TRAMA

Catherine è una studentessa. Quando giunge il tempo delle vacanze decide di raggiungere i genitori che soggiornano in Amazzonia (si sa, tutti i genitori finiscono per andare là). Grande gioia e gaudio. Ma ecco che gli indios attaccano la famiglia in gita sul fiume e, dopo aver ucciso mamma e papà (e aver loro mozzato la testa) Catherine viene rapita e portata nel villaggio dei semiprimitivi. Con il passare del tempo la ragazza passerà dall'odiare i suoi aguzzini all'acclimatarsi al loro modo di vivere. Soprattutto e paradossalmente (mica tanto, mai sentito parlare della sindrome di Stoccolma?) si innamorerà di Umukai, l'indio che sembra sia stato l'artefice della morte degli amati genitori. Sembra, perché la verità è più oscura.


SCHIAVE BIANCHE - Violenza in Amazzonia
(ITALIA - 1985 - 87min - Colore)

di Roy Garret [Mario Gariazzo]

GENERE
HORROR
IN BREVE
Un cannibal senza cannibali. Noia, poco sangue e qualche ridicolaggine di troppo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

LA FRASE dal film: "Tienitela stretta la tua vita,bambina mia, ovunque tu sia, su un trono o in una fogna"

Tardo cannibal-movie che non è propriamente un cannibal visto che di cannibalico ha ben poco. Ci si ritrovano, comunque, tutti gli ingredienti del sottogenre: le immagini mondo di animali che combattono e si mangiano, il solito nudismo adamitico, le musiche da foresta vergine (ovvero score di ampio respiro supportato da immagini di svolazzi di uccelli su nel ciel), riti tribali cruenti, sesso, e via dicendo. Nessuna scena pesante di sangue però, nessun banchetto a base di carne umana. Il massimo del gore è dato dal taglio delle teste. Il tocco exploitation è rappresentato dalla deflorazione della Audray (in quella tribù essere vergine è male...riflettete sulle splendide implicazioni di una tale usanza nella nostra società...Yuk!) la cui verginità viene "interrotta" per mezzo di un pezzo di bamboo. Il resto non è memorabile: a partire dalle parruccone che indossano gli indios per apparire tali, fino ad arrivare ad accorgersi che essenzialmente si tratta di una combattuta storia d'amore in mezzo alla natura relativamente selvaggia. Come da tradizione cannibal la storia è spacciata per vera e tutto il racconto non sarebbe altro che un flashback narrato da Catharine in un'aula di tribunale. Ci credo poco. Noia, poco sangue e qualche ridicolaggine di troppo. Il film doveva essere girato da Deodato che però rifiutò per lavorare su Inferno in diretta (1985). Di Schiave Bianche Gariazzo stesso dice: "E' un bel film, con molta azione" (in Stracult, Giusti, 2004, p.749). Sarà...

Noto all'estero come Amazonia: The Catherine Miles Story (Hong Kong), Cannibal Holocaust 2 - The Catharine Miles Story (Grande confusione a questo riguardo. Vi posso garantire che questo titolo è associato a una versione straniera del film che io possedevo anche se il vero Cannibal Holocaust 2 (o II) dovrebbe essere Natura Contro (1988) di Antonio Climati), Captive Women VII: White Slave, Forest Slave, White Slave, Amazonia, L'esclave blonde (Francia).

MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è stregata, perché vai in cantina?!

Il padre di Cathy è sul molo, un elicottero si abbassa sull'acqua a 100 metri di distanza, il copilota sfodera un megafono e parla al padre. Lui sul molo, senza megafono risponde. In Amazzonia le onde sonore si propagano con grande facilità!

Umukai viene morso da un serpente. Si tagliuzza un braccio, succhia e passa la paura. Subito dopo, probabilmente eccitato dagli eventi, vuole farsi Catherine.

Nel villaggio c'è un uomo zoppo. Ci pensa Cathy! Gli tira una randellata sulla rotula e gli fa passare la menomazione. Meglio che a Lourdes!