La Frase dal Film:
"Vivere o morire, fa la tua scelta"
Parliamoci chiaramente, dopo la fortunata
apparizione nel panorama cinematografico di due perle quali
Il silenzio degli innocenti (1990) e Seven
(1995), siamo stati sommersi da una ridda di thrilleroni
a tinte fosche che "avrebbero voluto essere ma non
erano". Così, dopo aver collezionato ossa, ci
si era rassegnati a non aspettarsi più nulla di originale.
A farci alzare la testa ci pensa un duo low-budget, il giovane
regista Wan ed il suo amico soggettista Whannell (che nel
film è il fotografo), dimostrando che i soldi delle
major possono molto ma non possono tutto. Con una partenza
che suona intrigante come Cube (1998),
questo Saw ci proietta in una storia intricata e malsana
in cui un misterioso figuro insegna al mondo ad apprezzare
la vita nel modo più delirante possibile. La prima
parte del film è quasi ineccepibile con chicche apprezzatissime
da feticisti del giallo anni '70 come me, quali la presenza
di un pupazzo che richiama in modo dichiarato il burattino
di Profondo Rosso (1975).
Tensione, horror, attenzione dello spettatore calamitata
per l'intricarsi della faccenda e prime supposizioni nelle
menti di coloro che per dimostrarsi più intelligenti
si perdono il film concentrati come sono nel tentativo di
azzeccare l'identità del killer. Tempo perso. Per
sollazzare proprio quelli che vogliono a tutti i costi il
colpo di scena, chi di dovere si è inventato un escamotage
che se non ridicolo è se non altro inverosimile,
facendo compiere inoltre ai protagonisti del film delle
scelte che accontentano più il plot che la logica.
Poco male. In fondo un tocco di fantasia e di inverosimiglianza
non danneggia certo la nostra razionalità; in più
il colpo di scena riavviva gli ultimi minuti della pellicola
che avevano perso di nerbo e si erano assestati al livello
"thriller pericolosamente banale". Pregevole la
cura prestata alla ri-costruzione delle locations: sporche,
scure, macabre quasi come l'aria che si respirava in Seven.
Tutti gli attori fanno un buon lavoro e sono convincenti
nel trasmettere il disagio ed il senso di smarrimento proprio
di coloro che si trovano intrappolati in un gioco che ha
tutte le probabilità di trasformarsi in tragedia.
Da citare Danny Glover, qui molto meno arma letale del solito,
nei panni di un abborracciato poliziotto, e Cary Elwes che
dà fondo alle sue capacità recitative drammatiche
e mette nel cassetto le sue performances comiche da Robin
Hood - Un uomo in calzamaglia (1993). Lo score musicale
è interessante ma essendo stato composto da due membri
dei Nine Inch Nails, aspettatevi qualcosa di "industrial"
che in alcune momenti danneggia il pathos dell'azione. Se
dunque da una parte la regia di Wan non si presta a virtusismi,
il finale lascia a bocca aperta ma cozza con le leggi di
natura, e il tutto sembra prodotto nel tentativo di emulare
stile e successo di Seven (1995), dall'altra occorre
dar merito al fatto che Saw - l'enigmista fa convivere
thriller e horror in maniera superba, mostrando viscere
e non mostrando amputazioni, il che rende la cosa nella
fantasia dello spettatore ancor più truce. C'è
horror, c'è stile, c'è tensione, c'è
trama, c'è colpo di scena. Ce n'è per tutti.
Consigliato l'acquisto.
Seguìto da Saw
II - La soluzione dell'enigma (2005), Saw III - l'enigma senza fine (2006), Saw IV (2007), Saw V (2008) e Saw VI (2009).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il detective Sing che insegue Jigsaw è
l'ultima scena ad essere stata filmata
Il pupazzo di Jigsaw fu costruito dai creatori
del film, non è stato acquistato nè è
un puppazzo al quale siano state apportate delle modifiche.
Originariamente il film era destinato solo
all'homevideo. Dopo i primi test di proiezione ci si accorse
che la cosa poteva funzionare anche nelle sale.
Il giovane regista James Wan (nato nel
1977) prese la cosa come una scommessa e rifiutò
il pagamento fisso optando per quello a percentuale d'incassi.
Quando si dice avere la vista lunga: il film costò
circa 1.200.000 dollari e ne incassò 102.898.683.
Il film contiene almeno due palesi (e dichiarati)
riferimenti ai gialli del nostro Dario Argento. Il pupazzo,
specialmente quando viene preso a mazzate, è un riferimento
a Profondo Rosso (1975),
così come i primi piani dei guanti neri del killer
sono un riferimento ad una delle firme stilistiche di Argento.
Inizialmente l'MPAA aveva vietato il film
ai minori di 17 anni (NC-17); il regista dovette tagliare
alcune scene per ottenere il rating R. La versione non censurata
è più lunga di 8 secondi e le scene tagliate
sono: Amanda che ravana negli intestini, il ciccione che
si fa strada nel filo spinato, immagini della scientifica.
La direttrice del casting Amy Lippens chiese
al regista Wan chi lui volesse per il ruolo di Amanda ed
egli rispose, per capriccio, che voleva Shawnee Smith ma
solo perché lui era "innamorato" di lei
da quando aveva dieci anni. Wan rimase sorpreso quando la
Lippens tornò pochi giorni dopo dicendogli che aveva
scritturato proprio la Smith.
Nel film il detective traccia un segnale
d'allarme anti-incendio: si trova in Stygian Street. Stygian
(2000) è il titolo del primo film di James Wan.
Lo stesso weekend che Saw uscì
nelle sale si approvò la produzione di Saw
II (2005).
La scena demo di previz (pre-visualization)
che il regista portò per gli studios in cerca di
finanziatori era quella della trappola d'orso al contrario.
La trappola usata per la demo, però, era stata fatta
da un designer industriale amico del regista e per farla
arrugginire fu messa in acqua salata e lasciata sul tetto
una settimana all'aria. Leigh Whannell, che nella demo faceva
la parte di Amanda, si dovette mettere in bocca qual ferro
arrugginito! Nel film, invece, fu usato un meccanismo di
scena dipinto con vernice "arrugginita". La trappola
della demo, però, funzionava davvero e se usata "bene"
poteva realmente scardinare la mandibola.
La scena in cui Leigh Whannell ravana nel
cesso sporco è un tributo a Trainspotting
(1996).