La Frase dal Film:
"Mi piace questo tuo corpo bello e forte, perché
potrai difenderti da me"
Dei tre film più noti di questo
regista (El Topo, 1970; La
Montagna Sacra, 1974), questo è il più
coeso a livello di plot e sicuramente il più accessibile
al mainstream. Nonostante ciò Santa Sangre
rimane una pellicola con un forte impatto weird dal momento
che i nuclei tematici di Jodorowsky rimangono intoccati
così come le suggestioni che richiamano Fellini,
Buñuel (e quindi il surrealismo), e con rimandi a
film horror quali Il mistero delle cinque dita
(1946), Le mani dell'altro (1960), Psycho
(1960), e L'uomo invisibile (1933) palesemente
omaggiato in questa pellicola. E' Fenix l'uomo invisibile
poiché vive all'ombra (o meglio, dietro le spalle)
di una madre padrona che gli fa da guida in tutto e per
tutto. Fenix non ha un'identità, è un uomo
che vive ossessionato dai suoi feticci; tema caro anche
a Buñuel nei suoi film girati durante l'esilio messicano.
Santa Sangre è fondamentalmente diviso in
due blocchi distinti: il primo è più esuberante,
quello che ha a che fare con il circo, quello più
felliniano, con il memorabile funerale dell'elefante a metà
fra il comico e l'orrorifico quando i poveri assaltano la
gigantesca bara in cui è contenuto l'animale per
accaparrarsi pezzi di carne. Scena molto Romeriana. Ironica,
anche se in modo macabro, la sorte di Concha (termine volgare
con cui in Messico si indica la vagina), lei predicatrice
di un culto che santifica una ragazza a cui furono tagliate
le braccia, e che a sua volta subirà lo stesso destino.
Le suggestioni sessuali, così care a Jodorowsky,
non si fermano qui: una su tutte la vasca colma di sangue
nel tempio di Santa Sangre chiara allusione al sangue mestruale,
tenendo conto anche del nome "Concha". La seconda
parte del film è più cupa, più vicina
all'horror e, per quanto ricca di elementi weird, ha una
struttura maggiormente lineare andandosi a rifugiare nelle
tematiche edipiche che sono proprio quelle che fanno pensare
a Psycho (1960) come modello. A ben vedere la forza
immaginitaviva del regista, ciò che mette in scena
e soprattutto il modo in cui lo fa, superano di gran lunga
il plot stesso non così originale; chi conosce già
i lavori di Jodorowsky avvertirà come ridondanti
alcuni temi e concetti, così che forse la durata
del film pare un po' eccessiva e quello che poteva essere
"detto" in 90 minuti viene dilatato in 120. Per
quanto più accessibile Santa Sangre rimane
ricolmo di un simbolismo non sempre comprensibile nell'immediato
o non sempre comprensibile del tutto. In questo Jodorowsky
si riconferma un regista indipendente che non si piega alle
esigenze del mercato e del pubblico, anche se dubito che
fra le finalità di Claudio Argento (produttore fratello
di Dario) non ci fosse quella di smerciare ad un più
ampio pubblico il genio maledetto del regista cileno; cosa
difficile che possa mai avvenire. Tecnicamente il film rimane
un prodotto di grande fascino che riesce a massimizzare
le locations e la fotografia nonostante un budget decisamente
limitato. Memorabili le interpretazioni di Axel Jodorowsky
e di Blanca Guerra quando recitano letteralmente attaccati
e il giovane muove le braccia come appartenessero alla donna.
Di certo Santa Sangre, a livello di mero horror,
non è così riuscito dal momento che la vera
forza della pellicola rimane più sul versante del
dramma e sulle caratteristiche surreali dell'opera. In ogni
caso la singolarità dell'operazione ne fa una pellicola
di grande interesse; per gli weird-seekers Santa Sangre
è già da un pezzo un film culto. Secondo me
se una persona dovesse scegliere fra i film di Jodorowsky
farebbe meglio a dirigere la propria attenzione verso La
Montagna Sacra (1974), estremamente più ostico
ma davvero paradigmatico della poetica di Jodorowsky.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film costò circa 787.000 dollari.
Come tributo agli horror messicani, il
film include una scena con wrestler mascherato ed una superdonna
chiamata La Santa.
Il progetto iniziò quando a Jodorowsky
fu commisionato di scrivere e dirigere un film basato sulla
vita del criminale messicano Gregorio Càrdenas.
Il protagonista Fenix è stato interpretato
dai due figli di Jodorowsky, Adan e Axel.