TRAMA
Le dipendenti
dell'agenzia di fotomodelle Black Lace sono prese di mira da un
misterioso assassino. Una delle vittime
aveva fatto una terribile scoperta e l'aveva annotato nel suo
diario personale. Chiunque delle donne possieda questo diario
è in serio pericolo.
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SEI
DONNE PER L'ASSASSINO |
Italia/Francia/RFT
- 1964 - 88min - Colore |
di Mario
Bava |
| GENERE |
ITALIAN GIALLO |
| IN BREVE |
Il film che crea
il mito dei giallos all'italiana, un mix di horror
e thriller. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La trama, come potete leggere, è molto scarna
e la storia (che ha qualche somiglianza, soprattutto nel
finale, con il successivo L'uccello
dalle piume di cristallo, 1970, di Argento) è
più che altro un pretesto per il regista per scardinare
molti punti fermi del classico giallo. L'importanza di
questo film, comunque, va molto al di là della
pellicola in se stessa. Benché il vero primo giallo
all'italiana sia stato La ragazza che sapeva troppo
(1962) dello stesso Bava, è proprio Sei donne
per l'assassino che cementa il genere e pone le basi
di certe regole (tipo una certa violenza espressiva nelle
scene di sangue, un finale a sorpresa, un ruolo "particolare"
per le donne, etc...). Oltretutto il film dimostra lungimiranza
anticipando la figura del killer psicologicamente disturbato
che avrà fortuna ininterrotta fino ai nostri giorni.
Le scene degli omicidi sono molto violente per il tempo
in cui sono state girate, ed il livello di sadismo che
traspare portò la pellicola fra le lame delle forbici
della censura. Il fatto che lo svolgimento del film sia
ambientato in un'agenzia di moda, offre il destro a Bava
per arricchire il suo prodotto con colori, costumi e arredi
scenici "sopra le righe", anticipando, come
ha fatto notare qualcuno, la moda pop. Bava riesce a proporre
soluzioni visive tipiche di un vecchio film (pensate all'iniziale
scena del cartello che si stacca mosso a causa del vento)
ed allo stesso tempo innovative (l'efferatezza, il sadismo,
i colori), non facendoci mai affezionare troppo ad un
personaggio o ad un altro, ma facendoci percepire in maniera
molto chiara l'atmosfera di morte e "insania"
che permea la pellicola. Esistono differenti versioni
di Sei donne per l'assassino: in una si inizia
con le modelle fra i manichini, in un'altra i manichini
hanno un teschio al posto della testa, sottolineando il
parallelismo fra sensualità e morte (ma io questa
versione non l'ho mai vista). Concludendo, se il film
non avesse avuto tutta l'importanza storica che ha di
certo non meriterebbe un'attenzione così ampia,
ma rammentando quanto ha influenzato la cinematografia
successiva (il diario segreto: Twin Peaks; il
killer in impermeabile nero: impossibile citare tutti;
la scena della vasca da bagno: Kundun [1997]
di Scorsese, etc...) la visione della pellicola è
un dovere per ogni buon cinefilo. Concludendo davvero
questa volta, "ordino" a tutti gli appassionati
del cinema di genere di guardare Sei donne per l'assassino,
mentre preannuncio con grande sincerità al pubblico
mainstream di evitare pure la visione di quest'opera in
quanto la riterrano di certo una perdita di tempo.
Noto all'estero come Blood and Black
Lace (USA), Six femmes pour l'assassin o L'Atelier
de la peur (Francia), Blutige Seide (Germania),
Seis Mujeres para el asesino (Spagna), altrove
come Fashion House of Death o Six Women for
the Murderer
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