TRAMA

John Harrington (Forsyth) gestisce un atelier di abiti da sposa ma soprattutto John Harrington è un serial killer che uccide donne a causa di un antico trauma. Non che la sua vita famigliare sia più tranquilla. Sposato con Mildred (Betti), che in verità è padrona dell'attività commerciale, John litiga con la donna tutto il giorno tutti i giorni finché non si decide e l'accoppa. Sempre più sprofondato nel suo delirio e "disturbato" dalla polizia che ha iniziato a sospettare qualcosa, John inizia ad essere visitato dal fantasma della moglie che lo minaccia di "rimanere al suo fianco" per l'eternità.

 


IL ROSSO SEGNO DELLA FOLLIA
(ITALIA/SPAGNA - 1970 - 88min - Colore)

di Mario Bava

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Poco sangue e poco mistero, ma molto molto stile per questo film di Bava che sa distinguersi anche come opera minore del maestro.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Jooohnn...Jooohnn..."

Dopo una pausa dall'horror durata qualche anno, Bava tornò alle più cupe tematiche con una coproduzione italo-spagnola che è nota anche con il titolo Un'accetta per la luna di miele. In questa pellicola il regista, strizzando l'occhio a Estasi di un delitto (1955) di Buñuel, prende un po' in giro la figura del maniaco omicida che così tanta fortuna stava avendo nel cinema in quel periodo. Ribaltando gli assunti che volevano l'identità del colpevole svelata solo alla fine, Bava scopre le carte fin da subito e in un monologo fuori campo fa confessare immediatamente al protagonista (Stephen Forsyth, qui in gran forma con dei vestitini da urlo) la sua "insana passione", ovvero uccidere donne. Nessun mistero da svelare, quindi, ma una dimensione psicologica da dipingere con il suo consueto stile e la cura dei dettagli (anche e soprattutto cromatici) che hanno contraddistinto il suo lavoro. Il film si apre, come Sei donne per l'assassino (1964), in un atelier, questa volta di abiti da sposa, luogo in cui il protagonista passerà dall'essere un "soddisfatto" maniaco impotente e legato ad un trauma edipico stile Psyco (1960), allo scivolare nel delirio di chi confonde realtà e fantasia come un proto-Patrick Bateman di American Psycho (2000). Coloro che si aspettano molto gore e molta paura rimarrano delusi; Bava rinucia all'exploitation e piuttosto inserisce una vena di black-humor che corre parallela alla ghost story. La personalità psicotica del protagonista (quindi frammentata) si riflette nello stile registico e questo permette a Bava di utilizzare differenti soluzioni che vanno dal flashback in bianco e nero, alle soluzioni più tipicamente romantiche, a trovate tipicamente thriller. Il tutto lasciando un margine di irrazionalità ed incomprensibilità assai gradevole che però offrì il destro ai suoi detrattori che lo accusarono (come accadrà anche ad Argento) di surclassare la logica con lo stile. Poco sangue non vuole comunque dire che manchi il macabro: forte l'immagine di John Harrington che inserisce nel bruciatore il corpo di Femi Benussi, abbastanza violenta la morte che attende la brava Laura Betti inseguita da Forsyth che porta in testa un velo da sposa, pregevoli le riprese dei sinistri balocchi nella camera dei giocattoli; l'Argento di Profondo Rosso (1975) deve qualcosa a Bava! Tutti gli attori sono convincenti e oltre quelli già segnalati, va indicata anche la presenza di Dagmar Lassander, bel volto stranoto nei film anni '70 e '80, qui nei panni di Helen Wood. Concludendo direi che Il rosso segno della follia, benché non sia il più noto nè il più bello dei film di Bava, rimane una pellicola migliore della media dei film che altri registi avrebbero potuto produrre nel pieno delle loro "possibilità". Interessante, diverso, di stile. Quindi il mainstream si astenga.

Noto all'estero come: Una hacha para la luna de miel (Spagna), Hatchet for the honeymoon (USA), Blood brides (UK), Une hache pour la lune de miel (Francia). Il titolo italiano alternativo, traduzione di quello spagnolo è Un'accetta per la luna di miele.


FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il film fu girato quasi due anni prima della data di distribuzione in Italia.

La casa di John è in verità quella del Caudillo, per gentile concessione del Generalissimo Francisco Franco.

Il film che sta guardando in TV John e che gli "offre un alibi" è I tre volti della paura del 1963 dello stesso Bava. La sequenza mostrata è quella del secondo episodio "I Wurdalak" con Boris Karloff.