TRAMA

Un medico ed un fotografo si svegliano e si trovano misteriosamente imprigionati in un bagno, legati con una catena alla caviglia, impossibilitati alla fuga. Sono prigionieri di un serial killer, chiamato dagli inquirenti L'Enigmista, che si prende la briga di insegnare ad amare la vita facendo sfiorare la morte. I due hanno sei ore di tempo per liberarsi o moriranno. In questo gioco perverso entrambi hanno la possibilità di raccontare le loro rispettive storie, ma il tempo stringe e il folle killer sembra aver ordito un piano perfetto che non lascia scampo, ai protagonisti e agli spettatori.

 


SAW - L'Enigmista
(titolo or.: Saw - USA - 2004 - 102min - Colore)

di James Wan

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
All'ombra di Seven, un notevole mix di horror e thriller
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Vivere o morire, fa la tua scelta"

Parliamoci chiaramente, dopo la fortunata apparizione nel panorama cinematografico di due perle quali Il silenzio degli innocenti (1990) e Seven (1995), siamo stati sommersi da una ridda di thrilleroni a tinte fosche che "avrebbero voluto essere ma non erano". Così, dopo aver collezionato ossa, ci si era rassegnati a non aspettarsi più nulla di originale. A farci alzare la testa ci pensa un duo low-budget, il giovane regista Wan ed il suo amico soggettista Whannell (che nel film è il fotografo), dimostrando che i soldi delle major possono molto ma non possono tutto. Con una partenza che suona intrigante come Cube (1998), questo Saw ci proietta in una storia intricata e malsana in cui un misterioso figuro insegna al mondo ad apprezzare la vita nel modo più delirante possibile. La prima parte del film è quasi ineccepibile con chicche apprezzatissime da feticisti del giallo anni '70 come me, quali la presenza di un pupazzo che richiama in modo dichiarato il burattino di Profondo Rosso (1975). Tensione, horror, attenzione dello spettatore calamitata per l'intricarsi della faccenda e prime supposizioni nelle menti di coloro che per dimostrarsi più intelligenti si perdono il film concentrati come sono nel tentativo di azzeccare l'identità del killer. Tempo perso. Per sollazzare proprio quelli che vogliono a tutti i costi il colpo di scena, chi di dovere si è inventato un escamotage che se non ridicolo è se non altro inverosimile, facendo compiere inoltre ai protagonisti del film delle scelte che accontentano più il plot che la logica. Poco male. In fondo un tocco di fantasia e di inverosimiglianza non danneggia certo la nostra razionalità; in più il colpo di scena riavviva gli ultimi minuti della pellicola che avevano perso di nerbo e si erano assestati al livello "thriller pericolosamente banale". Pregevole la cura prestata alla ri-costruzione delle locations: sporche, scure, macabre quasi come l'aria che si respirava in Seven. Tutti gli attori fanno un buon lavoro e sono convincenti nel trasmettere il disagio ed il senso di smarrimento proprio di coloro che si trovano intrappolati in un gioco che ha tutte le probabilità di trasformarsi in tragedia. Da citare Danny Glover, qui molto meno arma letale del solito, nei panni di un abborracciato poliziotto, e Cary Elwes che dà fondo alle sue capacità recitative drammatiche e mette nel cassetto le sue performances comiche da Robin Hood - Un uomo in calzamaglia (1993). Lo score musicale è interessante ma essendo stato composto da due membri dei Nine Inch Nails, aspettatevi qualcosa di "industrial" che in alcune momenti danneggia il pathos dell'azione. Se dunque da una parte la regia di Wan non si presta a virtusismi, il finale lascia a bocca aperta ma cozza con le leggi di natura, e il tutto sembra prodotto nel tentativo di emulare stile e successo di Seven (1995), dall'altra occorre dar merito al fatto che Saw - l'enigmista fa convivere thriller e horror in maniera superba, mostrando viscere e non mostrando amputazioni, il che rende la cosa nella fantasia dello spettatore ancor più truce. C'è horror, c'è stile, c'è tensione, c'è trama, c'è colpo di scena. Ce n'è per tutti. Consigliato l'acquisto.

Seguìto da Saw II - La soluzione dell'enigma (2005), Saw III - l'enigma senza fine (2006), Saw IV (2007), Saw V (2008) e Saw VI (2009).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il detective Sing che insegue Jigsaw è l'ultima scena ad essere stata filmata

Il pupazzo di Jigsaw fu costruito dai creatori del film, non è stato acquistato nè è un puppazzo al quale siano state apportate delle modifiche.

Originariamente il film era destinato solo all'homevideo. Dopo i primi test di proiezione ci si accorse che la cosa poteva funzionare anche nelle sale.

Il giovane regista James Wan (nato nel 1977) prese la cosa come una scommessa e rifiutò il pagamento fisso optando per quello a percentuale d'incassi. Quando si dice avere la vista lunga: il film costò circa 1.200.000 dollari e ne incassò 102.898.683.

Il film contiene almeno due palesi (e dichiarati) riferimenti ai gialli del nostro Dario Argento. Il pupazzo, specialmente quando viene preso a mazzate, è un riferimento a Profondo Rosso (1975), così come i primi piani dei guanti neri del killer sono un riferimento ad una delle firme stilistiche di Argento.

Inizialmente l'MPAA aveva vietato il film ai minori di 17 anni (NC-17); il regista dovette tagliare alcune scene per ottenere il rating R. La versione non censurata è più lunga di 8 secondi e le scene tagliate sono: Amanda che ravana negli intestini, il ciccione che si fa strada nel filo spinato, immagini della scientifica.

La direttrice del casting Amy Lippens chiese al regista Wan chi lui volesse per il ruolo di Amanda ed egli rispose, per capriccio, che voleva Shawnee Smith ma solo perché lui era "innamorato" di lei da quando aveva dieci anni. Wan rimase sorpreso quando la Lippens tornò pochi giorni dopo dicendogli che aveva scritturato proprio la Smith.

Nel film il detective traccia un segnale d'allarme anti-incendio: si trova in Stygian Street. Stygian (2000) è il titolo del primo film di James Wan.

Lo stesso weekend che Saw uscì nelle sale si approvò la produzione di Saw II (2005).

La scena demo di previz (pre-visualization) che il regista portò per gli studios in cerca di finanziatori era quella della trappola d'orso al contrario. La trappola usata per la demo, però, era stata fatta da un designer industriale amico del regista e per farla arrugginire fu messa in acqua salata e lasciata sul tetto una settimana all'aria. Leigh Whannell, che nella demo faceva la parte di Amanda, si dovette mettere in bocca qual ferro arrugginito! Nel film, invece, fu usato un meccanismo di scena dipinto con vernice "arrugginita". La trappola della demo, però, funzionava davvero e se usata "bene" poteva realmente scardinare la mandibola.

La scena in cui Leigh Whannell ravana nel cesso sporco è un tributo a Trainspotting (1996).