TRAMA

Uno psichiatra va a parlare con John Trent (Sam Neill) un investigatore privato internato in un manicomio. Trent racconta di come è stato ingaggiato dall'editore Harglow (Charlton Heston) per ritrovare lo scrittore Sutter Cane (Jurgen Prochnow). Trent pensa che Cane possa trovarsi in una cittadina del New England non segnalata nelle mappe. Si reca là con l'editrice Linda Styles (Julie Carmen) e scopre che quella cittadina altro non è che Hobb's End, paese letterario creato da Cane e diventato realtà. La cittadina è colma di visioni e persone da incubo, oltretutto Cane è riuscito a creare un passaggio dimensionale che permette a dei mostri di unire il loro mondo al nostro.


IL SEME DELLA FOLLIA
(titolo or.: In the Mouth of Madness - USA - 1994 - 95min - Colore)

di John Carpenter

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Visionario e più o meno volontariamente confuso. Gli amanti di Lovecraft apprezzeranno.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non leggi Sutter Cane?"

Terzo film di quella che lo stesso Carpenter ha definito 'Apocalypse Trilogy', composta oltre che da questo, da La Cosa (1982) e da Il Signore del Male (1987). Il film è ricco di momenti di fantasia e di visionarietà e, senza eccessi splatter o sessuali, la pellicola si sviluppa in modo da creare un'intelligente esperienza horror che mixa incubi, realtà e fantasia. Curioso il fatto che il contemporaneo Nightamre - Nuovo Incubo (1994) tratti bene o male la stessa tematica, ovvero lo sconfinamento della fantasia nella realtà (alcuni hanno fatto notare che Wes Craven l'ha fatto in maniera molto più originale). Ciò che rende davvero interessante questa pellicola è l'ispirazione che trae dalle atmosfere Lovecraftiane. Benché Il seme della follia non sia tratto da nessun libro specifico, è impossibile non notare la somiglianza fra il titolo del film e il libro di Lovecraft 'At the Mountains of Madness' (Alle montagne della follia, 1936); oltretutto il film è narrato in stile tipicamente lovecraftiano, da un protagonista finito in manicomio dopo l'incontro con l'orrore. Pare proprio che Carpenter e Michael De Luca (ai tempi boss della New Line Cinema) si siano trovati a loro agio con le tematiche metafisiche del Triste di Providence, oltre a queste i due aggingono l'intrigante nozione secondo la quale un lavoro di fantasia se particolarmente famoso possa divetare realtà, e inoltre possa portare alla pazzia i lettori (non che a qualcuno nel film venga in mente di non stamparlo più, visti i risultati?!). Il problema essenziale del film, secondo me, è che queste due ultime tematiche originali, si arenano con l'arrivo di Trent a Hobb's End. In quella cittadina in cui poi le atmosfere lovecraftiane avrebbero dovuto avere il massimo risalto, ci si trova piuttosto ad assistere ad una successione di sipari spiazzanti riuscitissimi (il vecchio in bici, il quadro nell'albergo, ...), effetti speciali e loop temporali che sono benissimo realizzati ma si lasciano alle spalle sia il potere del libro sulla gente che l'idea dei Grandi Antichi. Ecco perché nel particolare il film conquista ma a livello tematico più ampio potrebbe mostrare delle debolezze. Nel tentativo continuo di risultare unico ed inventivo, la pellicola rischia di diventare confusa; se questo può esaltare l'amante di prodotti weird, va anche detto che il continuo ricorso che fa Carpenter alla tecnica della fantasia-nella-fantasia, ha sì il fascino dell'ambiguo ma rischia di annodare indistricabilmente la narrazione. Nonostante i limiti del film (limitati) Il seme della follia è una delle migliori pellicola fra quelle che hanno tentato di catturare gli orrori di Lovecraft. Sam Neill fa il suo lavoro ma non eccelle (...non badate, è un'antipatia personale). In conclusione, Il seme della Follia è un horror di grande qualità ma che da alcuni è stato esageratamente osannato per la capacità che ha di confodere e di far credere di aver detto cose incredibilmente nuove e in un modo terribilmente originale; non c'è bisogno di sopravvalutare questa pellicola di Carpenter che già di per sé è un ottimo film. Da vedere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 14 milioni di dollari, ed è stato girato nelle seguenti locations: King City, King Township, Markham, Scarborough, Toronto (Ontario, Canada). Il ponte coperto nella scena in cui i protagonisti trovano Hobb's End si trova a West Montrose (Ontario, Canada); la libreria è a Saulter Street (Toronto), Hobb's End è Unionville, Ontario, Canada.

Nei credits viene scritto: "Human interaction was monitored by the Inter Planetary Psychiatric Association. The body count was high, the casualties are heavy". Cioé: "L'interazione umana è stata monitorata dall'Associazione Psichiatrica Interplanetaria. La conta delle vittime è stata alta, le perdite sono pesanti".

La cittadina Hobb's End prende il nome dalla stazione della metropolitana in cui si trova la nave spaziale del film L'astronave degli esseri perduti (1967).

John Trent occupa la cella 9 in manicomio ed affitta la stanza 9 al Pickman Inn di Hobb's End.

Il personaggio di Sutter Cane è ispirato a Stephen King, amico di John Carpenter.

Il palazzo utilizzato come manicomio che si vede all'inizio del film è (riprese esterne), in verità, un acquedotto statale di Toronto. Fu usato anche per alcune riprese nel film d'azione Undercover Brother (2002). Attualmente non si possono svolgere più riprese in quel palazzo a causa delle misure di sicurezza post 11 settembre.

Il monster-movie vecchio che Trent vede in televisione è Robot Monster (1953). Questo era il monster-movie che Carpenter preferiva quando era piccolo.

Il gruppo di mostri che viene dall'altra dimensione e corrono dietro a Trent era una combinazione di effettisti che indossavano protesi, animatroni e mostri a misura intera. Ci volevano 30 persone per muovere il quadretto.

Nello script originale Sutter Cane non si "strappava" come una pagina per far entrere i mostri ma avrebbe creato un buco in cui sarebbe stata risucchiata tutta la cittadina.

La posizione della mdp che riprende dall'alto in alcune scene in hotel furono suggerite da Sam Neill.

Le chiavi della macchina che Julie Carmen ingoia erano fatte di pasta.

Nella scena in cui una mano rompe il vetro della cella in cui è rinchiuso Trent, un pezzo di vetro di scena tagliò il collo dell'attore.

Ecco i titoli delle novelle di Sutter Cane: "The Hobb's End Horror", "The Feeding", "The Whisperer in the Dark", "Something in the Cellar", "The Breathing Tunnel" e "In the Mouth of Madness".

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