TRAMA

Irlanda, 1902: il conte Marnack (Giacomo Rossi-Stuart) invita al suo castello un gruppo di attricette per il semplice fatto che fra esse ce n'è una, Evelyn (Patrizia De Rossi), della quale il conte è innamorato. Evelyn, fra l'altro, assomiglia molto alla precedente moglie dell'uomo. Una volta arrivati al castello, le ospiti inizieranno ad essere decapitate da un assassino misterioso.


LA SANGUISUGA CONDUCE LA DANZA
(ITALIA - 1975 - 90min - Colore)

di Alfredo Rizzo

GENERE
ITALIAN GIALLO - EROTIC
IN BREVE
Pessimo giallo pruriginoso con vaghi toni gotici
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Che schifo! Tutti questi maschi non pensano che a una cosa" "E tu no, cara?" "Oh sì, tesoro, ma per noi è diverso!"

Un film scadente con un titolo assurdo che lascerebbe intuire qualche retroscena vampiresco: nulla di più sbagliato. La sanguisuga conduce la danza è l'unico giallo girato da Rizzo che fu più prolifico come attore che come regista, e spero anche che, come attore, fosse più bravo. Aspettando un finalone in cui si susseguono inutili autoaccuse (false, per di più) che portano alla soluzione dell'enigma (assurda come poche), il film è essenzialmente un gialletto pruriginoso di un certo gusto gotico. Gotico perché si svolge in un castello, tutto qua. La pellicola di Rizzo non riesce mai a creare un'atmosfera degna di un film giallo o horror, così preso com'è a mostrare donne nude allo specchio e scene saffiche fra l'altro molto poco coraggiose. La maggior parte degli interpreti è indecente: il maggiordomo è un ridicolo bigotto psicotico interpretato in maniera sconcia da Mario De Rosa. Lo stesso vale più o meno per gli altri, esclusi Rossi-Stuart e la De Rossi che forse, visto il ruolo, riescono ad avere un'interpretazione più ponderata. I momenti di comicità, lasciati alla fastidiosissima petulanza e maleducazione di Cora (Kristina Nell), sono manna per l'amante del trash, e perché il mondo lo sappia, i dialoghi furono scritti dallo stesso Rizzo che quindi non ci volle privare di nessuna gioia, dalla regia alla sceneggiatura. Tristissimi gli iserimenti di spezzoni di mare in burrasca, metaforicamente speculari al dramma che si vive nel castello; alcuni spezzoni sono anche in bianco e nero, il perché non è dato di sapere. In una pellicola scialba, Rizzo inserisce elementi splatter come le decapitazioni, ma l'azione è tutta off-screen e l'unica cosa che abbiamo la possibilità di vedere sono i capoccioni recisi, senza che però ci sia sangue intorno. Come detto sopra, le scene lesbo sono fiacche, cosa che delude anche coloro che potrebbero vedere ne La sanguisuga conduce la danza una ghiotta occasione di vedere della patata all'opera: in una scena le due amanti sono sorprese a letto dalla cameriera la quale però esce imbarazzata dalla stanza deludendo le espettative di quelli che ben sanno che idraulici, pizzaioli e camerieri non dicono mai di no ad occasioni del genere. Senza sesso, paura e sangue, la pazienza dello spettaore cala a picco ed il coma rapisce gioiosamente lo spettatore che controlla l'orologio in un interminabile conto alla rovescia. Il finale alla Agatha Christie con l'ispettore (interpretato dal regista Batzella) che fa il punto della situazione di fronte ai sospetti è la cigliegina sulla torta. Solo gli irriducibili del giallo all'italiana potrebbero, non dico apprezzare, ma resistere. Ovviamente sconsigliato.

Noto all'estero come: L'insatiable Samantha - la sangsue (Francia), Danza Macabra (Spagna), The Passion of Evelyn (Usa versione doppiata), The Bloodsucker Leads the Dance (UK, versione censurata).

exxagon fecit MMVI