La Frase dal Film:
"Il male e la violenza sono le uniche due forze che detengono il potere. Che c'è nel mondo? Il caos è un andamento prestabilito. Violenza, cupidigia, intolleranza, pigrizia, gelosia, i peccati mortali o le più mortali virtù"
Arrivati all'ottavo Dracula, l'impressione fu che la Hammer non sapesse più dove andare a parare. La parola d'ordine, già attiva dal film precedente, era "rinnovamento", ovvero far uscire il Vampiro dal gotico vittoriano per svecchiarne l'icona. 1972: Dracula colpisce ancora (1972) c'era riuscito solo parzialmente, incrociando la swinging London con il solito Christopher Lee impomatato che non muoveva un passo al di fuori da una chiesa sconsacrata (location gotica). Con I Satanici Riti di Dracula la Hammer raschia il fondo del barile, tentando un improbabilissimo mix di concetti e influenze. Il titolo del film deve qualcosa alla moda diavolesca conseguente al successone de L'Esorcista (1973), l'inserimento dei servizi segreti inglesi nella faccenda pesca torbidamente nello spionistico alla 007, mentre il Dracula a capo di una multinazionale del male, cioé il vampirismo come metafora capitalistica, ricorda non poco il nostro ...Hanno cambiato faccia (1971), film di contestazione diretto da Farina. Nei panni dei protagonisti, il rodatissimo duo Christopher Lee e Peter Cushing, attori che mantengono la loro professionalità a livelli elevati anche se inseriti in contesti confusi come quello proposto in questo film. La verità è che Dracula nei panni di un novello industriale che macchina lo sterminio della popolazione mondiale (addirittura!) tramite armi batteriologiche è un salto quantistico rispetto al gotico vittoriano, e un balzo di tale portata non era esattamente ciò che il pubblico si aspettava né, in effetti, si necessitava di tanta fantasticheria per rinnovare il mito di Dracula. Per di più il personaggio del Vampiro entra in scena a film bello che avviato, lasciando che lo spettatore si destreggi per lunghi minuti in un guazzabuglio fata-satanico-politico-spionistico. Per di più la regia di Alan Gibson non offre particolari dinamismi o invenzioni tecniche e guida la narrazione verso il finale in modi decisamente lineari. La stanchezza di Lee e Cushing è palese. Christopher Lee si accorse per primo che la saga dell'hammer-vampiro era giunta al termine e appese il mantello al chiodo. Peter Cushing, invece, si mostrò più disponibile e riprende il ruolo di Van Helsing quatro anni dopo, nell'ultimissimo exploit hammer con un assurdo Dracula non-Lee che compare per pochi minuti e che ha a che fare con le arti marziali. Ma per come si erano messe le cose con questo I Satanici Riti di Dracula era prevedibile che un ennesimo capitolo avrebbe significato solo una cosa: il delirio. Qualche tetta, concessione dei tempi in cui fu girato, non salva il film dalla categoria degli horror che va bene vedere una volta. Una sola volta.
Preceduto da Dracula il Vampiro (1958), Le Spose di Dracula (1960), Dracula principe delle tenebre (1965), Le amanti di Dracula (1968), Una messa per Dracula (1969), Il Marchio di Dracula (1970), 1972: Dracula colpisce ancora (1972). Seguito da La leggenda dei 7 vampiri d'oro (1974).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato fra il 18 novembre e il 30 dicembre 1972.
Il film pare essere diventato di pubblico dominio, il che significa che tutti possono legalmente venderne copie senza pagarne i diritti.
Christopher Lee, dopo questo film, giurò che sarebbe occorso Franco Zeffirelli per convincerlo a rimettersi di nuovo addosso i canini di Dracula; nonostante il giuramento Lee tornerà a vestire i panni del vampiro in Dracula padre e figlio (1976)... che non è di Zeffirelli.
Il chimico Keeley è Freddie Jones, che qualcuno ricorderà nei panni dello sgradevole circense Bytes in The Elephant Man (1980), per intenderci quello che sfruttava John Merrick. Ancora per intenderci, in questo film recita con lo stesso stile utilizzato in quello (agitato, tremolante, folle).