TRAMA

Theodore Logan parcheggia la Jaguar e si spara. Perché? La figlia Daniella non si riesce a dare pace, soprattutto dopo che il corpo del padre viene tirato fuori dalla bara e viene legato con del fil di ferro come per essere punito, anche oltre la morte. Daniella decide di andare a fondo nella storia; a poco gli serve l'aiuto della polizia. Scoprirà che nessuno è quel che sembra e che la sua famiglia nasconde un terribile segreto.

 


SECOND NAME
titolo or.: El Segundo Nombre - Spagna - 2002 - 93min - Colore

di Paco Plaza

GENERE
THRILLER - HORROR
IN BREVE
Un thriller oscuro, accattivante ma non avvincente
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

Si potrebbe dire che questo secondo film di Paco Plaza, classe 1973, sia uno dei tanti figli di Rosemary's Baby (1968) di Polanski (c'è chi ha pensato anche a Music Box, giustamente) e questo perché Second Name è l'ennesimo film sull'inquietudine recondita, sui segreti indicibili, sul male nascosto nell'anima delle persone che più amiamo, nonché la lenta ricerca e scoperta che loro non sono chi sembrano e che noi non siamo chi crediamo di essere. Il film presenta alcune similitudini con l'ottimo film di Balaguerò Nameless (1999) la prima delle quali è l'ispirazione presa da un romanzo di Ramsey Campbell "The Pact of the Fathers"; la similitudine si può estendere ad alcune scene (l'autopsia), al fatto che una donna si metta ad indagare, all'idea della religione nell'ombra, l'uso dei colori freddi, delle musiche corali e, ancora, al male che viene dalle cose più vicine. Più che di horror, per Second Name si potrebbe parlare di thriller con elementi mediati dal cinema d'orrore. La debolezza del film sta in una certa lentezza che si estende sia allo svolgimento dei fatti, sia ad un certo modo di fare della protagonista la quale sembra troppo fiacca di fronte a tali avvenimenti, così come alla polizia che è tonta ed impacciata come e più delle forze dell'ordine nei film di Dario Argento. In effetti questa lentezza mina la suspance e lo spettatore giunge a capire gli sviluppi futuri ancor prima che la stessa protagonista li scopra, e questo è molto male. Non male, comunque, l'intrepretazione della Prior qui in uno dei suoi ruoli più importanti, se non altro è riuscita a trasmettere bene lo scoramento che prova Daniella mentre affonda nell'incubo di famiglia. Coraggiosa e pregevole l'idea di non chiudere il tutto con un finale rose e fiori ma di far affondare tutto il male in un abisso di follia. In conclusione, non è un brutto film ma presenta troppe similitudini con qualcosa di già visto, troppi momenti prevedibili e qualche momento di tedio; comunque è un film molto cupo e disperato come e forse più di Nameless. In più, dal momento che "ultimamente" in Italia si cazzeggia con l'horror ed il thriller, vale sicuramente la pena di prestare attenzione alle opere che vengono dalla Spagna, patria di grande fermento artistico. Caso raro: probabilmente questo film potrebbe piacere più ai mainstreamers che agli appassionati del genere. Buttateci un occhio e giudicate voi.