Tratto dall'omonimo romanzo di Ira Levin.
Questo romanzo dell'inquietudine strisciante e mai veramente
palesata fece molto parlare di sé durante gli anni
Sessanta (e quindi vendette molto). Hollywood si affrettò,
ovviamente, a farne una trasposizione cinematografica. Si
affida il progetto a Roman Polanski, qui al suo primo film
in USA dopo tre in UK, il quale segue pedissequamente il
romanzo, aggiungendo solo qualcosa nel finale per rendere
la pellicola un po' più accattivante. Il risultato
è certamente notevole soprattutto tenuto conto del
fatto che il produttore è William Castle, principe
del sideshow, che saggiamente mette i soldi ma evita di
metterci mano e faccia (a parte una fugace apparizione).
La Farrow è una vera delizia e anche se non fosse
la più grande attrice "con le parole",
il suo fragile corpo esprime alla perfezione tutti gli stati
d'animo che la donna deve mettere in campo in questo film.
Bravo come al solito Cassavetes e da applauso (e da Oscar
visto che l'ha preso davvero come Migliore Attrice Non Protagonista)
la Gordon nella parte dell'invadentissima vicina di casa.
Memorabile la musica di Krzysztof Komeda canticchiata dalla
Farrow stessa in quella che sembra una satanica ninna-nanna.
Il film ebbe anche un certo richiamo per degli avvenimenti
legati alla produzione, e un po' per il fatto che trattandosi
di Satana, come sarebbe successo con L'Esorcista
e Il Presagio, qualcosa di strano
ci doveva essere per forza. Prima di tutto l'assassinio
di Sharon Tate (che nel film appare in un piccolo ruolo)
moglie di Polanski, fatta a pezzi dalla famigerata Manson's
Family; quindi l'omicidio di John Lennon fuori dal Dakota
Building (che è quello del film, solo che nella pellicola
viene rinominato Bramford); quindi ci sono le voci del ruolo
che avrebbe avuto Anton LaVey nella produzione del film
(chi è LaVey? fate un salto qui!).
Rosemary's Baby è considerato il miglior
film di Polanski, la pellicola in cui ha fatto tesoro della
lezione hitchcockiana ma reinterpretandola a proprio modo,
portando avanti un personalissimo discorso sul terrore nascosto
nella normalità e legato agli appartamenti [il trittico
è composto da Repulsion
(1965), Rosemary's Baby (1968) e L'inquilino
del terzo piano (1975)]. Questo è il film della
paura che non c'è, che non si vede (gli effetti speciali
sono relegati alla scena della copula, ma sono comunque
minimi) e quindi ancor più inquietante. In verità
il film procede lento ed è facile annoiarsi guardando
questa pellicola che difficilmente potrebbe incontrare i
gusti del pubblico dei nostri giorni. Se a distanza di quasi
40 anni lo spettatore non avverte più così
forte il senso di minaccia nascosta che serpeggia nel film,
è innegabile che il regista, come suo solito, realizza
un prodotto di grande qualità visiva e tecnica. Consigliato soprattutto
ai cinefili e agli appassionati di horror, visto che Rosemary's
Baby si potrebbe definire un "art house horror".
Con un seguito che ha scontentato pubblico
e critica: Cosa è successo a Rosemary' Baby?
rititolato Rosemary's Baby II (1976). E' un film
per la TV.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Mentre Mia Farrow era sul set ha ricevuto
le carte del divorzio dal marito: Frank Sinatra.
Inizialmente si voleva alla regia Alfred
Hitchcock.
Polanski è rimasto molto fedele
al romanzo nel suo adattamento. Stessi dialoghi, stessi
colori e stessi vestiti come indicati nel libro.
William Castle acquistò i diritti
del romanzo e la Paramount diede il via a patto che Castle
non dirigesse il film. Questo perché Castle aveva
la fama di regista di low-budget horror. Ma lo si fece comparire
nel film in un cameo: è l'uomo vicino alla cabina
telefonica.
Tony Curtis compare nel film con la voce.
E' quell'attore che chiama poiché è divenuto
cieco per una maledizione, la qual cosa permette a Guy di
ottenere la parte.
Rosemary (Farrow) dice a Terry Ginoffrio
(Angela Dorian), "Pensavo che tu fossi Victoria Vetri,
l'attrice", al che Terry risponde "Tutti lo dicono,
ma io non vedo la somiglianza". Victoria Vetri è
il vero nome di Angela Dorian.
La Farrow riferì che la scena in
cui camminava nel traffico era vera e non preparata. sembrerebbe
che Polanski le abbia detto che tanto "Nessuno andrebbe
addosso ad una donna incinta".
Questo è il primo film americano
di Polanski, ma a dire il vero sarebbe dovuto essere Gli
Spericolati (1969), però Robert Evans della
Paramount pensò che Rosemary's Baby fosse più
adatto a lui.
Polanski voleva Tuesday Weld (Un posto
tranquillo, 1971), nei panni di Rosemary e Robert Redford
in quelli di Guy, ma Redford era impegnato a girare Gli
Spericolati e la produzione impose la Farrow al posto
della Weld. Si pensò anche a Nicholson per il ruolo
di Guy.
La Farrow odia davvero mangiare il fegato,
come si vede nel film.
E' stato l'ultimo film del creatore di
SFX Farciot Edouart.
Il costume da satanasso che si vociferava
(falsamente) che fosse stato indossato da LaVey durante
la scena del rapporto sessuale, fu riutilizzato nel film
La morte dietro il cancello (1972).