La Frase dal Film:
"'The Screaming Skull' is a motion picture that reaches its climax in shocking horror. It's impact is so terrifying that it may have an unforeseen effect. It may kill you!"*
Si apre con questo pazzesco avvertimento il film sul teschio urlante, con la rassicurazione ancora più folle che nel caso di morte di qualche spettatore, la AIP, casa produttrice della pellicola, sarebbe stata ben felice di coprire le spese del funerale. In verità il film di Nicol (regista del micidiale Ape, 1976) è tutto fuorché impressionante, anche per i tempi in cui fu prodotto. La cosa non stupisce affatto dal momento che è dura spaventare le persone usando un teschio che, poveretto, ha, come prevedibile, diversi limiti d'espressività. E' tuttavia buono l'uso che si è fatto dei clichés horror (porte che sbattono, ombre sui muri, etc) orchestrati per attentare alla pace dello spettatore. La location, una casa ampia e oscura che fagocita i protagonisti, sembra un luogo perfetto per una storia di fantasmi. In teoria gli elementi per una bella storia 'da paura' ci sono tutti, in più all'elemento paranormale viene affiancata la fragile dimensione psicologica della protagonista, la quale, dopo aver visto i propri genitori morire, è stata oppressa da tali sensi di colpa da mandarla ai matti. Benché riabilitata, la donna è terreno fertile per shock e paure, tutte soluzioni che verranno messe in essere secondo un già rodato modello che diventerà leitmotiv nel thriller all'italiana del decennio successivo. Rimane tuttavia il limite di un teschio come viatico per l'orrore. Un teschio sovrimpresso, un teschio svolazzante, rigorosamente con la mandibola attaccata alla mascella benché scarnificato. Alla peggio un teschio adagiato qua e là, lasciato in solitudine a gestire il compito di spaventare lo spettatore. Chiaro che una tale trovata non riesce a trasmettere davvero l'idea che la protagonista viva una minaccia tangibile. D'altronde avere come antagonista un teschio non è mai stata una trovata geniale; come per Il Teschio maledetto (1965) della Amicus, anche qui meglio lasciarsi affascinare dalle atmosfere piuttosto che dal tema centrale. Visto così The Screaming Skull passa come un gradevole intermezzo. La premessa del film però, quella morte di paura che dovrebbe cogliere chi guarda la pellicola, rimane disattesa o, al massimo, soddisfatta dalla noia.
* Trad: "'The Screaming Skull' è un film che nel suo climax è di un orrore scioccante. Il suo impatto è così terrificante che potrebbe avere un effetto imprevedibile. Potrebbe uccidervi!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Benché la cosa non sia segnalata nei credits, il film è basato sulla novella horror "The Screaming Skull" di Francis Marion Crawford, pubblicata nel primo decennio del XX secolo. Crawford stesso prese ispirazione dalla leggenda del teschio urlatore esposto al maniero Bettiscomb (Dorset, UK). Si dice che il teschio fosse appartenuto ad uno schiavo africano che aveva chiesto di essere seppellito nella sua terra nativa ma che non essendo stato accontentato, facesse pervenire il suo dissenso dall aldilà. Dalla scatola in cui era contenuto il suo teschio uscivano scricchiolii e sinistri bisbigli inspiegabili.
Il film fu distribuito in double-bill con il fatascientifico Terror from the Year 5000 (1958).
La scultura che riproduce il volto di Marian posto sulla lapide della donna è la riproduzione de "La Sconosciuta della Senna" giovane donna (forse) suicida ripescata dalla Senna intorno al 1880 (ultima immagine a sx). Data la bellezza della donna e il suo serafico sorriso postmortem, si fece un calco del suo viso (anche se alcuni suppongono che il calco sia stato fatto ad una modella vivente) e tale calco divenne assai di moda, tanto che diverse donne presero ad acconciarsi come la Sconosciuta, della quale di fatto non si rintracciarono mai le origini. Il primo manichino medico costruito per addestrare al primo soccorso, e "battezzato" Rescue Annie, fu modellato ispirandosi al viso della Sconosciuta della Senna.
La macchina degli sposini è una rara versione anni '50 di Mercedes ad ali di gabbiano.
Lo score musicale del film presenta alcuni dei primi lavori del compositore Ernest Gold, premio Oscar per il soundtrack di Exodus (1960).