La Frase dal Film:
"Non c'è più niente di umano in lui, è una creatura del Male. In lui la scintilla di Dio si è spenta nel momento stesso in cui il Diavolo si è impossessato di lui. Non appartiene più al Signore ma al Maligno"
Tentativo non del tutto riuscito di fare il verso ad Antropophagus (1980), o meglio di doppiarne il successo, recuperandone atmosfere malate e brutalità splatter, oltre che far di nuovo recitare nei panni del minaccioso omone il nerboruto Eastman. Non è un caso che Mikos compaia sulle prime con le budella di fuori, esattamente come appariva Eastman alla fine di Antropophagus. Qui però manca del tutto l'elemento cannibal e Massaccesi ed Eastman (quest'ultimo cura soggetto e sceneggiatura), subodorando la tendenza slasher inaugurata da Halloween (1978) che già era possibile intravedere nel film del 1980, danno al killer di Rosso Sangue "l'aspetto" di un assassino da film slasher (compreso il dono della rigenerazione-immortalità). Edmund Purdom, qui un poco sotto tono, gioca nel ruolo che in Halloween era stato di Pleasence. Il risultato non è prevedibilmente comparabile con il lavoro di Carpenter perché, manco a dirlo, l'approccio di Massaccesi è quello dell'horror casereccio a basso budget. Inoltre Rosso Sangue risulta avere meno vis dello stesso Antropophagus, film molto trash ma anche molto energico e divertente nel giocare con l'eccesso. Poco coerente e comprensibile nelle premesse e nello svolgimento, Rosso Sangue è tuttavia un divertente (per l'appassionato) susseguirsi di quadretti sanguinosi nei quali il killer dà realizzazione alla sua creatività omicida. Così un'infermiera si becca una trapanata nel cervello, ad un uomo viene segata la testa, una si becca un piccone in testa (la scena nello specifico è abbastanza trash per l'espressione regalataci dall'attrice Cindy Leadbetter), e la bella Annie Belle finisce con la testa nel forno in una sequenza di morte particolarmente lunga. Il film viene arricchito dall'elemento umano veicolato dalla giovane Katya Berger, figlia del regista William Berger, che nei panni di una ragazzina disabile saprà trovare la forza, da buona "final girl", di affrontare la minaccia rappresentata da Mikos Stenopolis ed eradicarla in maniera brutale, secondo quel paradigma di permeabilità del Male già esposto dal filosofo Nietzsche secondo il quale quando si guarda nell'abisso, l'abisso guarda dentro di noi. Ma Rosso Sangue è ben distante da profonde considerazioni e la sua natura è ben più pragmatica che artistica. Di fatto, conclusa la pellicola, nella mente dello spettatore balena l'idea di aver visto l'ennesimo horror splatter che non lascia segno, specularmente alla struttura del film stesso, che accatasta l'una dopo l'altra situazioni brute e sanguinose senza coerenza e senza sforzo di dare agli elementi del puzzle un senso d'insieme. Anche così però, per l'oretta e mezza che dura e che vale, Rosso Sangue si lascia vedere dall'appassionato di film di genere che ne sa apprezzare l'iperbole violenta e la tensione claustrofobica (soprattutto nella seconda parte). Il musicista Carlo Maria Cordio, nel comporre lo score, cerca di imitare i Goblins ma gli va male. Un Massaccesi "minore" solo per afecionados.
Noto all'estero come: Terror sin límite (Spagna), Psychose infernale (Canada), Horrible (Francia), Ausgeburt der Hölle o Anthropophagous 2 (Germania), Monster Hunter (USA), Absurd (Internazionale).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Manziana, paesino vicino al lago di Bracciano.
E' uno dei film inseriti fra i Video Nasties dalla censura inglese.
Michele Soavi compare nel ruolo di un motociclista.