La Frase dal Film:
"Avete mai visto una faccia come questa?" "Sì, una" "Dite la verità: potete cambiarla?"
Tredicesimo film horror che si rifà in qualche modo ad Edgar Allan Poe, cavalcando il successo dei lavori di Roger Corman ispirati alla penna dello scrittore ed inaugurati da I Vivi e i Morti (The House of Usher, 1960). Il film fu realizzato dal ramo inglese della American International Pictures che aveva prodotto la maggior parte dei film di Corman "a tema" Poe che avevano come attore protagonista Vincent Price. Per la regia fu scelto Gordon Hessler, seconda opzione dopo la prematura morte di Reeves*, regista che poi, a parte alcuni sparuti titoli, non ebbe molto fortuna nell'horror (Terrore e Terrore, 1969; Satana in Corpo, 1970; I terrificanti delitti degli assassini della via Morgue, 1971). La distribuzione italiana, nel solito tentativo di chiamare alle sale il numero più alto di spettatori, stravolge il titolo originale (traducibile come "la cassa allungata"), optando per La Rossa Maschera del Terrore, un chiaro riferimento al racconto di Poe "La Maschera della Morte Rossa", che però nulla centra con la trama di questo film, a parte il fatto che Edward Markham indossa per tutto il film un cappuccio di quel colore. La storia originale di Poe dal titolo "The Oblong Box", che comunque presenta delle sostanziali differenze rispetto al film che si fregia col medesimo titolo, tratta di un uomo che viaggia su una nave per percorsi oceanici portando con sé una lunga cassa che si scoprirà contenere il corpo della moglie; quando una tempesta sorprenderà la nave e l'equipaggio dovrà correre alle scialuppe di salvataggio, l'uomo preferirà annegarsi ma rimanere con la cassa piuttosto che separarsene. Nulla di ciò viene mostrato nel film che a mala pena mette davanti alla mdp una bara. La narrazione della pellicola sta più sui binari del melodramma con qualche incursione negli stereotipi del gotico: sepoltura anzitempo (questa sì tematica cara a Poe), un matto tenuto segregato in una parte inaccessibile della casa, ladri di tombe, un pazzo libero di circolare e di uccidere. La storia in sé non è particolarmente avvincente sebbene il regista abbia diretto l'opera con gusto estetico, soprattutto i colori sono vibranti, e con capacità, le scene d'omicidio sono decisamente energiche. Da buon inglese però il film è flemmatico e poco risoluto, con flashback di avvenimenti accaduti in Africa realizzati in maniera un po' camp. Gli attori ci sono e sanno il fatto loro, anche se l'impianto melodrammatico li spinge all'overacting: Vincent Price è sempre e comunque strepitoso. Un finale beffardo chiude dignitosamente La Rossa Maschera del Terrore, non il migliore horror che si rifà a Poe ma comunque una pellicola ricca di atmosfera e pienamente godibile dall'appassionato che ama lo stile retrò.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 175.000 dollari ed è stato girato agli Shepperton Studios (Shepperton, Surrey, UK).
*Il film doveva essere diretto da Michael Reeves (Il Grande Inquisitore, 1968) ma il regista morì durante il periodo di pre-produzione per un'overdose di barbiturici.
Lawrence Huntington, che aveva scritto la prima bozza della sceneggiatura, morì 12 giorni dopo che iniziarono le riprese del film.