andrebbe addosso ad una donna incinta".

Questo è il primo film americano di Polanski, ma a dire il vero sarebbe dovuto essere Gli Spericolati (1969), però Robert Evans della Paramount pensò che Rosemary's Baby fosse più adatto a lui.

Polanski voleva Tuesday Weld (Un posto tranquillo, 1971), nei panni di Rosemary e Robert Redford in quelli di Guy, ma Redford era impegnato a girare Gli Spericolati e la produzione impose la Farrow al posto della Weld. Si pensò anche a Nicholson per il ruolo di Guy.

La Farrow odia davvero mangiare il fegato, come si vede nel film.

E' stato l'ultimo film del creatore di SFX Farciot Edouart.

Il costume da satanasso che si vociferava (falsamente) che fosse stato indossato da LaVey durante la scena del rapporto sessuale, fu riutilizzato nel film La morte dietro il cancello (1972).