TRAMA

Lothar Schramm (Florian Koerner von Gustorf) sta per terra in mezzo ad una pozza di sangue, il suo stesso sangue. In questo ultimo momento della sua vita gli tornano in mente i ricordi della sua vita, la sua furia omicida, le sue ossessioni sessuali, la solitudine e la relazione stretta con Marianne (Monica M.), la prostituta della porta accanto.


SCHRAMM
(titolo or.: Schramm - Germania - 1993 - 70min - Colore)

di Jörg Buttgereit

GENERE
HORROR
IN BREVE
E' il migliore, per adesso, fra i film del seminale regista horror tedesco che ha terminato troppo prematuramente la sua carriera nel mondo del grande schermo
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "I'm sitting in the classroom, the teacher is walking up and down while she's dictating something. Suddenly I relaize that I'm completely naked. I look around very afraid that somebody might see it, than slowly, carefully I slip my hand between my thighs but there was nothing, absolutely nothing. It was completely smooth. The shock woke me up"*

Ultimo film di Buttgereit prima di un lungo ritiro verso le produzioni televisive. Diversi appassionati rimpiangono questo regista dell'eccesso che con opere estreme e arty quali Nekromantik (1987), Der Todesking (1989) e Nekromantik 2 (1991) ha dato ispirazione a due "nuove leve" teutoniche che vanno sotto il nome di Olaf Ittenbach e Andreas Schnaas, gente con l'occhio più lungo per il business che per l'arte. Per quest'ultima pellicola Buttgereit cede alla lusinga del filone serial killer che ha imperversato negli anni '90 nelle sale cinematografiche, però l'argomento viene trattato a modo suo, cioé generando il solito mix di ricerca artistica, sessualità perversa e sangue. Lothar non è il "solito" serial killer così come Schramm non è il solito film che mette in scena le imprese di un killer. Sarebbero più di dodici le donne uccise dal protagonista ma a noi è dato di vedere solo due omicidi, in quanto non è l'atto omicida il pivot della pellicola, bensì la mente di Lothar, ciò che vive, soprattutto la sua profonda miseria esistenziale. Schramm è prima di tutto la storia di un uomo solo, delle sue peculiari abitudini sessuali fenomeno accessorio di quella solitudine e contemporaneamente anche origine di essa. Non fraintendete, non siamo di fronte ad un film drammatico. La solitudine è, per Buttgereit, occasione buona per far confluire tematiche e stili dei suoi passati lavori, con il solito gusto per l'eccesso. Lothar si inchioda il prepuzio al tavolo, fa sesso con una mezza bambola gonfiabile mentre sente la vicina che geme mentre "lavora" con un cliente, ha allucinazioni cronenberghiane di vulve dentate che minacciano la sua sessualità. Gli SFX sono fatti molto bene tenuto anche conto del budget di cui dispone il regista e questi effetti speciali non fanno che rendere più difficile la visione. Cosa interessante: Buttgereit torna con le "solite" tematiche ma la sua regia è più controllata, più raffinata rispetto alle pellicole precedenti e non cede, come aveva fatto ad esempio in Der Todesking, a manierismi ricercati. Questo non significa che Schramm possa essere confuso tecnicamente con un prodotto mainstream; una certa aura art-house la si respira anche qui. Pochi dialoghi, poche spiegazioni rispetto a ciò che si vede, riprese ripetute e distorsioni cromatiche (effetti visivi vecchiotti ai quali il regista tedesco pare essere molto affezionato) fanno di Schramm un film che farebbe storcere il naso alla metà dei potenziali spettatori...e l'altra metà lo farebbe comunque per alcune situazioni estreme! In tale contesto weird difficile dare un giudizio sul livello recitativo ma sembra che i due attori (entrambi già presenti in Nekromantik 2) rispondano perfettamente alle richieste della storia e del regista. In definitiva, Schramm è il migliore (fin'ora) tra i film di Buttgereit, il più lineare e al contempo più pregno di significati. C'è la solitudine, l'impossibilità di comunicare e realizzarsi, la morte. Insomma c'è tutto Buttgereit, regista seminale non adatto ai più sensibili e a chi non ha voglia di sperimentare differenti modi d'espressione cinematografica. Per cinefili corazzati.

* Trad: "Sono seduto in classe, l'insegnante sta camminando su e giù mentre detta qualcosa. Improvvisamente realizzo che sono completamente nudo. Mi guardo intorno molto intimorito che qualcuno possa averlo visto, quindi lentamente, con attenzione faccio scivolare la mia mano fra le mie cosce ma non c'era niente, assolutamente niente. Era completamente liscio. Lo shock mi ha risvegliato"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Quando Lothar fa zapping con l'autoradio in attesa di Monika si può ascoltare un'autocitazione di Nekromantik. Ringrazio Manolo M. per la segnalazione di questo particolare.

Nella scenda dove il protagonista e la prostituta sono a cena fuori, il cameriere che li serve è lo stesso Buttgereit (grazie Francesco).

eXXagon fecit MMVII