La Frase dal Film:
"Oh my God, your case is worse than leprosy!"*
Può un dottore saltare fuori con
una frase del genere diretta ad un paziente? Sì,
se il dottore in questione è Alberto Lupo, lo stesso
che irretiva con un sacco di "parole" la grande
Mina. Premetto che io ho visionato la versione americana
da 87 minuti ed è probabile che mi sia perso qualcosa
ma, visto l'andazzo del film, questa notte dormirò
comunque tranquillo. Alla regia c'è la firma di Majano
che miglior fortuna ebbe con gli sceneggiati televisivi,
però produce Mario Bava (che risulta "Fava"
nella english version) e questo sembrerebbe assicurare qualche
diletto. Le cose non vanno proprio così e ciò
a partire da un titolo che poco c'entra con quello che nella
pellicola viene narrato; al pubblico anglofono va anche
peggio contando che Seddok là prende il
nome di Atom Age Vampire e di vampiri non c'è
l'ombra. Il film prende le mosse dalla storia di un mad
doctor che smaneggia con la chirurgia ricostruttiva, tematica
lanciata da Occhi senza volto (1960). Questo film
di Georges Franju generò un trend al quale si rifecero
pellicole come Il diabolico dr. Satana (1961) di
Jess Franco, Il Circo degli
Orrori (1960) di Hayers, Il
mulino delle donne di pietra (1960) di Ferroni e, ovviamente,
questo Seddok. Solo che al soggetto (scritto a
otto mani comprese quelle di Alberto Bevilacqua) non ci
si accontenta della tematica "chirurgica" ma si
va anche a toccare il mito del dottor Jekyll e Mr. Hyde
con un Alberto Lupo, nei panni del prof. Levyn, che, quando
trasformato, assume delle brutte sembianze (brutte nel senso
che il make-up è mal fatto). L'ibridazione fra il
film di Franju e Jekyll non sembra funzionare così
bene sullo schermo, ma forse il problema maggiore è
da attribuire alla regia piatta di Majano. Qualche punto
in più per le atmosfere sinistre e per il picco exploitation
quando Levyn mostra vere foto di persone ustionate in seguito
alle esplosioni nucleari di Hiroshima. Truce. Gente di comprovato
spirito d'osservazione ha segnalato il fatto che verso la
fine del film, a causa di un movimento inconsulto, la bella
protagonista bionda Susanne Loret perda il controllo di
una delle sue mammelle, finendo per mostrarne il capezzolo.
Sempre sensibile a certi argomenti, mi sono lanciato in
un gioco di frames capture il cui risultato potete vedere
nella terza immagine a sinistra. Non è molto ma nel
'60 faceva argomento di conversazione; Dio solo sa cosa
può aver combinato la Loret in quei 18 minuti in
più che mi sono perso. Questo episodio subliminal-erotico
non salva comunque dalla noia generata da un film che ha
ben pochi elementi originali per tener viva l'attenzione
del pubblico; dubito fortemente che la versione integrale
possa offrire sostanzialmente di meglio.
*-Trad: "Oh mio
Dio, il suo caso è peggio della lebbra!"
Noto all'estero come: Le monstre au
masque (Francia), Seddok der Würger mit den
Teufelskrallen (Germania), Atom Age Vampire
(USA e UK).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La versione originale dura 105 minuti (ma
sono attestati anche 109 e 107 minuti), la versione cinematografica
USA dura 87 minuti ma molte versioni d'oltre oceano sono
di soli 72 minuti.